Il cavallo è anche patrimonio culturale
Quando si parla di cavalli, il dibattito pubblico si concentra spesso sullo sport, sull'allevamento, sul turismo equestre o sul benessere animale. Esiste però un'altra dimensione, meno conosciuta ma altrettanto importante: quella del patrimonio storico e culturale legato agli equidi.
È proprio in questa direzione che si inserisce la collaborazione tra l'Università di Bologna e la Bibliothèque Mondiale du Cheval dell'Università di Caen-Normandie, uno dei più importanti progetti internazionali dedicati alla raccolta, conservazione e diffusione della documentazione storica sul cavallo.
L'iniziativa rappresenta un passo significativo nella valorizzazione della cultura equestre italiana e nella costruzione di una rete europea dedicata alla ricerca.
Un progetto internazionale dedicato alla storia del cavallo
La visita a Bologna della direttrice della Bibliothèque Mondiale du Cheval, Marie-Laure Peretti, ha consolidato la collaborazione tra le due istituzioni.
L'obiettivo è rendere accessibile un patrimonio librario di enorme valore attraverso la digitalizzazione e la condivisione di opere storiche che raccontano l'evoluzione del rapporto tra persone e cavalli nel corso dei secoli.
Il progetto coinvolge il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell'Università di Bologna ed è sostenuto dalla Direzione Generale dell'Ippica del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
Un patrimonio librario da preservare
Tra i materiali destinati alla valorizzazione figura il fondo storico della Biblioteca Nazionale dell'Agricoltura, che conserva circa 480 volumi dedicati a:
- medicina veterinaria;
- mascalcia;
- allevamento;
- equitazione;
- impiego del cavallo nella società;
- tecniche di gestione degli equidi.
La digitalizzazione consentirà a ricercatori, studenti e appassionati di consultare opere spesso difficilmente accessibili, favorendo nuovi studi sulla storia del cavallo e dell'equitazione.
L'Italia protagonista della cultura equestre europea
La tradizione equestre italiana ha influenzato profondamente lo sviluppo dell'equitazione moderna.
Tra gli autori che hanno lasciato un segno nella storia figurano:
- Giordano Ruffo, autore di uno dei primi trattati medievali dedicati alla medicina del cavallo;
- Federico Grisone, fondatore della celebre scuola napoletana di equitazione;
- Cesare Fiaschi, bolognese, autore del Trattato dell'imbrigliare, maneggiare et ferrare cavalli (1556);
- Giovan Battista Pignatelli;
- Pasqual Caracciolo;
- Federico Caprilli, ideatore del sistema naturale che ha rivoluzionato il salto ostacoli.
Questi testi documentano l'evoluzione delle conoscenze tecniche, veterinarie e dell'addestramento, ma raccontano anche come sia cambiata nel tempo la relazione tra esseri umani e cavalli.
La mostra "Equus"
La collaborazione è accompagnata dalla mostra "Equus, l'armonia perfetta: anatomia e rappresentazione del cavallo", allestita presso la Biblioteca Universitaria di Bologna.
L'esposizione presenta antichi trattati illustrati, tavole anatomiche e opere storiche che testimoniano il ruolo del cavallo nell'arte, nella scienza e nella cultura europea.
Perché la cultura del cavallo è importante anche oggi
Conoscere la storia significa comprendere come si siano evolute le conoscenze sul cavallo.
Molte pratiche oggi considerate innovative affondano le proprie radici in osservazioni sviluppate nei secoli passati. Altre, invece, appartengono a una concezione del cavallo che la moderna etologia e la medicina veterinaria hanno ormai superato.
Per questo la conservazione del patrimonio documentale non rappresenta soltanto un'operazione culturale, ma anche uno strumento per leggere criticamente l'evoluzione del rapporto tra persone ed equidi.
Cultura e benessere animale possono procedere insieme
Per chi opera nella tutela degli equidi, promuovere la cultura del cavallo significa favorire una relazione fondata sulla conoscenza, sul rispetto e sulla responsabilità.
Studiare il passato aiuta infatti a comprendere meglio le esigenze del cavallo contemporaneo e a promuovere pratiche sempre più attente al benessere animale.
La collaborazione tra Bologna e la Normandia dimostra che il patrimonio equestre non appartiene soltanto ai musei o alle biblioteche: è una risorsa viva che continua ad alimentare ricerca, formazione e consapevolezza.
Fonti
- Magazine dell'Università di Bologna, Il mondo dei cavalli unisce Bologna e la Normandia.
- Università di Bologna, mostra Equus – L'armonia perfetta: anatomia e rappresentazione del cavallo.
