Cresce l’attenzione sul doping nell’ippica veneta, con un’indagine che, per la prima volta, ha portato la stampa generalista a pubblicare i nomi dei cavalli coinvolti. Non si tratta, però, di un’eccezione nella realtà delle corse ippiche, ma di tre “ordinari” casi di positività rilevati dai normali prelievi antidoping in corsa.
Questi episodi, emersi nel 2023 all’ippodromo di Padova, sono ora oggetto di un’indagine della procura territoriale, come previsto dal regolamento ippico. Tuttavia, la questione solleva un interrogativo cruciale: in passato, questi fascicoli arrivavano prontamente alle procure o non venivano attenzionati come dovuto dalle stesse o dalla stampa?
I casi al centro dell’indagine
Nel corso del 2023, tre cavalli sono risultati positivi a sostanze vietate all’ippodromo Padovanelle durante corse ufficiali:
• Ubertus Ans, positivo al betametasone;
• Eleganza Av., positiva al flunixin;
• Byron del Ronco, positivo all’atenololo.
Questi casi rappresentano solo la punta dell’iceberg in un sistema in cui il doping continua a essere una pratica diffusa.
L’attenzione mediatica: un segnale di speranza
La vera novità non sta nel fatto che esistano casi di doping in un ippodromo o l'altro, ma nell’attenzione mediatica e politica che finalmente circonda la vicenda. Come sottolineato da Horse Angels, altri cavalli, vittime di abusi simili, non hanno mai avuto lo stesso spazio nei media, nonostante le segnalazioni presenti sul sito ufficiale dedicato ai casi di doping negli ippodromi.
La politica scende in campo
Un segnale di cambiamento arriva dai consiglieri regionali Andrea Zanoni (PD), Erika Baldin (M5S) e Renzo Masolo (Europa Verde), che hanno presentato un’interrogazione al Consiglio Regionale del Veneto chiedendo all’assessore alla Salute, Manuela Lanzarin, quali azioni urgenti intenda intraprendere per tutelare i cavalli da maltrattamenti e somministrazioni illecite di farmaci.
Questa iniziativa rappresenta un passo avanti importante per il Veneto, e si auspica che altre regioni possano seguire l’esempio per garantire maggiore protezione ai cavalli da corsa.
Un problema sistemico nell’ippica?
L’indagine e l’interrogazione sollevano interrogativi pubblici su un sistema che, in molte realtà, sembra tollerare pratiche contrarie all’etica sportiva e al rispetto degli animali. Il doping non è solo una questione di frode sportiva, ma rappresenta una grave forma di maltrattamento che mette a rischio la vita dei cavalli e mina la credibilità stessa delle corse ippiche.
Horse Angels: vigilanza e azioni legali
Horse Angels, da anni impegnata nella denuncia di queste pratiche, ammonisce come dall'articolo di giornale, alla condanna penale, ci sia un grande divario. Come sottolinea l’associazione:
“Spesso il tutto si risolve in prescrizioni come sta succedendo in numerosi tribunali. È tempo di una condanna esemplare che segni un cambiamento definitivo, ma dovrebbe interessare una scuderia importante, un cavallo con un palmares interessante e una molecola significativa. Troppo spesso si crocifiggono i piccoli mentre i grossi sono intoccabili.”
Conclusioni
L’interrogazione al Consiglio Regionale del Veneto è un primo passo significativo, ma sarà fondamentale che alle parole seguano fatti concreti. È ora che il mondo dell’ippica affronti le proprie responsabilità e si impegni per un cambiamento radicale, ponendo il benessere animale al centro delle sue priorità.
Per sostenere le iniziative di Horse Angels e contribuire alla lotta contro il doping e il maltrattamento dei cavalli, visita il nostro sito.
