Le immagini dei Purosangue inglesi in corsa sono conosciute anche da chi non frequenta il mondo equestre.
Sono i cavalli delle grandi corse al galoppo, selezionati per generazioni per velocità, resistenza, capacità atletica e attitudine alla competizione.
Ma il Purosangue inglese non è soltanto un cavallo da corsa.
Quando termina la carriera agonistica, un Purosangue può essere destinato a una seconda vita molto diversa: equitazione, salto ostacoli, completo, endurance, passeggiate, attività ricreative oppure semplice compagnia.
La possibilità di una seconda carriera dipende naturalmente dal singolo soggetto, dalla sua salute, dalla storia precedente, dal temperamento, dalle competenze di chi lo prende in carico e dal tempo necessario per adattarsi a un nuovo tipo di vita.
Ma c'è un'altra questione che riguarda il Purosangue italiano e che merita di essere conosciuta:
l'allevamento nazionale si è fortemente ridimensionato.
Quanti Purosangue si allevano oggi in Italia?
I dati dello Stud Book italiano del Purosangue inglese permettono di seguire l'evoluzione dell'allevamento nel tempo.
Nel 2012 in Italia furono registrati 1.000 prodotti nati.
Nel 2024 sono stati registrati 490 puledri.
In dodici anni, quindi, la produzione registrata si è ridotta di circa il 51%. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Non si tratta di una semplice oscillazione annuale.
La riduzione emerge osservando l'intera serie:
| Anno | Fattrici coperte in Italia | Puledri nati in Italia |
|---|---|---|
| 2012 | 1.100 | 1.000 |
| 2013 | 850 | 680 |
| 2014 | 782 | 489 |
| 2015 | 780 | 482 |
| 2016 | 765 | 524 |
| 2017 | 772 | 550 |
| 2019 | 701 | 499 |
| 2020 | 740 | 506 |
| 2021 | 957 | 539 |
| 2022 | 851 | 598 |
| 2023 | 887 | 562 |
| 2024 | 647 | 490 |
I dati provengono dagli Stud Book del Purosangue inglese pubblicati dal MASAF. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Il dato del 2024 è particolarmente significativo: dopo la ripresa registrata nel 2021–2023, le nascite sono nuovamente scese a 490, praticamente allo stesso livello del minimo osservato nel 2014.
Anche il numero di fattrici coperte ha subito una forte contrazione: da 1.100 nel 2012 a 647 nel 2024.
Non è soltanto una diminuzione dei puledri
La riduzione riguarda l'intera base riproduttiva.
Nel 2012 avevano coperto in Italia 90 stalloni e 1.100 fattrici.
Nel 2024 gli stalloni che hanno coperto sono stati 63 e le fattrici 647. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
La diminuzione delle fattrici è quindi superiore al 40% in dodici anni.
Questo è un indicatore importante perché il numero di puledri prodotti non dipende soltanto dalla domanda di cavalli da corsa: dipende anche dalla dimensione della popolazione riproduttiva nazionale.
Meno fattrici significa, nel tempo, meno puledri disponibili per la selezione.
E meno puledri significa anche una base genetica e produttiva nazionale più piccola.
Una crisi riconosciuta dallo stesso settore
Non è soltanto una lettura esterna.
Negli ultimi anni gli stessi rappresentanti dell'allevamento italiano hanno parlato esplicitamente di difficoltà del comparto.
Nel 2023 il presidente dell'ANAC, Stefano Luciani, descriveva il momento come particolarmente difficile per l'allevamento italiano, ricordando come in passato nel circuito ippico circolasse molta più liquidità e come la contrazione economica del settore avesse reso più difficile continuare a investire. (il Giornale)
Nel 2023 l'Associazione Nazionale Galoppo parlava a sua volta di una situazione "drammatica" per l'allevamento italiano e di un calo costante dei nati, chiedendo interventi per sostenere gli allevatori. (Gioconews)
Nel 2024, tra le questioni discusse ufficialmente a Fieracavalli, compariva proprio "L'allevamento del cavallo purosangue inglese in Italia", segno che il tema continua a essere centrale per il settore. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Perché l'allevamento è così importante per l'ippica?
L'allevamento è il primo anello della filiera.
Una corsa non nasce in ippodromo.
Nasce anni prima, quando viene scelta una fattrice, viene individuato uno stallone, nasce un puledro e inizia un lungo percorso di crescita, selezione, preparazione e formazione.
Nel caso del Purosangue italiano, il sistema è inoltre particolarmente regolamentato.
Il MASAF gestisce lo Stud Book italiano e richiede l'accertamento della genealogia attraverso il DNA. Dal 2023 chi intende svolgere attività di allevamento in Italia con proprie fattrici deve inoltre richiedere l'iscrizione all'Albo degli Allevatori. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Lo Stud Book italiano segue inoltre le regole internazionali del libro genealogico del Purosangue: per la registrazione sono richiesti specifici requisiti genealogici e riproduttivi. In particolare, il regolamento esclude dalla registrazione i prodotti ottenuti mediante inseminazione artificiale, trasferimento di embrioni o manipolazioni genetiche. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
L'allevamento del Purosangue non è quindi una semplice attività di riproduzione.
