La recente fumata nera della Corte dei Conti sulla nuova Ordinanza Contingibile e Urgente firmata dal sottosegretario Gemmato, dopo la scadenza senza proroga della precedente, apre un vuoto normativo significativo nella regolamentazione dell’impiego degli equidi nelle feste popolari. La sentenza di illegittimità si è basata sull’assenza di una data di scadenza nell’ordinanza, un dettaglio tecnico che rende necessario un ulteriore intervento normativo.
Il vuoto normativo
Con la scadenza dell’Ordinanza Martini a inizio dicembre e l’impossibilità di prorogarla, il settore è ora senza una regolamentazione chiara. L’ordinanza Gemmato avrebbe potuto riempire questa lacuna, ma la sua illegittimità comporta ora il ricorso a una nuova ordinanza con scadenza definita, seguita dall’obbligatoria approvazione di un DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri). Questo processo prevede il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni, che però, almeno per il momento, non ha in agenda la questione.
Le implicazioni
La mancanza di un quadro normativo specifico crea incertezza per le amministrazioni locali e gli organizzatori di palii, giostre e quintane. Nonostante ciò, molte manifestazioni, hanno già adottato misure stringenti per la sicurezza di cavalli, fantini e pubblico. Tra queste spicca l’obbligo del casco, ormai universalmente riconosciuto come essenziale.
Il primo evento del 2024
Nel frattempo, il calendario delle feste popolari non si ferma. Il 19 gennaio è previsto il primo palio dell’anno, quello di Buti, che si terrà senza un nuovo quadro normativo chiaro se per allora non ci sarà la nuova Ordinanza. Questa situazione sottolinea l’urgenza di un intervento normativo efficace per tutelare gli animali e garantire il rispetto degli standard di sicurezza.
Conclusione
Il dibattito normativo attorno alle feste popolari resta complesso. Tuttavia, l’adozione di regole precise e condivise è fondamentale per coniugare tradizione, sicurezza e benessere animale. Resta da vedere se il Ministero della Salute riuscirà a colmare rapidamente il vuoto normativo, evitando ulteriori difficoltà per il settore, ma soprattutto rischi inutili e gratuiti per i cavalli.