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Condannato il 10 settembre 2021 a 6 mesi di reclusione il cavaliere bergamasco per avere ucciso la cagnolina Gina, di razza Jack Russel, nel 2014 durante un concorso di sport equestri a San Giovanni Marignano al Riviera Horses nel riminese.

In giustizia sportiva, per gli stessi atti L’Ufficio Procura Antidoping aveva disposto i seguenti provvedimenti: deferimento dell’atleta G.O. (tesserato FISE) alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per violazione degli artt. 2.2. e 2.6. delle NSA nell’ambito del procedimento disciplinare aperto a seguito di segnalazione della FISE e degli accertamenti svolti in collaborazione con la Procura della Repubblica di Rimini con richiesta di squalifica per 2 anni e 3 mesi.

Dopo un periodo di sospensione, è stato reintegrato a tutti gli effetti come cavaliere.

Non gareggia più però dal 2018, perché successivamente si è impicciato di nuovo in fatti giudiziari se possibile più gravi (dal punto di vista ordinistico), allorché a Dalmine, dove gestiva un maneggio insieme alla sua famiglia, è stato accusato di estorsioni e incendi ai vicini per ampliare il circolo ippico, come si è potuto leggere sulla cronaca lombarda. Da ciò l'arresto.

L’uomo è accusato di tentate estorsioni continuate, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo (una calibro 357), incendi dolosi ad abitazioni, aziende e autovetture, atti persecutori e anche tentato omicidio per convincere i vicini a lasciargli i terreni limitrofi per ampliare il maneggio.

Non basta,  nell’ordinanza del Gip si parlerebbe anche del tentativo dell’uomo di costringere la madre di una ragazza , che aveva avuto un breve legame sentimentale con lui, di ritirare la denuncia, arrivando anche in questo caso alle minacce di morte: l'uomo avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della donna, colpendo l’auto parcheggiata ma anche le imposte della casa vicina. Il cavaliere successivamente avrebbe anche incendiato la macchina della madre della ragazza e altri veicoli di persone con le quali aveva avuto conflittualità.

Di questa seconda vicenda giudiziaria ancora non si conosce l'esito, ma è bene ricordarla come emblematica, perché personaggi di questo tipo andrebbero isolati prima dalla Federazione, basterebbero i controlli antidoping ai cavalieri.

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