La Sardegna custodisce una delle più antiche tradizioni equestri del Mediterraneo. Il cavallo è parte integrante dell'identità culturale dell'isola e accompagna da secoli feste religiose, celebrazioni civili, rievocazioni storiche e competizioni popolari.
Accanto a manifestazioni di fama internazionale, come la Sartiglia di Oristano e S'Ardia di Sedilo, il calendario sardo comprende numerose corse tradizionali, pariglie, cavalcate e feste patronali che coinvolgono migliaia di cavalli ogni anno.
Questa straordinaria ricchezza culturale si accompagna però a un tema delicato: la sicurezza degli equidi e dei cavalieri.
Un patrimonio unico in Italia
La Sardegna è probabilmente la regione italiana con il maggior numero di manifestazioni pubbliche che impiegano cavalli.
Tra le principali tipologie si trovano:
- Sartiglie;
- Ardie;
- corse all'anello;
- corse tradizionali;
- palii;
- pariglie;
- cavalcate storiche;
- processioni religiose a cavallo.
Molti eventi sono organizzati da secoli e rappresentano un forte elemento identitario delle comunità locali.
Una delle regioni con il maggior numero di incidenti documentati
Proprio per l'elevato numero di manifestazioni, la Sardegna è anche una delle regioni italiane in cui si registra il maggior numero di incidenti che coinvolgono cavalli e cavalieri durante eventi pubblici.
Le cronache degli ultimi decenni riportano numerosi episodi verificatisi durante:
- S'Ardia di Sedilo;
- Sartiglia di Oristano;
- Sa Carrela 'e Nanti;
- corse all'anello;
- palii locali;
- pariglie.
Non tutti gli incidenti hanno conseguenze mortali, ma le cadute e gli infortuni rappresentano un tema ricorrente nel dibattito sul benessere animale.
Dal Decreto Martini al Decreto 8 gennaio 2025
Per molti anni la disciplina delle manifestazioni pubbliche con equidi è stata regolata dall'Ordinanza del 21 luglio 2011, comunemente nota come "Decreto Martini".
Dal 2025 il quadro normativo è stato sostituito dal nuovo Decreto del Ministero della Salute dell'8 gennaio 2025, che ha introdotto un sistema più strutturato di controlli.
Tra le principali novità figurano:
- valutazione preventiva della manifestazione;
- presenza del tecnico del fondo;
- controlli veterinari più dettagliati;
- raccolta nazionale dei dati sugli incidenti;
- maggiore definizione delle responsabilità organizzative.
Le criticità ancora aperte
L'applicazione uniforme della normativa rappresenta una sfida in tutte le regioni italiane, comprese quelle caratterizzate da un numero molto elevato di manifestazioni.
Tra gli aspetti che continuano a essere oggetto di confronto vi sono:
- adeguatezza dei percorsi;
- qualità dei fondi di gara;
- gestione delle emergenze veterinarie;
- controlli sanitari;
- formazione degli organizzatori;
- monitoraggio degli incidenti;
- eventuali controlli antidoping previsti dai regolamenti applicabili.
Tradizione e benessere animale
Negli ultimi anni il confronto tra organizzatori, istituzioni, veterinari e associazioni animaliste si è intensificato.
Da una parte vi è l'esigenza di conservare manifestazioni che rappresentano un patrimonio storico e identitario della Sardegna; dall'altra cresce la richiesta di garantire standard di sicurezza sempre più elevati per cavalli e cavalieri.
Il nuovo quadro normativo nazionale punta proprio a favorire questa evoluzione, attraverso controlli preventivi, raccolta dei dati e miglioramento continuo delle condizioni di svolgimento delle manifestazioni.
Un osservatorio ancora da costruire
La Sardegna rappresenta un osservatorio privilegiato per studiare il rapporto tra tradizione e benessere animale. La raccolta sistematica dei dati sugli incidenti, prevista dal Decreto 8 gennaio 2025, potrà consentire nei prossimi anni una valutazione più oggettiva dell'efficacia delle misure di prevenzione adottate.
