Amatrice a Cavallo: la “marchiatura” è a fuoco. E non è obbligatoria
La vicenda nasce da una locandina.
Per la manifestazione “Amatrice a Cavallo”, in programma dal 3 al 6 settembre 2026, il programma ufficiale del Comune di Amatrice indica per sabato 5 settembre, alle ore 9.00:
“Valutazioni ufficiali del Libro Genealogico CAITPR – ANACAITPR e marchiatura”.
Una parola, “marchiatura”, che ci ha portato a fare una domanda molto semplice ad ANACAITPR: di quale marchiatura stiamo parlando e, soprattutto, è obbligatoria?
Non stavamo contestando l'esistenza del Libro Genealogico, né le attività di selezione della razza CAITPR.
Volevamo semplicemente capire cosa fosse previsto concretamente.
La risposta è arrivata e, su alcuni punti, è molto chiara.
Sì: la marchiatura è a fuoco
ANACAITPR ha confermato che la marchiatura prevista nell'ambito del Libro Genealogico CAITPR è il tradizionale marchio a fuoco.
Il riferimento è all'articolo 10 del Disciplinare del Libro Genealogico, che descrive il marchio come una scala a cinque pioli racchiusa in uno scudo.
Per i soggetti della classe CCRS viene applicato sulla coscia sinistra, mentre per i soggetti CRS sul lato sinistro del collo.
Fin qui, quindi, nessun equivoco.
La locandina parla di marchiatura e il disciplinare parla espressamente di marchio a fuoco.
Ma c'è un particolare che riteniamo ancora più importante.
La marchiatura a fuoco non è obbligatoria
L'articolo 10 del Disciplinare stabilisce che il marchio viene applicato “a richiesta del proprietario”, nel rispetto delle normative vigenti in materia di benessere animale.
ANACAITPR lo ha confermato nella risposta inviata a Horse Angels.
Quindi no: non esiste un obbligo di marchiare a fuoco ogni soggetto iscritto al Libro Genealogico.
Il proprietario può richiedere la marchiatura oppure può non richiederla.
Ed è proprio questo il punto che cambia completamente la prospettiva.
Perché stiamo parlando di una pratica che comporta l'applicazione a fuoco di un marchio sul corpo dell'animale e che, secondo lo stesso Disciplinare, non è necessaria al punto da essere obbligatoria.
Marchio di razza e identificazione ufficiale non sono la stessa cosa
È importante anche non confondere due concetti diversi.
Il marchio di razza non coincide con l'identificazione ufficiale dell'equino.
La normativa europea prevede specifici sistemi di identificazione e registrazione degli equini, tra cui il transponder elettronico, secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente.
Lo stesso Disciplinare CAITPR distingue il marchio dalle modalità di identificazione previste dalla normativa comunitaria e nazionale.
Dunque il marchio a fuoco rappresenta un contrassegno di razza, mentre l'identificazione ufficiale dell'animale segue le procedure previste dalla normativa.
Non è quindi corretto presentare la marchiatura a fuoco come se fosse l'unico strumento attraverso il quale l'animale viene identificato.
E allora perché marchiare a fuoco?
È questa la domanda che, a nostro avviso, merita di essere posta.
Se il marchio a fuoco è previsto dal Disciplinare, questo è un dato.
Se è una tradizione storica dell'allevamento CAITPR, ne prendiamo atto.
Ma se, contemporaneamente, non è obbligatorio e viene effettuato soltanto a richiesta del proprietario, allora è perfettamente legittimo chiedersi quale sia oggi la necessità di sottoporre un animale a questa pratica.
E soprattutto è legittimo chiedersi se sia opportuno inserirla tra le attività di una manifestazione pubblica dedicata al mondo del cavallo.
Perché una cosa è una pratica prevista da un disciplinare.
Un'altra cosa è presentarla nell'ambito di un evento aperto al pubblico, dove la sua esecuzione potrebbe diventare parte delle attività osservabili dai partecipanti.
Su questo punto vogliamo essere molto precisi: non stiamo affermando che la marchiatura verrà necessariamente eseguita davanti al pubblico come spettacolo. È proprio questo uno degli aspetti che riteniamo debba essere chiarito.
La locandina parla di “marchiatura”.
Il Disciplinare parla di marchiatura a fuoco.
E ora sappiamo anche che non è obbligatoria.
A questo punto chiedere come, dove e in quale contesto verrà eventualmente effettuata non ci sembra affatto eccessivo.
Il benessere animale non può essere una formula di rito
ANACAITPR ha richiamato l'attenzione al benessere animale e ha precisato che le operazioni vengono effettuate da personale esperto e secondo procedure consolidate.
Prendiamo atto anche di questo.
Ma c'è un elemento che non può essere lasciato sullo sfondo: lo stesso articolo 10 del Disciplinare stabilisce che la marchiatura deve avvenire nel rispetto delle normative vigenti in materia di benessere animale.
E quindi la domanda non può essere semplicemente:
“È previsto dal Disciplinare?”
Sì.
La domanda deve essere anche:
“È ancora opportuno sottoporre un animale a una marchiatura a fuoco quando questa non è obbligatoria?”
