🐎 Morte alla Giostra d'Europa: un fatto che impone riflessione
Durante le prove preliminari della Giostra Cavalleresca Europea e dei Borghi più Belli d’Italia, svoltasi a Sulmona nei giorni 18–20 luglio 2025, una cavalla di 10 anni, appartenente al Borgo San Panfilo, è stata eutanasizzata in seguito a una frattura alla seconda falange. L’infortunio è avvenuto nella mattinata del 18 luglio, in occasione delle prove ufficiali. Si tratta di un evento che richiama l’attenzione sulla gestione delle manifestazioni equestri storiche, soprattutto in relazione al benessere animale.
⚠️ Un’autorizzazione che lascia dubbi
Secondo una segnalazione ricevuta, la cavalla – una purosangue inglese di 10 anni reduce da un recente parto – sarebbe stata inizialmente giudicata non idonea dalla commissione veterinaria per insufficiente tono muscolare e preparazione atletica. Tuttavia, è stata comunque impiegata in pista come terza scelta del Borgo dopo che altri due cavalli dello stesso non erano stati selezionati.
La motivazione? Evitare l’esclusione automatica al torneo, che avrebbe avuto conseguenze per l’intero borgo partecipante. Una situazione che evidenzia il conflitto potenziale tra esigenze organizzative e tutela dell’animale, soprattutto quando cavalli, strutture e ruoli decisionali risultano interconnessi.
🏥 Questione ambulanza veterinaria
Durante le prove, non sarebbe stata presente un’ambulanza veterinaria attrezzata, come invece richiesto dal DM 8 gennaio 2025, che impone la presenza di mezzi idonei al soccorso dei cavalli per manifestazioni di rilevanza storica organizzate fuori da piste e arene ufficiali dove si svolgono corse ippiche e concorsi equestri. In poche parole una legge che si applica a palii, giostre, quintane ed altri eventi simili di piazza che coinvolgono cavalli in gare potenzialmente pericolose per gli stessi (alla stessa stregua deve essere presente l'ambulanza umana per i fantini).
Stando alla testimonianza raccolta, l’animale sarebbe stato trasportato d’urgenza con mezzo privato del cavaliere, in assenza di un supporto strutturato di emergenza. Se confermato, si tratterebbe di una violazione rilevante della normativa vigente.
L’esito clinico
La cavalla è stata condotta all’ospedale veterinario universitario di Teramo, dove sono stati riscontrati:
• Frattura grave della seconda falange, con emorragia e danni ai tessuti molli;
• Compromissione funzionale tale da non consentire possibilità di recupero.
I medici, dopo aver illustrato le opzioni terapeutiche e la prognosi, hanno proceduto – su decisione del proprietario – con l’eutanasia, considerata l’unico atto compatibile con il benessere residuo dell’animale.
🗣️ Le reazioni
L’episodio ha sollevato numerose critiche online. Alcuni commentatori parlano di:
“Spettacolo superato dai tempi, gestito con superficialità”
“Cavalli costretti a correre con temperature prossime ai 40 gradi”
“Una perdita evitabile e una gestione da rivedere anche per lo scarso afflusso di spettatori”
C’è chi suggerisce persino di spostare la manifestazione in spazi più adatti, come uno stadio, per ridurre i costi e i disagi, e proteggere sia gli animali sia il patrimonio urbano.
❗ Una morte evitabile?
Secondo quanto raccolto, l’infortunio non si è verificato per fatalità inevitabile, ma a seguito di scelte discutibili:
• L’ammissione all’evento nonostante una valutazione clinica negativa;
• L’assenza di mezzi adeguati per il soccorso sul campo durante le prove preliminari in pista;
• Le condizioni climatiche e strutturali non ideali.
Sono elementi che sollevano la necessità di regolamentare meglio tutte le manifestazioni equestri, anche quelle tradizionali, al di fuori dei circuiti sportivi ufficiali.
📣 La posizione di Horse Angels
Horse Angels chiede che:
• L’ambulanza veterinaria sia sempre obbligatoria, anche durante le prove, e non solo per le gare;
• Sia avviata una valutazione indipendente sulla pista e sulla gestione delle emergenze per i tornei storici con cavalli a Sulmona;
• Si apra un dibattito nazionale sulle criticità del nuovo D.M. 8 gennaio 2025, viste tutte le falle sinora riscontrate dove fatta la legge appare sempre l'inganno, con applicazioni sommarie o in deroga, mentre i cavalli continuano a soffrire e a morire, esattamente come prima che fosse approvata la nuova normativa.
La morte di un animale non deve mai essere banalizzata o trattata come un rischio inevitabile dello “spettacolo”. È tempo di un cambiamento profondo, culturale, prima ancora che normativo.
👉 Se anche tu vuoi che episodi come questo non si ripetano, sostieni Horse Angels.
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