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Omessa custodia degli equidi: responsabilità, sanzioni e obblighi del proprietario

Chi possiede o detiene un cavallo, un pony, un asino o un altro equide ha il dovere giuridico di custodirlo in modo da evitare che possa mettere in pericolo persone, animali o cose.

Un cancello lasciato aperto, una recinzione inadeguata, un animale affidato a una persona inesperta o lasciato libero in un luogo aperto possono comportare responsabilità amministrative, civili e, nei casi più gravi, anche penali.

La normativa

L'omessa custodia degli animali è disciplinata dall'articolo 672 del Codice penale, oggi depenalizzato dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, che ha trasformato la contravvenzione in un illecito amministrativo.

Restano invece pienamente applicabili le norme del Codice civile, in particolare l'articolo 2052 sulla responsabilità per i danni causati dagli animali, oltre agli eventuali reati che possono derivare dalle conseguenze dell'omessa custodia, come le lesioni personali colpose o l'omicidio colposo.

Chi è responsabile?

La responsabilità non ricade soltanto sul proprietario risultante nell'Anagrafe Equidi.

Può essere chiamato a rispondere anche il detentore materiale dell'animale, cioè chi, al momento dei fatti, aveva il controllo e la custodia del cavallo, ad esempio:

  • un maneggio;

  • un allevamento;

  • una pensione per cavalli;

  • un istruttore;

  • un affidatario;

  • qualsiasi altro soggetto che abbia assunto la gestione dell'equide.

Ciò che conta è il rapporto concreto di custodia, non soltanto la proprietà formale.

Quando si configura l'omessa custodia

Possono integrare l'illecito, ad esempio:

  • lasciare un cavallo libero in prossimità di strade aperte al traffico;

  • utilizzare recinzioni palesemente inadeguate;

  • lasciare cancelli aperti o facilmente apribili dagli animali;

  • affidare un equide a una persona priva delle necessarie competenze;

  • condurre un cavallo in modo da mettere in pericolo l'incolumità pubblica;

  • lasciare un animale incustodito durante manifestazioni, fiere o eventi.

Ogni situazione viene valutata in concreto tenendo conto delle circostanze e del livello di diligenza richiesto.

Cavalli vaganti

Un cavallo che vaga liberamente sulla sede stradale rappresenta un grave pericolo per la circolazione.

Oltre alle sanzioni amministrative per omessa custodia, il proprietario o il detentore può essere chiamato a rispondere dei danni provocati a veicoli, persone o altri animali.

Se dall'incidente derivano lesioni o decessi, possono configurarsi ulteriori responsabilità penali.

Il caso fortuito

L'articolo 2052 del Codice civile stabilisce che il proprietario o chi si serve dell'animale risponde dei danni da esso cagionati, salvo che provi il caso fortuito.

Per caso fortuito si intende un evento:

  • imprevedibile;

  • inevitabile;

  • eccezionale;

  • estraneo alla sfera di controllo del custode.

Possono costituire esempi un evento naturale eccezionale o un fatto doloso di terzi non prevedibile.

Non costituiscono invece caso fortuito:

  • il comportamento imprevedibile del cavallo;

  • una recinzione insufficiente;

  • un cancello lasciato aperto;

  • la semplice disattenzione del custode.

La giurisprudenza è costante nel ritenere che il comportamento naturale dell'animale rientri nel rischio che il proprietario è tenuto a governare.

L'importanza delle recinzioni

La legge non impone un modello unico di recinzione, ma richiede che essa sia idonea a contenere gli animali custoditi.

La valutazione dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • specie animale;

  • numero degli equidi;

  • caratteristiche del terreno;

  • presenza di strade o abitazioni vicine;

  • stato di manutenzione delle recinzioni.

Una recinzione elettrica, da sola, potrebbe non essere sufficiente in tutte le situazioni, soprattutto se non accompagnata da adeguate barriere fisiche.

Come prevenire responsabilità

Per ridurre il rischio di incidenti è opportuno:

  • verificare periodicamente recinzioni e cancelli;

  • controllare quotidianamente lo stato dei pascoli;

  • non affidare gli animali a persone inesperte;

  • utilizzare idonei sistemi di chiusura;

  • mantenere aggiornate le coperture assicurative per la responsabilità civile.

In conclusione

Custodire correttamente un equide non significa soltanto evitare una sanzione amministrativa. Significa tutelare la sicurezza pubblica, proteggere il benessere dell'animale e prevenire danni che possono avere conseguenze economiche e giudiziarie molto rilevanti.

La fuga di un cavallo non è quasi mai un evento imprevedibile: nella maggior parte dei casi è il risultato di una custodia inadeguata o di misure di sicurezza insufficienti. Per questo la legge impone a proprietari e detentori un elevato dovere di diligenza nella gestione degli equidi.

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