Un presunto furto di sette cavalli si rivelò, dopo le indagini, una falsa denuncia studiata per nascondere una vendita. È una vicenda che risale al 2019 ma che resta significativa perché dimostra come non tutte le denunce di sottrazione di equidi corrispondano a un reale episodio di abigeato.
La denuncia
Un allevatore residente a Trevi nel Lazio si presentò ai Carabinieri denunciando il furto di sette cavalli dalla propria azienda situata agli Altipiani di Arcinazzo, nel territorio del distretto veterinario Anagni-Alatri (Frosinone).
Tra gli animali denunciati come rubati, cinque erano già sottoposti a sequestro sanitario disposto dal servizio veterinario della ASL perché risultati positivi all'anemia infettiva equina, malattia virale soggetta a rigorose misure di controllo.
Le indagini
Gli accertamenti svolti dai Carabinieri ricostruirono rapidamente una realtà diversa.
I sette cavalli non erano stati rubati: il giorno precedente alla denuncia erano stati ceduti a un allevatore della provincia di Potenza per un corrispettivo di circa 4.800 euro.
La collaborazione tra i Carabinieri di Trevi nel Lazio, quelli di Vietri di Potenza, i Carabinieri Forestali e i servizi veterinari consentì di individuare gli animali presso un allevamento di Savoia di Lucania, dove furono sottoposti a sequestro.
Le contestazioni
L'allevatore venne denunciato per diversi reati, tra cui:
simulazione di reato;
sottrazione di beni sottoposti a sequestro amministrativo;
violazione delle norme sanitarie relative alla movimentazione di animali affetti da anemia infettiva equina.
La vicenda assunse particolare rilevanza perché riguardava anche la movimentazione di equidi sottoposti a restrizioni sanitarie, con il rischio di compromettere le misure di contenimento della malattia.
Un caso che invita alla prudenza
Negli ultimi anni il fenomeno dei furti di cavalli ha suscitato forte attenzione tra allevatori, proprietari e associazioni. Episodi reali continuano purtroppo a verificarsi e meritano il massimo impegno investigativo.
Allo stesso tempo, casi come quello di Alatri ricordano che ogni denuncia deve essere verificata con attenzione. Una falsa segnalazione non solo comporta conseguenze penali per chi la presenta, ma sottrae tempo e risorse alle forze dell'ordine e rischia di alimentare allarmismi ingiustificati.
Per il benessere degli equidi e per la tutela degli allevatori onesti è essenziale che ogni movimentazione avvenga nel rispetto delle norme sanitarie e che eventuali reati vengano perseguiti sulla base di accertamenti oggettivi, evitando generalizzazioni e mantenendo alta l'attenzione sulla legalità nel settore.
