La notizia è di questi giorni e arriva da Ventimiglia: un camion adibito al trasporto di cavalli è stato fermato dalla Guardia di Finanza e, all'interno di un doppio fondo, sono stati scoperti 157 chili di cocaina, per un valore stimato tra gli 11 e i 14 milioni di euro.
Il conducente è stato arrestato.
Una vicenda di cronaca nera, dunque, che riguarda anzitutto un grave traffico di stupefacenti. Ma per chi si occupa di tutela degli equidi c'è anche un altro aspetto che merita attenzione, senza saltare a conclusioni che oggi non possiamo sostenere.
Il mezzo, infatti, trasportava cavalli.
E questo pone una domanda molto semplice: si trattava di un trasportatore di equidi regolarmente autorizzato?
Al momento, dalle informazioni rese pubbliche, non possiamo dirlo.
Le cronache disponibili non indicano il nome dell'azienda, la targa del mezzo, il numero dell'autorizzazione al trasporto, né forniscono informazioni sufficienti per verificare la posizione dell'operatore. Non risultano inoltre pubblicati dati sulla provenienza e sulla destinazione dei cavalli trasportati.
E quindi è importante distinguere i fatti dalle ipotesi.
Fatto: un camion utilizzato per il trasporto di cavalli è stato fermato con un enorme quantitativo di cocaina nascosto in un doppio fondo.
Non sappiamo: se il soggetto fosse un trasportatore professionale autorizzato per il trasporto di animali, quale fosse l'azienda proprietaria del mezzo, da dove provenissero i cavalli e quale fosse la loro destinazione.
Ci auguriamo che le autorità competenti, nell'ambito degli accertamenti, abbiano verificato anche questo aspetto e soprattutto le condizioni, la provenienza e la destinazione degli animali.
Perché dietro una notizia che parla di 157 chili di cocaina e milioni di euro ci sono anche dei cavalli che, indipendentemente da qualsiasi altra responsabilità, non hanno certamente scelto di trovarsi su quel camion.
