Il 17 gennaio 2016, durante la terza batteria del Palio di Buti, il cavallo Golden Dawn, che correva per la contrada di San Rocco, è crollato a terra a pochi metri dal traguardo, probabilmente a causa di un’emorragia, ed è deceduto sul posto. In seguito all’incidente, la manifestazione è stata immediatamente sospesa, e la finale annullata per motivi di sicurezza. Uno degli elementi critici emersi è stata la mancanza di un’ambulanza veterinaria adeguata sul posto, necessaria per prestare soccorso immediato agli animali in caso di emergenza.
L’Associazione Palio delle Contrade di Buti ha dichiarato che tutti i cavalli partecipanti erano stati sottoposti a visite veterinarie e controlli antidoping nei giorni precedenti la corsa, senza riscontrare criticità. Tuttavia, l’assenza di un’ambulanza per cavalli ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo alle condizioni organizzative e alla sicurezza dell’evento. Per fare chiarezza sulle cause del decesso, è stata disposta un’autopsia presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia.
La morte di Golden Dawn ha suscitato forti reazioni da parte di associazioni animaliste, che hanno presentato un esposto alla Procura di Pisa, chiedendo il sequestro del corpo del cavallo e un esame autoptico urgente per accertare le cause del decesso e valutare eventuali responsabilità penali.
Come al solito la tragica morte di un cavallo ad un palio si è conclusa con il nulla di fatto e nessun responsabile per la morte assurda a pochi metri dal traguardo.
Questo tragico evento, unito alla mancanza di un’ambulanza per cavalli e alla decisione di annullare il Palio per motivi di sicurezza, ha riacceso il dibattito sulla tutela degli animali nelle manifestazioni tradizionali, sollevando interrogativi sulla necessità di regolamentazioni più stringenti o sulla revisione di tali eventi per garantire il benessere degli animali coinvolti.