È un sistema selettivo molto specifico, costruito intorno alla produzione di cavalli destinati alle corse.
Ma cosa succede ai cavalli che non diventano campioni?
Qui entra in gioco una parte della storia che spesso rimane fuori dall'immagine glamour dell'ippica.
Non tutti i puledri diventano campioni.
Non tutti raggiungono la pista.
Non tutti vincono.
Non tutti sono adatti alla carriera agonistica per la quale sono stati allevati.
E anche tra quelli che corrono, la carriera può essere breve.
Un cavallo può essere ritirato perché non raggiunge prestazioni sufficienti, per un problema fisico, per una scelta economica, per un infortunio oppure semplicemente perché il proprietario o l'allenatore ritiene concluso il percorso agonistico.
Questo non significa che il cavallo abbia esaurito il proprio potenziale.
Significa che è terminata una determinata funzione all'interno di un sistema sportivo.
Il Purosangue "fuori pista"
Nel mondo equestre italiano si parla spesso di PSI fuori pista, o più comunemente di cavallo "fuori dalle corse".
Il termine inglese Thoroughbred, invece, identifica la razza; retired racehorse o ex-racehorse descrivono più precisamente un soggetto che ha terminato la carriera agonistica.
Un ex cavallo da corsa può intraprendere una seconda carriera molto diversa.
Alcuni vengono indirizzati verso il salto ostacoli.
Altri verso il completo.
Altri ancora verso il dressage, l'endurance, il trekking, l'equitazione ricreativa o semplicemente la vita da cavallo da compagnia.
Esistono anche Purosangue che vengono utilizzati come riproduttori in altri programmi di selezione.
La razza, quindi, non determina un unico destino.
Un cavallo da corsa non è automaticamente un cavallo da principiante
Questo è però un punto sul quale bisogna essere molto chiari.
Dire che il Purosangue può avere una seconda carriera non significa dire che qualsiasi ex cavallo da corsa sia adatto a chiunque.
Il passaggio dall'ippodromo alla vita equestre richiede una valutazione individuale.
Il cavallo può avere imparato risposte motorie e comportamentali specifiche per il lavoro in pista.
Può essere abituato a una determinata routine.
Può avere una storia sanitaria complessa.
Può avere bisogno di modificare alimentazione, gestione, esercizio e modalità di relazione con le persone.
E soprattutto può avere bisogno di tempo.
Non esiste un numero universale di giorni o settimane che permetta a un ex cavallo da corsa di "dimenticare" la vita precedente.
Ogni soggetto ha una storia diversa.
La transizione deve essere graduale
Un cavallo che passa dalle corse a una seconda carriera non dovrebbe essere considerato un prodotto finito da utilizzare immediatamente.
La transizione può richiedere una fase di adattamento.
Riduzione o modifica dell'attività atletica, rivalutazione dell'alimentazione, controllo veterinario, verifica dell'apparato locomotore e adattamento progressivo alle nuove richieste possono essere elementi importanti del percorso.
Anche l'ambiente conta.
La possibilità di movimento, il contatto sociale con altri cavalli e una gestione coerente con le esigenze comportamentali della specie possono favorire una transizione più adeguata.
Non significa che esista una singola formula valida per tutti gli ex cavalli da corsa.
Significa che la seconda carriera deve partire dal cavallo che abbiamo davanti, non dall'idea che abbiamo del Purosangue.
E il carattere?
È frequente sentir dire che i Purosangue sono nervosi, difficili, sensibili oppure, al contrario, particolarmente intelligenti e affettuosi.
Sono generalizzazioni poco utili.
Il temperamento è influenzato da genetica, esperienza, ambiente, addestramento, gestione e caratteristiche individuali.
Un ex cavallo da corsa può essere molto tranquillo.
Un altro può essere reattivo.
Un altro ancora può essere particolarmente sensibile alle novità.
Non è corretto attribuire automaticamente queste caratteristiche alla razza.
È molto più utile conoscere la storia del singolo cavallo.
La gestione precedente conta
Il sistema delle corse richiede una gestione molto specifica.
I cavalli da corsa vengono sottoposti a programmi di allenamento, alimentazione e assistenza veterinaria costruiti per sostenere elevate richieste atletiche.
Questo non significa che tutti i cavalli da corsa siano necessariamente mal gestiti.
Significa che la loro gestione è orientata alla prestazione sportiva.
Quando la prestazione non è più l'obiettivo, può essere necessario modificare radicalmente il sistema.
Anche l'alimentazione deve essere rivalutata.
Un cavallo che non affronta più il carico di lavoro dell'allenamento agonistico non ha necessariamente bisogno dello stesso apporto energetico.
La transizione dovrebbe quindi essere seguita da persone competenti, evitando cambiamenti bruschi.
Una seconda carriera non è un obbligo
È importante anche non trasformare il concetto di "seconda carriera" in un nuovo obbligo.
Un ex cavallo da corsa non deve necessariamente diventare un cavallo da salto.
Non deve necessariamente essere montato.
E non deve necessariamente dimostrare di essere ancora produttivo.
