L’Ippodromo dell'Arcoveggio di Bologna è stato recentemente al centro di un'altra vicenda che ha riacceso l’attenzione sul fenomeno del doping equino, portando a provvedimenti disciplinari significativi. Durante i controlli pre-corsa effettuati presso il box di una cavalla che avrebbe dovuto gareggiare il 26 gennaio 2025, un veterinario funzionario del MASAF, noto per il suo impegno nella vigilanza, ha riscontrato un tentativo di doping, portando a una rapida azione disciplinare.
L’allenatore della cavalla è stato sospeso per 60 giorni e sanzionato con una multa di 1.000 euro, oltre a essere segnalato alla Procura di Disciplina. La cavalla, nel frattempo, è stata allontanata dalle competizioni per un periodo di 30 giorni, in conformità con l’Articolo 6 del regolamento antidoping.
Un plauso particolare va al funzionario MASAF, Sauro Petrini, per il suo impegno costante. La sua presenza attiva e le sue ispezioni pre-gara sembrano agire non solo come strumento di controllo, ma anche come deterrente per chiunque consideri di ricorrere a pratiche illecite.
Successivamente l'allenatore coinvolto ha chiesto di sospendere il provvedimento, in attesa del giudizio sportivo, ma la Commissione di Disciplina di Appello, in data 4 febbraio 2025, ha respinto l’istanza di sospensiva del provvedimento impugnato.
Rendere i controlli antidoping più sistematici e uniformi in tutti gli ippodromi è un passo fondamentale per tutelare l’integrità del settore ippico e il benessere dei cavalli, garantendo che nessuna pratica illecita passi inosservata.
