L'allevamento estensivo rappresenta una pratica tradizionale di grande valore per il territorio e per il benessere degli animali, ma deve rispettare precise regole in materia di pascolamento, identificazione degli equidi e tutela sanitaria.
Lo dimostra un'operazione condotta dai Carabinieri Forestali del Reparto Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che ha portato a sanzioni amministrative per circa 20.000 euro, al sequestro di diversi cavalli e alla denuncia di alcuni allevatori per presunte violazioni della normativa vigente.
I controlli sui pascoli
L'attività ispettiva ha riguardato diversi allevamenti bovini, equini e ovini presenti nell'area aquilana del Parco Nazionale.
Secondo quanto accertato dai Carabinieri Forestali, alcuni allevatori avrebbero utilizzato pascoli abusivi e introdotto gli animali in quota in un periodo non consentito, in violazione della normativa comunitaria, nazionale e regionale che disciplina il pascolamento nelle aree protette.
Agli allevatori è stata inoltre contestata l'omessa vigilanza sul bestiame.
Secondo gli investigatori, tali condotte rischiano di compromettere la capacità di carico dei pascoli montani, con possibili ripercussioni sia sull'equilibrio ambientale sia sulla disponibilità di risorse foraggere durante la stagione estiva.
Cavalli sequestrati
Nel corso dei controlli, svolti con il supporto del Servizio Veterinario della ASL dell'Aquila-Avezzano-Sulmona, i Carabinieri Forestali delle Stazioni Parco di Assergi, Arischia e Campotosto hanno sequestrato diversi cavalli.
Gli animali, descritti come particolarmente diffidenti e difficili da avvicinare perché abituati a vivere in condizioni di semibrado, sono risultati privi di microchip identificativo e non conformi agli obblighi previsti dalla normativa sull'Anagrafe degli Equidi.
Perché il microchip è obbligatorio
Ogni equide detenuto in Italia deve essere identificato individualmente mediante microchip e registrato nella Banca Dati Nazionale degli Equidi.
L'identificazione consente di:
attribuire con certezza la proprietà o la detenzione dell'animale;
garantire la tracciabilità degli spostamenti;
assicurare i controlli sanitari;
gestire le emergenze veterinarie;
verificare il rispetto delle norme sul benessere animale.
L'obbligo riguarda anche gli animali allevati allo stato brado o in pascoli estensivi. Il fatto che un cavallo viva in libertà non comporta alcuna deroga agli obblighi di identificazione previsti dalla legge.
Il controllo dell'anemia infettiva equina
Tra le irregolarità contestate rientrano anche quelle relative agli adempimenti previsti per la prevenzione dell'anemia infettiva equina (AIE).
L'anemia infettiva è una malattia virale che colpisce esclusivamente gli equidi e per la quale la normativa sanitaria prevede specifici controlli e programmi di sorveglianza.
L'identificazione corretta degli animali rappresenta uno strumento essenziale anche per garantire l'efficacia di tali misure sanitarie.
Pascolo estensivo sì, ma nel rispetto delle regole
La presenza dei cavalli al pascolo rappresenta, sotto il profilo etologico, una delle condizioni più favorevoli al loro benessere.
Tuttavia, il pascolamento estensivo comporta responsabilità precise per chi detiene gli animali.
Gli allevatori devono garantire:
il rispetto dei periodi autorizzati di monticazione;
la disponibilità di risorse alimentari e idriche adeguate;
la vigilanza sul bestiame;
l'identificazione individuale degli equidi;
il rispetto degli obblighi sanitari previsti dalla normativa nazionale.
Una tutela che riguarda animali e ambiente
L'operazione svolta nel Parco Nazionale del Gran Sasso ricorda come la tutela del benessere animale e la conservazione degli ecosistemi montani siano strettamente collegate.
Una gestione corretta dei pascoli consente infatti di conciliare allevamento estensivo, conservazione della biodiversità, sicurezza sanitaria e benessere degli equidi.
Per Horse Angels, il pascolo rappresenta una risorsa fondamentale per il cavallo, ma deve essere accompagnato da una gestione responsabile. Libertà di movimento, identificazione, controlli sanitari e rispetto dell'ambiente non sono obiettivi in contrasto tra loro: costituiscono, insieme, i pilastri di un allevamento realmente sostenibile.
