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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)
🔥 🐎 🐴 L’argomento revulsivi - vescicanti è un argomento fortemente controverso perché, nel mondo ippico, ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: una che rifiuta totalmente l’utilizzo di questa pratica, e l’altra che, al contrario, ne fa un uso regolare da più di un secolo.

Chi vi scrive nasce nel mondo del trotto, vive e lavora prevalentemente nell’ambito dei cavalli da corsa, un ambiente che ha sempre utilizzato i revulsivi vescicanti, ed ha una certa cognizione sulle caratteristiche chimiche, sull’uso, sull’abuso, sulla tossicità di alcuni e sui possibili o presunti effetti terapeutici.

La finalità di questo articolo non è quella di promuovere, pubblicizzare, o al contrario rinnegare o bannare l’uso dei vescicanti, bensì ha semplicemente una finalità descrittiva ed istruttiva.

Per revulsione si intende un'irritazione dei tessuti superficiali provocata terapeuticamente al fine di aumentare l'afflusso sanguigno alla regione per accelerarne il naturale processo di guarigione o per decongestionare i tessuti profondi.

I revulsivi possono essere:

* Revulsivi rubefacenti, che producono semplicemente arrossamento.
* Revulsivi vescicanti, che producono bolle cutanee.

Il maggior afflusso di sangue comporta infatti un aumento di essudato infiammatorio, il liquido extravascolare ad elevata concentrazione proteica, che è un naturale immunostimolante prodotto dall’organismo sano nei casi in cui debba far fronte ad emergenze infiammatorie di vario tipo.

Quando l’essudato si arricchisce di cellule, globuli bianchi e batteri morti, diventa bianco e cremoso, cioè pus, la cui fuoriuscita è visibile nel processo di cicatrizzazione.

I revulsivi possono essere preparati allo stato liquido o solido. Entrambe le forme possono avere attività revulsiva leggera, come i rubefacenti, oppure attività estremamente pesante, come i vescicanti.

Tra le preparazioni liquide leggere menzioniamo: Ball Solutions, Skin band, Twidil, tintura di iodio al 5-7% ecc.

Possono essere utilizzate più volte a settimana od anche tutti i giorni preferibilmente sui tessuti molli, tendini, legamenti, briglie carpiche ma anche inserzioni, muscoli, tare dure come schinelle ecc.

Il tempo di applicazione può variare dai 20-30 secondi ad 1-3 minuti.

Le forme liquide pesanti sono il Gumbault, Cedaroil, Workalin, Savoss, tintura di Finn, Cal-eze, Tintura Rossa.

I principi attivi ad attività vescicatoria sono l’olio di cedro, l’olio di Croton, sali di mercurio come cloruro mercurioso, fulminato di mercurio o solfato di mercurio, cantaridina.

A parte l’olio di cedro, le altre sostanze hanno un grado di tossicità medio elevato.

Il loro uso avviene per problematiche gravi come rotture tendinee o legamentose di varie entità e le applicazioni possono dipendere da vari fattori e dalla prescrizione veterinaria.

Alcuni esempi:

  • Tintura di Finn o Cal-eze: 30 secondi per 2 giorni, 45 secondi per 2 giorni, 1 minuto per 2 giorni, 2 minuti per 2 giorni.
  • Cedaroil applicazioni di 1-2 minuti una volta a settimana
  • Gumbault 20-30 secondi lisciapelo o contropelo ogni 10 giorni
  • Workalin/Savoss 30-60 secondi 3-4 volte al mese

Le preparazioni solide possono essere sotto forma di unguenti o pomate. Anche in questo caso possono essere leggere o pesanti e vengono utilizzate principalmente per tessuti ossei, articolazioni, tare dure come Schinelle, formelle ecc.

Tra le forme leggere, gli unguenti rubefacenti, menzioniamo la pomata di iodio al 10-20%, il Warm-up, Bio Blister ecc. Il loro utilizzo può avvenire una o due volte a settimana a seconda della problematica o della prescrizione veterinaria.

Possono essere anche utilizzati pregara ad una manciata di minuti prima della entrata in pista come riscaldanti e corroboranti articolari.
Gli unguenti pesanti ad attività vescicatoria invece vengono utilizzati per situazioni patologiche croniche o estreme, micro fratture, osteolisi o necrosi ossee, artrosi, artriti croniche, forme degenerative ecc.

L’unguento vescicatorio per eccellenza é il Bioduro di Mercurio che può essere al 5-10-15-20%, oppure il Sansiro che è bioduro di mercurio al 25% con l’aggiunta della cantaride.

La cantaridina è un principio attivo contenuto nella Lytta vesicatoria che è un coleottero della famiglia dei Meloidae. Questo principio attivo è presente soprattutto nelle elitre di questo coleottero nella percentuale variabile tra 0,5 e 1 %.

Essa viene impiegata in umana principalmente nel trattamento dermatologico delle verruche ed usata nel passato come afrodisiaco, antinfiammatorio e anche come veleno, mentre nei cavalli viene aggiunta al
Bioduro di Mercurio per aumentare l’azione vescicatoria.

Le applicazioni del Bioduro di Mercurio e/o del San Siro sono di 2-3 volte al mese con “passate” di 1-3 minuti a seconda delle necessità e della gravità della patologia.

Dr ETTORE BALLARDINI DVM

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