La Francia è stata uno dei primi Paesi europei a introdurre un sistema che responsabilizza chi decide di detenere un equide. Con la Legge n. 2021-1539 del 30 novembre 2021, nota come Legge Dombreval, sono state rafforzate le norme contro il maltrattamento animale e introdotti nuovi obblighi per proprietari, detentori e operatori del settore.
Le disposizioni sono entrate progressivamente in vigore con il Decreto n. 2022-1012 del 18 luglio 2022, ancora oggi vigente.
Certificato di impegno e conoscenza obbligatorio
Dal 31 dicembre 2022, chiunque detenga un cavallo, pony, asino, mulo o bardotto come privato deve possedere un Certificato di Impegno e Conoscenza ("Certificat d'engagement et de connaissance").
L'obiettivo è semplice: assicurarsi che chi prende in carico un equide conosca realmente le esigenze della specie prima di diventarne responsabile.
Il certificato affronta temi fondamentali come:
bisogni fisiologici;
bisogni comportamentali ed etologici;
esigenze sanitarie e veterinarie;
obblighi di identificazione e tracciabilità;
norme sul trasporto;
costi economici e organizzativi necessari per mantenere un equide durante tutta la sua vita.
Il futuro detentore deve inoltre sottoscrivere una dichiarazione con cui si impegna formalmente a rispettare tali esigenze.
Chi può rilasciare il certificato?
Il certificato può essere rilasciato:
da un veterinario;
oppure da organismi della filiera equina autorizzati dal Ministero dell'Agricoltura francese.
Tra questi figurano, ad esempio:
Fédération Française d'Équitation;
France Galop;
Société Hippique Française;
Société Française des Équidés de Travail;
Fédération Nationale du Cheval;
Groupement Hippique National.
L'elenco è definito con decreto ministeriale.
E i professionisti?
Per chi lavora professionalmente con gli equidi non è richiesto il certificato, purché possa dimostrare di possedere adeguate competenze.
La normativa considera sufficienti:
almeno 18 mesi di esperienza professionale diretta con gli equidi, oppure
il possesso di un diploma, titolo o certificazione riconosciuti dal Ministero dell'Agricoltura.
Chi già esercitava professionalmente al 31 dicembre 2022 è stato considerato automaticamente in regola.
Obblighi per chi cede un cavallo
La responsabilità non ricade soltanto sull'acquirente.
Chi vende, dona o affida un equide deve verificare che il futuro detentore abbia assolto all'obbligo previsto dalla legge.
Questo vale anche per:
allevatori;
commercianti;
associazioni di protezione animale;
rifugi;
privati.
La mancata verifica può comportare sanzioni amministrative.
Referente per il benessere animale
La riforma ha inoltre rafforzato il ruolo del referente per il benessere animale nelle strutture professionali che ospitano animali, figura incaricata di promuovere il rispetto delle norme di welfare e delle buone pratiche di gestione.
Contrasto all'abbandono degli equidi nelle pensioni
Un'altra importante novità introdotta dalla legge riguarda gli equidi lasciati in pensione e mai ritirati dai proprietari.
Quando un cavallo viene affidato mediante contratto di deposito o comodato e il proprietario:
non paga le spese dovute;
non recupera l'animale;
risulta irreperibile o incapace di occuparsene,
il gestore della struttura può rivolgersi al tribunale per ottenere l'autorizzazione alla vendita dell'animale.
La procedura è sottoposta al controllo del giudice e garantisce al proprietario il diritto di opporsi o di recuperare il cavallo saldando il debito entro i termini previsti.
L'obiettivo è evitare che cavalli abbandonati rimangano per anni a carico delle strutture ospitanti senza alcuna soluzione giuridica.
Stop alle giostre con cavalli vivi
La Legge Dombreval ha inoltre vietato le tradizionali giostre rotanti con cavalli, pony o altri equidi vivi.
Sono proibite le attrazioni che costringono gli animali a muoversi in cerchio, legati a un dispositivo meccanico che ne limita completamente la libertà di movimento.
Questa misura è stata introdotta per eliminare una pratica ritenuta incompatibile con il benessere animale.
Un modello che fa discutere anche fuori dalla Francia
L'introduzione del certificato di conoscenza ha aperto un dibattito anche in altri Paesi europei.
L'idea di fondo è che detenere un equide non significhi soltanto esserne proprietari, ma assumersi una responsabilità che richiede competenze minime in materia di alimentazione, comportamento, salute, identificazione e benessere.
Per molti osservatori rappresenta un possibile modello di prevenzione contro l'abbandono, l'incuria e gli acquisti impulsivi di cavalli, pony e asini.
Fonti
Legge francese n. 2021-1539 del 30 novembre 2021 contro il maltrattamento animale.
Decreto n. 2022-1012 del 18 luglio 2022 relativo alla protezione degli animali da compagnia e degli equidi.
Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare francese – Certificato di impegno e conoscenza (aggiornamento 2025).
Elenco degli organismi autorizzati al rilascio del certificato.
