Sora (Frosinone): corsa clandestina di Pasqua, denunce e sequestri. Sotto controllo anche una stalla riconducibile al clan Di Silvio
Una corsa clandestina con cavalli attaccati ai sulky, organizzata nel pomeriggio di Pasqua su una strada della provincia di Frosinone, si è conclusa con denunce, sequestri e successive verifiche su una stalla ritenuta collegata agli animali impiegati nella competizione.
La corsa clandestina del giorno di Pasqua
Nel pomeriggio di domenica 12 aprile, intorno alle ore 16.30, i Carabinieri della Compagnia di Sora, con il supporto di militari di altre Stazioni, sono intervenuti in via Barca San Domenico, nell'area delle Fiere di Sora, dove era stata organizzata una corsa clandestina in stile trotto ippico.
La competizione si svolgeva su strada pubblica e vedeva protagonisti cavalli trainanti sulky, in assenza di qualsiasi autorizzazione e delle minime condizioni di sicurezza previste per gli animali e per la circolazione.
Al termine dell'intervento, quattro appartenenti alla famiglia rom riconducibile al clan Di Silvio, già più volte citato in procedimenti relativi alle corse clandestine, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Cassino.
Le ipotesi di reato contestate comprendevano:
organizzazione di corse clandestine di cavalli;
maltrattamento di animali;
interruzione di pubblico servizio.
Le autovetture utilizzate durante l'organizzazione dell'evento sono state sottoposte a sequestro penale.
Sul piano amministrativo, gli indagati sono stati inoltre sanzionati per avere organizzato una manifestazione non autorizzata, mentre i conducenti dei sulky hanno ricevuto ulteriori verbali per aver partecipato a una competizione sportiva su strada priva delle necessarie autorizzazioni.
Le verifiche nella stalla
Nei giorni successivi all'intervento, il 28 aprile, i Carabinieri della Compagnia di Sora, con il supporto della Stazione Carabinieri Forestale, del Servizio veterinario della ASL, dell'Ufficio Tecnico comunale e della Polizia Locale, hanno effettuato un controllo presso una stalla situata in località Agnone, in via Baiolardo.
La struttura, realizzata in lamiera e già oggetto in passato di provvedimenti amministrativi mai eseguiti, sorge su un terreno intestato a una persona con precedenti giudiziari, tra cui reati in materia di stupefacenti, ricettazione e procedimenti collegati all'organizzazione di corse clandestine, scommesse illegali, maltrattamento e doping di cavalli.
Durante l'ispezione sono stati rinvenuti una quindicina di animali tra bovini ed equini. Tra i sei cavalli presenti, gli investigatori ritenevano potessero esservi anche due soggetti noti come "Palledoro" e "Coccaina", ritenuti compatibili con gli animali impiegati nella corsa clandestina del giorno di Pasqua.
Il Servizio veterinario della ASL è stato incaricato di verificare l'identificazione degli equidi e la loro posizione amministrativa e sanitaria. Secondo quanto riferito all'epoca dei fatti, i cavalli risultavano sottoposti a sequestro nell'ambito delle indagini.
Al momento del controllo nella stalla era presente un cittadino maliano trentenne, richiedente asilo e domiciliato presso una cooperativa del territorio, che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, si stava occupando degli animali senza un regolare rapporto di lavoro.
Un fenomeno che va oltre la singola corsa
L'episodio di Sora conferma come le corse clandestine non siano eventi isolati, ma possano inserirsi in un sistema più ampio fatto di detenzione degli animali, allenamenti su strada, strutture abusive, scommesse illegali e possibili collegamenti con gruppi criminali.
Le indagini svolte dopo la gara dimostrano infatti che il contrasto a questo fenomeno non si limita all'interruzione della corsa clandestina, ma richiede accertamenti sulle condizioni di detenzione dei cavalli, sulla loro identificazione, sull'eventuale impiego di sostanze dopanti e sulla rete di persone coinvolte nell'organizzazione delle competizioni.
Horse Angels continua a monitorare i procedimenti giudiziari relativi alle corse clandestine di cavalli, affinché episodi come quello avvenuto a Sora contribuiscano a rafforzare la tutela degli equidi e il contrasto a ogni forma di sfruttamento.
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