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Galoppano le multe a San Fratello: quando la tradizione incontra il Codice della Strada

Durante la tradizionale Festa dei Tre Santi di San Fratello (Messina), una notizia ha fatto rapidamente il giro dei media: circa settanta cavalieri sono stati sanzionati dai Carabinieri per aver mantenuto un'andatura ritenuta eccessiva lungo le strade del paese.

Al di là della polemica politica che ne è seguita, la vicenda offre l'occasione per ricordare un principio fondamentale: quando un cavallo percorre una strada pubblica, non si trova in uno spazio sottratto alle regole. Anche gli animali montati rientrano nell'ambito di applicazione del Codice della Strada e chi li conduce ha precisi obblighi di prudenza.

Le regole valgono anche per chi monta un cavallo

Il Codice della Strada disciplina la circolazione degli animali e di chi li conduce o li cavalca. Chi monta un cavallo deve mantenerne il controllo, adottare un'andatura compatibile con le condizioni della strada e tenere conto della presenza di pedoni, veicoli e altri utenti.

Non esiste un limite di velocità espresso in chilometri orari per un cavallo, ma esiste un principio generale: la condotta deve essere tale da non creare pericolo.

Se un'andatura viene ritenuta incompatibile con la sicurezza della circolazione, le forze dell'ordine possono intervenire.

Tradizione e sicurezza non sono in contrasto

San Fratello è conosciuto in tutta Italia per una festa profondamente radicata nella cultura locale, nella quale il cavallo riveste un ruolo centrale.

Le tradizioni popolari rappresentano un patrimonio da preservare, ma proprio perché coinvolgono numerose persone, spettatori e animali, richiedono organizzazione, responsabilità e rispetto delle regole.

Sicurezza e tradizione non sono valori contrapposti: una manifestazione ben organizzata tutela contemporaneamente il patrimonio culturale, l'incolumità delle persone e il benessere degli equidi.

Perché il controllo è importante

Un cavallo che procede a forte velocità su una strada urbana può perdere aderenza, spaventarsi, scivolare o entrare in collisione con ostacoli, veicoli o persone.

Anche il cavaliere più esperto non può eliminare completamente il rischio derivante dall'imprevedibilità di un animale in un contesto urbano.

Per questo motivo i controlli delle autorità non dovrebbero essere letti esclusivamente come un'attività sanzionatoria, ma anche come uno strumento di prevenzione degli incidenti.

La vera domanda

Il dibattito nato dopo le numerose multe rischia di concentrarsi esclusivamente sul numero dei verbali.

La domanda più utile, invece, è un'altra: le condizioni della manifestazione garantivano il massimo livello possibile di sicurezza per persone e cavalli?

Quando gli equidi partecipano a eventi pubblici, l'obiettivo non dovrebbe essere arrivare a contestare infrazioni, ma creare le condizioni affinché non sia necessario farlo.

Il punto di vista di Horse Angels

Horse Angels sostiene da sempre che le manifestazioni equestri possano continuare a esistere quando sono organizzate nel rispetto della sicurezza, del benessere degli animali e delle norme vigenti.

Le tradizioni evolvono insieme alla società. Garantire controlli efficaci, prevenire comportamenti rischiosi e promuovere una cultura della responsabilità non significa essere contro le tradizioni: significa renderle più sicure e più sostenibili nel tempo.

Perché il vero successo di una festa non è vedere chi arriva per primo, ma permettere a tutti – persone ed equidi – di tornare a casa senza incidenti.

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