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Codice di stalla per equini: cos'è, a cosa serve e come ottenerlo

Chiunque detenga cavalli, asini, pony, muli o bardotti deve conoscere il concetto di codice di stalla, l'identificativo ufficiale che consente alle autorità sanitarie di localizzare e tracciare gli equidi presenti sul territorio nazionale.

Il codice di stalla rappresenta uno degli strumenti fondamentali del sistema italiano di identificazione e tracciabilità degli equini, indispensabile per la tutela della salute animale, la prevenzione delle malattie infettive e il controllo delle movimentazioni.

Cos'è il codice di stalla

Il codice di stalla è un codice univoco assegnato a ogni struttura in cui vengono detenuti equidi, indipendentemente dal fatto che si tratti di un allevamento professionale, di un centro ippico, di una scuderia privata o di una semplice detenzione familiare.

Ogni equide deve risultare associato a una struttura registrata nella Banca Dati Nazionale (BDN) attraverso il relativo codice di stalla.

A cosa serve

Il codice di stalla consente di:

  • identificare con precisione il luogo in cui sono detenuti gli equidi;
  • garantire la tracciabilità degli animali per tutta la durata della loro vita;
  • facilitare gli interventi sanitari e i controlli veterinari ufficiali;
  • monitorare e contenere eventuali focolai di malattie infettive;
  • registrare correttamente ingressi, uscite, nascite e decessi;
  • gestire le movimentazioni nazionali e internazionali degli equidi.

La corretta registrazione della struttura è un obbligo di legge e costituisce uno strumento essenziale per la tutela del benessere animale.

Come si ottiene

L'apertura di un codice di stalla richiede la registrazione della struttura presso le autorità competenti.

A seconda della tipologia di attività e della normativa applicata dalla singola regione, la procedura può coinvolgere:

  • il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive);
  • il Servizio Veterinario dell'ASL/ATS territorialmente competente;
  • gli uffici regionali preposti alla gestione dell'Anagrafe Zootecnica.

Per la richiesta occorre generalmente indicare:

  • ubicazione della struttura;
  • caratteristiche degli spazi destinati agli animali;
  • orientamento produttivo dell'attività;
  • numero e tipologia degli equidi detenuti.

Gli orientamenti produttivi

Al momento della registrazione è necessario indicare l'orientamento produttivo della struttura.

Tra le principali categorie rientrano:

  • allevamento familiare;
  • allevamento da riproduzione;
  • attività ippico-sportiva;
  • stabilimento collettivo;
  • orientamento DPA (destinato alla produzione di alimenti);
  • orientamento non DPA (non destinato alla produzione di alimenti).

Il caso dell'allevamento familiare

L'orientamento "allevamento familiare" prevede una procedura generalmente semplificata.

Può essere richiesto per la detenzione di un numero limitato di equidi, normalmente fino a tre soggetti:

  • registrati come non destinati alla macellazione;
  • non impiegati in attività riproduttive;
  • detenuti esclusivamente per finalità affettive o di compagnia.

In molti territori la richiesta viene presentata direttamente al Servizio Veterinario competente senza necessità di avviare una pratica SUAP, poiché non configura un'attività economica.

Obblighi del detentore

Una volta ottenuto il codice di stalla, il detentore è tenuto a rispettare una serie di obblighi previsti dalla normativa vigente.

Tra questi:

  • mantenere aggiornati i dati della struttura;
  • registrare ingressi e uscite degli equidi;
  • comunicare nascite, decessi e variazioni rilevanti;
  • garantire il rispetto delle norme sanitarie e di benessere animale;
  • utilizzare correttamente la Banca Dati Nazionale attraverso il portale Vetinfo o tramite un delegato autorizzato.

Oggi gran parte degli adempimenti avviene in modalità telematica attraverso il sistema informativo veterinario nazionale.

Formazione obbligatoria dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore un ulteriore requisito per l'apertura di codici allevatoriali diversi dall'orientamento familiare.

Chi intende avviare un'attività di allevamento o detenzione professionale di equidi deve aver conseguito una formazione specifica in materia di sanità animale, ottenendo il cosiddetto patentino per operatori degli stabilimenti.

Il percorso formativo prevede generalmente un corso di circa 18 ore in modalità FAD (Formazione a Distanza) presso enti accreditati e tratta argomenti quali:

  • biosicurezza;
  • prevenzione delle malattie infettive;
  • benessere animale;
  • gestione sanitaria degli allevamenti;
  • obblighi normativi e registrazioni ufficiali.

In conclusione

Il codice di stalla non è una semplice formalità burocratica, ma uno strumento indispensabile per garantire la corretta gestione degli equidi, la loro tracciabilità e la tutela della salute animale.

Prima di acquistare o ospitare un cavallo, un asino, un pony o un mulo è quindi importante verificare di essere in possesso di una struttura regolarmente registrata e di conoscere gli obblighi previsti dalla normativa vigente.


 

Errori frequenti da evitare

«Ho un solo cavallo, quindi il codice di stalla non mi serve»

Falso. Anche la detenzione di un solo equide richiede che l'animale sia ospitato presso una struttura regolarmente registrata e dotata di codice di stalla.

«Il cavallo vive nel mio terreno, quindi è come un animale da compagnia»

La proprietà del terreno non sostituisce gli obblighi previsti dall'Anagrafe Equina. Se un equide è detenuto stabilmente in una proprietà privata, il luogo deve essere registrato secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

«Ho comprato il cavallo, ma aggiornerò i documenti più avanti»

Le registrazioni anagrafiche e i passaggi di detenzione devono essere effettuati nei tempi previsti dalla legge. Rimandare gli adempimenti può comportare irregolarità amministrative e difficoltà nella gestione dell'animale.

«Non serve registrare gli spostamenti temporanei»

Molti proprietari ritengono che gli spostamenti verso pensioni, cliniche veterinarie, centri di addestramento o manifestazioni sportive non debbano essere comunicati. In realtà la normativa prevede specifici obblighi di tracciabilità che variano in funzione della tipologia e della durata dello spostamento.

«Posso tenere il cavallo presso un amico senza formalità»

L'equide deve risultare correttamente associato alla struttura nella quale è effettivamente detenuto. Ospitare un animale presso una struttura non registrata o senza aggiornare le informazioni nella Banca Dati Nazionale può comportare contestazioni durante i controlli.

«Il passaporto è sufficiente»

Il documento di identificazione dell'equide è indispensabile, ma da solo non basta. Devono essere correttamente registrati anche la struttura di detenzione, il detentore e gli eventi previsti dalla normativa sulla tracciabilità.

«Nessuno controllerà mai»

I controlli possono essere effettuati dai Servizi Veterinari delle ASL, dai Carabinieri Forestali, dalle autorità sanitarie competenti e dagli organi incaricati della vigilanza sul benessere animale. In caso di irregolarità possono essere applicate sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, ulteriori provvedimenti previsti dalla legge.

Un consiglio prima di acquistare un equide

Prima di acquistare o accogliere un cavallo, un asino, un pony o un mulo, verifica sempre di avere:

✓ una struttura regolarmente registrata;

✓ un codice di stalla adeguato alla tipologia di detenzione;

✓ accesso al portale Vetinfo o un delegato che gestisca gli adempimenti;

✓ conoscenza degli obblighi di registrazione e tracciabilità.

Molti problemi burocratici nascono non dalla cattiva fede, ma dalla mancata conoscenza delle regole. Informarsi prima è il modo migliore per evitare sanzioni e garantire una gestione corretta dell'animale.

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