La possibilità di una seconda vita può significare anche una gestione non agonistica, attività leggere compatibili con le sue condizioni, vita sociale e movimento adeguati oppure semplicemente una vita da cavallo non più sottoposto a finalità sportive.
La domanda non dovrebbe essere:
"Cosa può ancora fare?"
Ma prima:
"Di cosa ha bisogno questo cavallo adesso?"
La crisi dell'allevamento riguarda anche il futuro dei cavalli
La contrazione dell'allevamento italiano ha quindi una conseguenza che va oltre i bilanci della filiera.
Quando diminuisce la produzione nazionale, diminuisce anche il numero di giovani cavalli che entreranno nel circuito delle corse.
E quando diminuisce il numero di cavalli prodotti, cambia anche il bacino dal quale emergeranno i futuri atleti.
Ma esiste un'altra conseguenza.
Ogni cavallo prodotto per una carriera agonistica rappresenta anche una futura domanda di gestione nel momento in cui quella carriera finirà.
La sostenibilità della filiera non può quindi essere valutata soltanto sulla capacità di produrre e far correre cavalli.
Dovrebbe comprendere anche la capacità di accompagnare gli animali oltre la fase agonistica.
Dal cavallo da corsa al cavallo da vita
Il Purosangue inglese è stato selezionato per la velocità.
Questo non significa che sia "solo" un cavallo da corsa.
Ma significa che quando un soggetto viene sottratto al circuito agonistico bisogna rispettarne la storia.
Un ex cavallo da corsa può avere grandi qualità atletiche e una notevole capacità di apprendimento.
Può diventare un ottimo compagno di equitazione.
Può avere successo in una nuova disciplina.
Può semplicemente vivere una vita tranquilla.
Ma nessuna di queste possibilità dovrebbe essere data per scontata.
La qualità di una seconda carriera non dipende soltanto da quanto il cavallo riesce ancora a fare.
Dipende anche da quanto gli esseri umani sono capaci di cambiare le proprie aspettative quando cambia la vita del cavallo.
Un patrimonio allevatoriale che si sta restringendo
I numeri raccontano una storia precisa.
Nel 2012 l'Italia registrava 1.000 Purosangue nati.
Nel 2024 ne ha registrati 490.
La popolazione riproduttiva nazionale si è quindi ridotta drasticamente, pur con oscillazioni e temporanee riprese nel corso degli anni. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Non è corretto trasformare questo dato in una previsione di scomparsa dell'allevamento italiano.
490 puledri sono ancora una produzione significativa.
Ma la tendenza di lungo periodo è inequivocabile: l'allevamento italiano del Purosangue è molto più piccolo di quello di dodici anni fa.
E gli stessi rappresentanti del settore hanno riconosciuto negli ultimi anni la situazione di difficoltà e la necessità di sostenere economicamente l'allevamento. (il Giornale)
Non soltanto numeri
Dietro ogni statistica dello Stud Book c'è una fattrice.
C'è un puledro.
C'è un allevatore che ha sostenuto costi per anni senza sapere se quel soggetto diventerà un vincitore.
E, qualche anno dopo, c'è un cavallo che può uscire dal circuito per il quale è stato allevato.
La crisi dell'allevamento italiano non dovrebbe quindi essere letta soltanto come una questione economica dell'ippica.
È anche una questione di responsabilità lungo l'intero ciclo di vita del cavallo.
Se produciamo cavalli per una determinata funzione, dobbiamo essere capaci di considerare anche ciò che accadrà quando quella funzione sarà terminata.
Il futuro del Purosangue italiano non dipende soltanto dal numero di puledri che nasceranno.
Dipende anche dalla capacità di riconoscere che un cavallo non smette di avere valore quando smette di correre.
I numeri dell'allevamento italiano
Secondo gli Stud Book del MASAF:
2012: 1.000 puledri nati in Italia e 1.100 fattrici coperte;
2017: 550 puledri e 772 fattrici;
2020: 506 puledri e 740 fattrici;
2022: 598 puledri e 851 fattrici;
2023: 562 puledri e 887 fattrici;
2024: 490 puledri e 647 fattrici. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Tra il 2012 e il 2024:
puledri nati: -51% circa
fattrici coperte: -41% circa
stalloni impiegati in Italia: -30% circa, passando da 90 nel 2012 a 63 nel 2024. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Il dato 2024 è particolarmente significativo anche rispetto all'anno precedente: i puledri nati sono passati da 562 a 490, con una diminuzione di circa il 13% in un solo anno. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
Fonti
MASAF, Libro Genealogico dei Cavalli di Purosangue Inglese – Stud Book, Vol. XLVII e successive statistiche. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
MASAF, circolari annuali per l'iscrizione allo Stud Book dei puledri Purosangue inglese. (Ministero dell'Advocacy Sociale)
ANAC – Associazione Nazionale Allevatori Cavalli Purosangue, informazioni sull'allevamento e sulla filiera. (ANACPUROSANGUE)
Interventi e dichiarazioni dei rappresentanti dell'allevamento italiano sulla crisi del comparto. (il Giornale)
