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Crisi dell’Ippica in Italia: Una Situazione per i piccoli Operatori Insostenibile

𝐃𝐚 𝐋𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐄𝐓 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐑𝐚𝐬𝐩𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐡𝐚 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐚. 𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨, 𝐥'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐞̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐄𝐓 (𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐓𝐫𝐨𝐭𝐭𝐨), 𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐚𝐩𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐓𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚.

(ℕ.𝔹: 𝕤𝕖 𝕟𝕠𝕟 𝕖̀ 𝕤𝕠𝕤𝕥𝕖𝕟𝕚𝕓𝕚𝕝𝕖 𝕡𝕖𝕣 𝕘𝕝𝕚 𝕠𝕡𝕖𝕣𝕒𝕥𝕠𝕣𝕚, 𝕗𝕚𝕘𝕦𝕣𝕚𝕒𝕞𝕠𝕔𝕚 𝕡𝕖𝕣 𝕚 𝕔𝕒𝕧𝕒𝕝𝕝𝕚 𝒄𝙝𝒆 𝒔𝙤𝒏𝙤 𝙨𝒑𝙚𝒔𝙨𝒐 𝒕𝙧𝒂𝙩𝒕𝙖𝒕𝙞 𝙨𝒐𝙡𝒐 𝒄𝙤𝒎𝙚 𝙨𝒕𝙧𝒖𝙢𝒆𝙣𝒕𝙞 𝙙𝒂 𝒂𝙗𝒃𝙖𝒏𝙙𝒐𝙣𝒂𝙧𝒆 𝒒𝙪𝒂𝙣𝒅𝙤 𝙥𝒊𝙪̀ 𝙣𝒐𝙣 𝙨𝒆𝙧𝒗𝙤𝒏𝙤)

L’ippica italiana si trova in una crisi profonda nonostante i tentativi di rilancio da parte della nuova amministrazione. La denuncia arriva direttamente dagli operatori del settore, come l’allenatore Alessandro Raspante, che evidenzia in una lettera alla UET (l'ente europeo internazionale del trotto) una serie di problemi strutturali e gestionali che stanno portando al collasso l’intero comparto.

Pagamenti Bloccati e Impianti in Difficoltà

Uno dei problemi più gravi riguarda i pagamenti: premi per proprietari, allevatori e percentuali di allenamento e guida risultano bloccati dal luglio 2024. La situazione sta mettendo in ginocchio gli addetti ai lavori, costretti a operare senza garanzie economiche. Inoltre, alcuni impianti storici come quelli di Roma e Palermo sono in grave difficoltà di continuazione delle attività, mentre altre strutture cadono a pezzi e impongono la necessità di correre su piste low-cost, spesso pericolose per cavalli e guidatori.

Programmazione Caotica e Sicurezza Carente

Un’altra criticità che emerge dal comunicato alla UET riguarda la programmazione delle corse, che viene comunicata solo a metà febbraio, impedendo agli operatori di pianificare al meglio il lavoro. Anche le partenze risultano irregolari a causa del malfunzionamento delle fotocellule negli ippodromi, senza che vi sia un intervento correttivo.

Distribuzione Inefficiente delle Risorse

La distribuzione dei montepremi è sbilanciata: mentre i giovani cavalli (2-4 anni) ricevono incentivi, gli esemplari più anziani – che attirano maggiormente le scommesse – vengono penalizzati, favorendo uno sfruttamento eccessivo e aumentando il rischio di infortuni. Inoltre, non esiste un sistema di Internet betting strutturato come in Francia, che potrebbe garantire nuove entrate al settore.

Trasparenza e Regole Contestate

La formulazione delle Quinté e dei Gran Premi non segue parametri prestabiliti, generando malcontento tra gli operatori e sospetti di irregolarità. A questo si aggiunge la mancanza di un circuito realmente professionistico che valorizzi i migliori.

Allarmi su Doping e Controlli

La gestione del doping è un altro nodo critico che emerge nella comunicazione alla UET: i risultati della giustizia sportiva vengono pubblicati con il contagocce e le autorità sembrano adottare un atteggiamento poco trasparente. Anche i controlli sugli accessi ai box risultano inadeguati, con persone non autorizzate che entrano liberamente, aumentando il rischio di alterazione dei risultati.

Conclusione

Di fronte a questo scenario, Raspante chiede un intervento urgente da parte delle istituzioni per salvare l’ippica italiana da un destino segnato. Secondo lo stesso, che ha lamentato anche che l'informazione ippica istituzionale è inchinata solo al potere e non permette la libera espressione di tutti, serve un piano di rilancio concreto che garantisca pagamenti regolari, sicurezza negli impianti, una programmazione efficiente e regole chiare per tutti. Senza queste misure, molti professionisti rischiano di dover abbandonare definitivamente il settore e i loro cavalli.

(ℕ.𝔹: 𝐢𝐧𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞)

Chissà se la UET risponderà...

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