Un nuovo caso di doping scuote il mondo del trotto. Il cavallo Lovino Bello, vincitore di diverse competizioni, è risultato positivo all’acido tiludronico durante un controllo effettuato il 1° novembre 2024 all’ippodromo di Torino. Il risultato è stato pubblicato il 27 novembre 2024, confermando la presenza della sostanza vietata, utilizzata per alleviare dolori ossei e migliorare le performance atletiche.
Che cos’è l’acido tiludronico?
L’acido tiludronico, principio attivo del farmaco Tildren, è un bifosfonato utilizzato in medicina veterinaria per trattare problemi ossei, come la sindrome navicolare o altre forme di claudicazione associate a spavento osseo nei cavalli. Sebbene il suo utilizzo sia consentito sotto rigorose prescrizioni veterinarie, l’impiego per migliorare artificialmente le prestazioni di un animale in gara è severamente vietato.
Il caso specifico
Il campione di sangue di Lovino Bello è stato prelevato dopo una gara a Torino e analizzato in un laboratorio accreditato. Gli esiti hanno evidenziato la presenza di acido tiludronico, una sostanza che potrebbe aver mascherato eventuali patologie dolorose, permettendo al cavallo di gareggiare al massimo delle sue capacità nonostante condizioni di salute compromesse.
La scoperta ha portato alla sospensione immediata del cavallo dalle competizioni, con decorrenza dal 28 novembre al 27 dicembre 2024. Parallelamente, l’allenatore e il proprietario di Lovino Bello sono finiti sotto indagine per violazione delle norme antidoping, oltre che per possibili maltrattamenti nei confronti dell’animale.
Implicazioni e riflessioni
Questo episodio mette nuovamente in luce i gravi problemi legati al doping nelle competizioni con i cavalli. L’uso di sostanze vietate non solo compromette l’integrità delle competizioni, ma rappresenta anche una forma di sfruttamento e maltrattamento degli animali, forzati a gareggiare oltre i loro limiti fisici.
Il ruolo delle autorità
Le autorità competenti, inclusi i veterinari e i funzionari degli ippodromi, hanno intensificato i controlli per prevenire ulteriori abusi. Tuttavia, questo caso evidenzia la necessità di normative più rigide e controlli più frequenti, nonché di una maggiore sensibilizzazione sulla tutela del benessere animale.
Conclusioni
Il caso di Lovino Bello è un triste promemoria dei rischi che corrono gli animali negli sport competitivi. Serve un impegno congiunto da parte di appassionati, professionisti e autorità per garantire che i cavalli siano trattati con il rispetto e la cura che meritano, ponendo al centro il loro benessere anziché il profitto o la gloria sportiva.
