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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Si narra di un contadino che aveva un cavallo da tiro ormai vecchio e quasi cieco.

Per una deplorevole disattenzione, il cavallo cadde in un pozzo alla periferia del paese. Il contadino sentì i nitriti dell’animale e corse a vedere che succedeva.

Il suo fedele servitore gli fece pena e l’uomo cercò di farlo uscire da lì. Tirò le redini con tutte le sue forze, spinse il ronzino da dietro, cercò addirittura di fare leva con un lungo bastone per trascinarlo fuori dalla trappola in cui era caduto. Ma niente da fare, era impossibile.

Dopo aver analizzato attentamente la situazione, l’uomo decise che non c’era modo di salvare il povero animale e che tanto valeva sacrificarlo. Chiamò i suoi vicini e, dopo averli messi al corrente dell’accaduto, chiese il loro aiuto per seppellire il cavallo lì nel pozzo in cui era scivolato. Se avessero agito rapidamente e di concerto, avrebbero evitato all’animale ulteriori sofferenze. Tutti misero a disposizione braccia, badili e tempo per aiutare il vicino e il suo cavallo. 

All’inizio, l’animale nitriva infuriato ogni volta che una palata di terra gli cadeva sul dorso. Tuttavia, a mano a mano che il contadino e i vicini continuavano a buttare terra, il cavallo aveva capito che poteva togliersela di dosso scrollandosi con forza. L’animale continuava a ricevere badilate di terra, e continuava a scrollarsi e a liberarsene. La terra si accumulava in fondo al pozzo, il cavallo scalciava e scalpitava e, senza volere, saliva su un nuovo strato. Per quanto fossero dolorose al terra e le pietre che gli piovevano sulla groppa, e per quanto fosse angosciosa la situazione, il cavallo lottò contro il panico e continuò a scrollarsi, mentre sotto i suoi piedi si innalzava il livello del terreno. 

Gli uomini, sorpresi, intuirono cosa stava accadendo e con rinnovata energia continuarono a buttare terra. A un certo punto, il pozzo si era talmente riempito di terra che al cavallo bastò un piccolo balzo per uscire definitivamente. La terra che gli era stata lanciata addosso per seppellirlo si era trasformata nella sua salvezza, in altri termini l’istinto animale lo aveva portato ad affrontare le avversità. 

Il contadino si rese conto di quanto aveva imparato dal suo vecchio cavallo da tiro, e cominciò a scrollarsi di dosso alcune cose che aveva sulle spalle e ad affrontare le sue difficoltà…

Jorge Bucay, Conta su di me, p . 85-86   

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L'autore

Jorge Bucay è nato a Buenos Aires nel 1949. Psicologo, drammaturgo e scrittore, dopo essersi specializzato nel campo delle malattie mentali, oggi non esercita più e si dedica esclusivamente alla scrittura. I suoi libri sono stati tradotti in moltissime lingue e sono diventati bestseller in molti paesi del Sudamerica e in Spagna. 

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