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Doping nei cavalli e macellazione: il caso arriva in Parlamento

Si riaccende il dibattito sul fine carriera illegale di molti cavalli da corsa. I riflettori del Parlamento si accendono su una criticità grave: centinaia di cavalli risultati positivi al doping negli ultimi anni, con una quota non trascurabile ancora destinata alla filiera alimentare.

La questione è arrivata fino alla Camera, dove l’onorevole Carmen Di Lauro ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministero della Salute, chiedendo chiarimenti sui controlli antidoping, sulla tracciabilità e sulle garanzie per la sicurezza alimentare.

Nel suo intervento è stato evidenziato un punto chiave:
👉 i controlli risultano ancora limitati e a campione, non sufficienti a garantire un sistema realmente efficace laddove è ancora permessa dal Masaf la registrazione ei cavalli da corsa come destinabili alla produzione alimentare. Su 300 casi di doping degli ultimi anni, riporta la parlamentare, il 10% dei cavalli risultava ancora registrato come macellabile.

⚠️ Una falla normativa ancora aperta

Ad oggi, infatti:
❗ non esiste un regolamento ippico che obblighi i proprietari dei cavalli da corsa in attività a registrarli come NON DPA (non destinati alla produzione alimentare), come esiste invece per i cavalli atleti sotto al CONI.

Questo significa che cavalli:
• sottoposti a trattamenti farmacologici
• o risultati positivi al doping

possono non essere automaticamente esclusi dalla macellazione, creando una contraddizione tra:
➡️ attività sportiva
➡️ benessere animale
➡️ sicurezza alimentare

🏛️ Un tema già sul tavolo politico

Il caso si intreccia con le proposte di legge, ben 3 rappresentative di diverse forze politiche, depositate in Commissione Agricoltura, che chiedono il divieto della macellazione degli equidi in Italia.

💬 La questione è semplice

Finché non verrà introdotto un obbligo chiaro di registrazione NON DPA per i cavalli sportivi,
la tutela resterà incompleta.

E il rischio continuerà a ricadere su animali… e consumatori.


Precedente Interrogazione sul tema del fine carriera dei cavalli presentata dai parlamentari del M5S nel 2023

Carmen Di Lauro, Gaetano Amato e Andrea Quartini del M5S hanno presentato una interrogazione parlamentare ai Ministri del Minsal e Masaf sul destino dei cavalli da corsa e sportivi a fine carriera.

Il testo dell'interrogazione:

"Solo il 10-15 per cento cavalli macellati provengono da appositi allevamenti, cioè vengono fatti nascere e crescere per questo scopo; il rischio è che una buona parte di cavalli macellati provenga dall’ippica e dagli sport equestri".

In premessa, i deputati ricordano che "il 10 gennaio 2022, è entrato in vigore il decreto del Ministero della salute 30 settembre 2021 'Gestione e funzionamento dell’anagrafe degli equini', di concerto con il Ministro delle politiche agricole, il quale introduce il passaggio di gestione dell’anagrafe equina dall’Aia, associazione allevatori italiani, al Ministero della salute, garantendo maggiore trasparenza nell’identificazione degli animali", riportando tuttavia notizie di cronaca e rapporti (come quello della Federazione degli Ordini dei Veterinari Italiani) che riportano di una situazione piuttosto grave e, di fatto, quasi priva di controllo.

A finire al macello, infatto, spesso sarebbero "cavalli a 'fine carriera' che non sono ormai più performanti, oppure cavalli utilizzati in maneggi, scuole di equitazione e per passeggiate turistiche finché non più utili", invece che animali allevati specificamente per la macellazione.

Per questo gli interroganti chiedono ai ministri se non intendano "adottare iniziative al fine di garantire una reale tutela degli equini, anche in considerazione dei limiti imposti, ma facilmente eludibili, dal decreto del Ministero della salute 30 settembre 2021; se ritengano opportuno, alla luce della crescente sensibilità dei cittadini, e preso atto dell’evidente inefficacia dei controlli, di adottare le iniziative di competenza volte al riconoscimento dello status di 'animale d’affezione' anche per gli equidi; se siano a conoscenza e possano fornire i dati della banca dati nazionale, in merito al numero di esemplari destinati al mattatoio, al numero di esemplari che sono esclusi dal circuito della macellazione, e al numero di cavalli non dpa a fine carriera; quali strategie intendano porre in essere nel breve e nel lungo periodo, a tutela dei diritti degli animali e della salute pubblica, con particolare riguardo agli equidi provenienti dall’Est Europa".

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