Recentemente, la Germania ha introdotto una legge sul benessere equino che vieta l’addestramento dei cavalli sotto i 30 mesi di età. Attualmente, è in vigore un’esenzione per l’industria del purosangue, che consente alle corse di cavalli di proseguire mentre viene condotto uno studio comportamentale sulla salute fisica e mentale dei cavalli coinvolti.
Questa esenzione è prevista fino al 2027, anno in cui i risultati dello studio, denominato “Project Horsewatch”, saranno presentati al Parlamento tedesco. Se la regola dei 30 mesi sarà ritenuta appropriata, potrebbe avere implicazioni anche per altri paesi dell’UE, inclusi Francia e Irlanda, in virtù delle normative europee.
Attualmente, in Germania, i cavalli di due anni possono partecipare alle corse ma non possono disputare più di sei gare nel loro primo anno di attività. Tuttavia, la nuova legge potrebbe portare a cambiamenti significativi in queste pratiche, influenzando non solo l’industria ippica tedesca, ma anche quella internazionale.
Per approfondire l’argomento, è stato organizzato un seminario a Newmarket, nel Regno Unito, che ha riunito rappresentanti di diverse organizzazioni ippiche internazionali, tra cui la British Horseracing Authority (BHA), France Galop e la Japan Racing Authority (JRA). L’obiettivo era discutere le possibili conseguenze della legge tedesca e promuovere una collaborazione internazionale sulla questione.
Questa situazione evidenzia l’importanza di bilanciare le tradizioni sportive con il benessere degli animali, e potrebbe portare a una revisione delle pratiche di addestramento e competizione dei cavalli giovani a livello globale.
In Italia il problema della selezione esasperata nei purosangue è reale e ormai evidente nei paesi dove l’allevamento e le corse sono più sviluppati. La Francia, l’Inghilterra e l’Irlanda hanno già iniziato a prendere provvedimenti perché hanno capito che i due anni di oggi non sono più quelli di una volta: troppo fragili, troppo spremuti, troppo precoci per sostenere una carriera solida.
Se in Italia dovesse venir meno il sostegno economico del MASAF ai premi, si aprirebbe un nuovo scenario critico: meno soldi al palo significherebbe una maggiore necessità di far correre i cavalli più spesso per cercare di recuperare qualcosa. E questo, per animali già selezionati al limite, potrebbe tradursi in un aumento degli infortuni e una riduzione ulteriore della loro longevità atletica.
E’ arrivato il momento di ripensare il sistema, spostando l’attenzione dalla quantità alla qualità, e privilegiando un allevamento più sostenibile che punti su cavalli più resistenti e longevi. Se non si cambia rotta, il rischio è che il sistema collassi su sé stesso, con conseguenze devastanti sia per il settore che per i cavalli stessi.
“Nel gioco dello scaricacavallo rotto per avvio troppo precoce alle corse, le redini passano di mano in mano, ma nessuno guida davvero.”
Chiediamo al Masaf di allinearsi alla Germania nel ripensamento dell'età giusta per i purosangue per disputare le corse, ponendo anche un freno al numero di corse disputabili per il primo anno di attività.
