Le corse dei cavalli sono nate come competizioni sportive e zootecniche, ma nel tempo sono diventate anche uno dei principali settori delle scommesse.

Per la maggior parte delle persone puntare una piccola somma rappresenta una forma di intrattenimento. Per altre, invece, il gioco può trasformarsi in una vera e propria dipendenza, con conseguenze economiche, familiari e psicologiche molto gravi.

In medicina non si parla di "ippodipendenza", ma di Disturbo da Gioco d'Azzardo (DGA). Le scommesse ippiche costituiscono una delle tante modalità con cui questo disturbo può manifestarsi, insieme a slot machine, gratta e vinci, giochi online, poker e altre forme di azzardo.

Quando il gioco smette di essere un divertimento

Il passaggio dalla passione alla dipendenza è spesso graduale.

All'inizio le scommesse rappresentano un momento ricreativo.

Con il tempo possono comparire alcuni segnali di allarme:

  • aumento progressivo delle somme giocate;
  • bisogno di recuperare le perdite con nuove puntate;
  • difficoltà a smettere;
  • pensieri continui rivolti alle scommesse;
  • irritabilità quando non si può giocare;
  • bugie ai familiari sull'entità delle perdite;
  • utilizzo di prestiti o risparmi destinati ad altri scopi.

Quando il gioco diventa incontrollabile non è più un passatempo, ma un problema sanitario.

Il Disturbo da Gioco d'Azzardo

Il Disturbo da Gioco d'Azzardo è riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dai principali manuali diagnostici internazionali come una dipendenza comportamentale.

Non dipende dalla mancanza di volontà.

Come altre dipendenze, coinvolge i meccanismi cerebrali della ricompensa e del controllo degli impulsi.

Per questo motivo richiede un approccio terapeutico e non giudizi morali.

Le conseguenze

La dipendenza dal gioco può compromettere molti aspetti della vita.

Tra le conseguenze più frequenti vi sono:

  • indebitamento;
  • perdita del lavoro;
  • crisi familiari;
  • isolamento sociale;
  • ansia e depressione;
  • ricorso all'usura;
  • comportamenti illeciti finalizzati a reperire denaro.

Nei casi più gravi il disturbo può essere associato anche a pensieri suicidari, motivo per cui è fondamentale intervenire precocemente.

Le scommesse ippiche hanno caratteristiche particolari

Le corse dei cavalli possiedono elementi che possono aumentare il coinvolgimento emotivo.

Chi frequenta l'ippica tende spesso a:

  • conoscere cavalli, allenatori e fantini;
  • studiare statistiche e genealogie;
  • seguire le prestazioni degli animali;
  • convincersi di poter prevedere il risultato meglio degli altri.

Questa sensazione di controllo può alimentare la convinzione di riuscire a recuperare le perdite con la puntata successiva, un meccanismo ben noto nella psicologia del gioco d'azzardo.

La maggior parte degli appassionati non sviluppa una dipendenza

È importante evitare generalizzazioni.

La maggioranza di chi segue le corse ippiche o effettua occasionalmente una scommessa non sviluppa un disturbo da gioco d'azzardo.

Il problema riguarda una minoranza di persone particolarmente vulnerabili, nelle quali intervengono fattori biologici, psicologici, sociali ed economici.

Il benessere dei cavalli non deve dipendere dal gioco

Le scommesse rappresentano ancora oggi una fonte di finanziamento per il settore ippico.

Questo non significa che il valore del cavallo debba essere misurato esclusivamente in funzione delle puntate o delle vincite.

La tutela degli equidi richiede che il loro benessere rimanga una priorità indipendentemente dall'interesse economico generato dalle competizioni.

Trasparenza, controlli antidoping, correttezza sportiva e protezione dei cavalli a fine carriera sono elementi essenziali per mantenere credibilità e fiducia nel settore.

Come chiedere aiuto

Il Disturbo da Gioco d'Azzardo è curabile.

In Italia è possibile rivolgersi ai Servizi per le Dipendenze (SerD) del Servizio Sanitario Nazionale, che offrono percorsi terapeutici dedicati.

Tra gli interventi più utilizzati vi sono:

  • psicoterapia, in particolare terapia cognitivo-comportamentale;
  • gruppi di auto-aiuto;
  • sostegno familiare;
  • eventuale trattamento farmacologico nei casi indicati.

Chiedere aiuto è il primo passo per interrompere un circolo che tende ad aggravarsi con il tempo.

Focus

Le scommesse ippiche fanno parte della storia dell'ippica, ma non devono trasformarsi in una fonte di sofferenza per le persone né influenzare negativamente il benessere dei cavalli. Promuovere un approccio responsabile al gioco significa tutelare contemporaneamente gli appassionati, gli operatori del settore e gli equidi che rendono possibile questo sport.