Il paracetamolo (acetaminofene) è uno dei farmaci antidolorifici più utilizzati nella medicina umana. In medicina veterinaria equina il suo impiego è ancora limitato, ma negli ultimi anni sta suscitando crescente interesse come possibile alternativa o complemento ai tradizionali antinfiammatori non steroidei (FANS).
Un recente studio ha valutato la sicurezza della sua somministrazione in cavalli sani, ottenendo risultati incoraggianti. Tuttavia, prima di considerarlo una terapia di routine è importante comprendere cosa dimostra realmente la ricerca.
Perché interessa il paracetamolo?
I FANS comunemente utilizzati nei cavalli, come fenilbutazone, flunixin meglumine o firocoxib, sono molto efficaci ma possono provocare effetti indesiderati, soprattutto dopo trattamenti prolungati:
- ulcere gastriche;
- danni intestinali;
- alterazioni della funzione renale;
- altri effetti sistemici.
Il paracetamolo, invece, possiede principalmente un'azione analgesica e antipiretica, con un meccanismo d'azione diverso e, almeno teoricamente, un minor impatto sull'apparato gastrointestinale.
Alcuni studi precedenti avevano inoltre suggerito che la sua associazione con determinati FANS, in particolare gli inibitori selettivi della COX-2, possa aumentare l'efficacia analgesica consentendo, in prospettiva, di ridurre le dosi dei singoli farmaci.
Lo studio
I ricercatori hanno somministrato paracetamolo a:
- 2 cavalli Lipizzani adulti e sani
alla dose di:
- 20 mg/kg per via orale
- ogni 12 ore
- per 14 giorni consecutivi
Durante lo studio sono stati monitorati numerosi parametri ematologici e biochimici.
I risultati
Nei due cavalli:
- non sono emersi segni di tossicità epatica;
- gli enzimi del fegato sono rimasti nei limiti fisiologici;
- albumina, proteine totali, glicemia, creatinchinasi e urea sono rimaste nella norma;
- è stata osservata una riduzione delle piastrine, ritenuta probabilmente legata a fenomeni di aggregazione e non associata a manifestazioni cliniche.
Nel complesso, il trattamento è risultato ben tollerato.
Cosa NON dimostra lo studio
È qui che occorre prudenza.
Lo studio:
- ha coinvolto soltanto due cavalli;
- comprendeva esclusivamente soggetti sani;
- non valutava l'efficacia analgesica;
- non confrontava il paracetamolo con altri antidolorifici;
- non includeva cavalli affetti da laminite, artrosi o altre patologie croniche.
Per questo motivo, affermare che il paracetamolo sia raccomandato nei cavalli anziani con laminite o osteoartrosi va oltre quanto realmente dimostrato dai dati raccolti.
Quando potrebbe essere utile?
Il paracetamolo rappresenta una prospettiva interessante soprattutto nei cavalli che necessitano di un controllo del dolore a lungo termine e nei quali l'impiego prolungato dei FANS tradizionali potrebbe aumentare il rischio di effetti collaterali.
In futuro potrebbe trovare spazio:
- come alternativa in casi selezionati;
- in associazione con alcuni FANS per ottenere una migliore analgesia;
- nei protocolli di gestione del dolore cronico.
Ma serviranno studi clinici molto più ampi prima di definire indicazioni precise.
Attenzione al fai-da-te
Il paracetamolo non deve essere somministrato autonomamente ai cavalli.
La dose terapeutica è molto diversa da quella utilizzata in altre specie e un sovradosaggio può provocare gravi effetti tossici. Inoltre il farmaco è soggetto alle normative sul controllo del doping e non dovrebbe essere impiegato nei cavalli sportivi destinati alle competizioni, salvo specifiche indicazioni veterinarie e nel rispetto dei tempi di sospensione.
In conclusione
Questo studio aggiunge un tassello importante alla conoscenza del paracetamolo nel cavallo: alle dosi utilizzate e nei pochi soggetti esaminati il farmaco è apparso sicuro.
Non significa però che possa sostituire i FANS nella pratica clinica o che sia già una terapia consolidata per laminite e osteoartrosi. La ricerca è promettente, ma siamo ancora nelle fasi iniziali e saranno necessari studi su un numero molto maggiore di cavalli malati per confermarne efficacia e sicurezza nel lungo periodo.
📖 Studio scientifico
Pivariu D., Mircean M., Oros N.A., et al. (2024). Hematological and Biochemical Investigations in Case of Acetaminophen Administration in Horses. Scientific Works. Series C. Veterinary Medicine, Vol. LXX (2), pp. 80–85.
Da ricordare: lo studio ha coinvolto solo due cavalli sani trattati con paracetamolo per 14 giorni. I risultati indicano un buon profilo di sicurezza alle dosi utilizzate, ma non dimostrano l'efficacia clinica del farmaco nel trattamento di laminite, artrosi o altre patologie dolorose croniche. Servono studi controllati su un numero molto più ampio di cavalli prima che il paracetamolo possa essere considerato una terapia consolidata.
