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La Polemica sull’Obbligo del Casco all’Ardia di Sedilo 2025

La tradizionale corsa equestre dell’Ardia di Sedilo, dedicata a San Costantino, è al centro di un acceso dibattito riguardante l’introduzione di dispositivi di protezione individuale per i cavalieri, in particolare l’obbligo di indossare caschi e gilet airbag. Questa proposta, avanzata dal prefetto di Oristano, Salvatore Angieri, fa seguito a una serie di incidenti verificatisi nell’edizione del 2024, che hanno evidenziato la necessità di incrementare le misure di sicurezza durante l’evento.

Le Posizioni Contrarie

Numerosi cavalieri e membri della comunità locale si oppongono fermamente all’introduzione di tali dispositivi, sostenendo che l’uso del casco e del gilet airbag comprometterebbe l’autenticità e il fascino arcaico della manifestazione. Stefano Salaris, cavaliere di lunga esperienza, ha espresso preoccupazione che l’Ardia possa trasformarsi in un “carnevale” se venissero imposti tali obblighi, sottolineando che i partecipanti sono consapevoli dei rischi associati alla corsa e che l’eliminazione totale del pericolo è irrealizzabile.

Anche il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, ha manifestato la sua contrarietà all’imposizione di ulteriori prescrizioni, affermando che l’Ardia, in quanto manifestazione religiosa, implica una partecipazione volontaria con una consapevolezza intrinseca dei rischi.

Le Posizioni Favorevoli

D’altro canto, alcuni membri della comunità mostrano apertura verso un confronto sulla questione sicurezza. Pur riconoscendo l’importanza della tradizione, ritengono che l’adozione di misure come il gilet airbag, indossato sotto gli abiti tradizionali, e il casco non dovrebbe essere un tabù, soprattutto considerando che molti giovani partecipanti non hanno un’esperienza equestre continuativa durante l’anno.

Conclusione

La discussione sull’obbligo del casco all’Ardia di Sedilo riflette la tensione tra la salvaguardia delle tradizioni culturali e la necessità di garantire la sicurezza dei partecipanti. Mentre le autorità premono per l’introduzione di misure protettive, una parte significativa della comunità locale teme che tali cambiamenti possano alterare l’essenza stessa della manifestazione.

Ci si dimentica però che l'Ardia deve sottostare all'Ordinanza sui Palii che, a quanto sappiamo, per quanto riguarda il nuovo testo ordinerebbe l'obbligo di casco protettivo a cavalieri e amazzoni, in attesa del DPCM che avrà valenza ancora più tassativa, rispetto all'Ordinanza. Non è più pensabile che la Sardegna rimanga terra di anarchia rispetto alle regolamentazioni nazionali. Il fatto che si tratti di un evento correlato a Santi non giustifica nulla. Tutte le manifestazioni popolari con equidi al di fuori del circuito degli ippodromi sono collegate alla celebrazione di Santi, questo non le esime dal dover sottostare alla regolamentazione statale.

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