Perché esperienza e tradizione possono spiegare come viene effettuata una pratica.
Non spiegano necessariamente perché sia ancora necessario farla.
E no, essere destinati alla carne non cambia il problema
Aggiungiamo un altro punto che per noi è fondamentale.
Qualora si tratti di soggetti destinati alla produzione di carne, questo non rende automaticamente accettabile una pratica che comporta un intervento doloroso sul corpo dell'animale.
La destinazione produttiva non può diventare una sorta di lasciapassare per qualsiasi pratica.
E lo stesso ragionamento vale per eventuali sistemi alternativi di marchiatura: anche una marchiatura a freddo non può essere liquidata come una semplice passeggiata di salute. Va valutata per quello che concretamente comporta e per il suo impatto sul benessere dell'animale.
Una pratica tradizionale non è necessariamente una pratica necessaria
È probabilmente questo il punto su cui vale la pena aprire una discussione seria.
Una pratica può essere antica.
Può essere prevista da un disciplinare.
Può essere eseguita da personale competente.
E può comunque essere lecito domandarsi se, nel 2026, quando esistono già sistemi ufficiali di identificazione individuale degli equini, sia ancora opportuno ricorrere a un marchio a fuoco che il proprietario è libero di non richiedere.
Non è una guerra contro il CAITPR.
Non è una guerra contro gli allevatori.
E non è una contestazione al Libro Genealogico.
È una domanda sul rapporto tra tradizione, necessità e benessere animale.
Cosa abbiamo ottenuto da questa richiesta di chiarimenti
Oggi possiamo mettere alcuni punti fermi.
La marchiatura prevista dal Libro Genealogico CAITPR:
- è un marchio di razza;
- è prevista dal Disciplinare;
- è una marchiatura a fuoco;
- viene applicata in specifiche parti del corpo a seconda della classe;
- non è obbligatoria;
- viene effettuata a richiesta del proprietario;
- deve essere effettuata nel rispetto delle normative vigenti in materia di benessere animale.
Questo è ciò che emerge dal Disciplinare e dalla risposta ufficiale ricevuta da ANACAITPR.
Ed è un chiarimento importante, perché la locandina, da sola, non diceva tutto questo.
Adesso la domanda è un'altra
La questione non è più semplicemente: “Ci sarà una marchiatura?”
Sappiamo che la marchiatura a fuoco è prevista nell'ambito delle attività del Libro Genealogico.
La domanda è:
come verrà effettuata?
Su quali soggetti?
Sarà effettuata esclusivamente su richiesta dei proprietari?
E soprattutto, sarà eseguita pubblicamente nell'ambito della manifestazione?
Sono domande alle quali riteniamo sia corretto dare una risposta prima dell'evento.
Perché se una pratica non è obbligatoria, ma comporta comunque l'applicazione a fuoco di un marchio sul corpo dell'animale, riteniamo assolutamente legittimo chiedersi perché debba essere proposta come attività all'interno di una manifestazione pubblica e quale sia il messaggio che si intende trasmettere al pubblico.
Il confronto con ANACAITPR
Horse Angels ha chiesto chiarimenti e ANACAITPR ha risposto.
Riteniamo corretto pubblicare la loro posizione perché, grazie a questo confronto, oggi sappiamo qualcosa che dalla locandina non era possibile comprendere:
la marchiatura a fuoco è prevista, ma non è obbligatoria.
ANACAITPR ha inoltre manifestato la disponibilità ad accogliere un rappresentante di Horse Angels alla manifestazione di Amatrice, per assistere alle attività del Libro Genealogico e confrontarsi con tecnici e allevatori presenti.
Siamo disponibili al confronto.
Ma il confronto, per essere utile, deve poter comprendere anche le domande sul benessere animale.
Perché “lo abbiamo sempre fatto” non è necessariamente una risposta sufficiente.
E quando una pratica non è obbligatoria, la domanda su quale sia oggi la sua reale necessità diventa ancora più legittima.
La nostra posizione, quindi, è molto semplice:
non contestiamo l'esistenza del marchio previsto dal Disciplinare.
Contestiamo l'idea che la tradizione, da sola, possa chiudere la discussione sul benessere animale.
E vogliamo capire se, sabato 5 settembre ad Amatrice, una marchiatura a fuoco che il proprietario è libero di non richiedere sarà effettivamente eseguita, in quali condizioni e soprattutto se verrà effettuata davanti al pubblico della manifestazione.
Perché anche nel mondo equestre qualche tradizione, prima o poi, può essere sottoposta a una domanda molto semplice:
“Oggi serve davvero?”
Fonti
Disciplinare del Libro Genealogico CAITPR – ANACAITPR, art. 10: disciplina il marchio di razza, specifica che il marchio a fuoco viene applicato a richiesta del proprietario e richiama il rispetto della normativa vigente in materia di benessere animale.
Programma ufficiale della manifestazione “Amatrice a Cavallo” – Comune di Amatrice: per sabato 5 settembre 2026, ore 9.00, indica “Valutazioni ufficiali del Libro Genealogico CAITPR – ANACAITPR e marchiatura”.
Regolamento di esecuzione (UE) 2021/963: disciplina l'identificazione e la registrazione degli equini.
