Cesenatico (FC), Italia 3713625953 3713625953 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Assistenza online tramite email o whatsapp

Amici, foraggio e libertà: come la gestione influenza il benessere del cavallo

Che cosa significa, concretamente, gestire bene un cavallo?

Una nuova ricerca pubblicata nel 2026 prova a rispondere partendo non da una singola pratica — box, paddock, alimentazione o socialità — ma dal modo in cui queste scelte si combinano nella vita quotidiana.

Lo studio, condotto da Wendy Watson, Jill R. D. MacKay e Cathy Dwyer dell'Università di Edimburgo e della SRUC, ha analizzato 1.501 risposte raccolte da persone che gestiscono cavalli da diporto nel Regno Unito e in Irlanda.

I ricercatori hanno cercato di individuare diversi modelli di gestione considerando tre elementi: friends, forage and freedom, cioè relazioni sociali, accesso al foraggio e libertà di movimento.

Il risultato è interessante perché mostra che la gestione del cavallo non è fatta di singole decisioni isolate.

È un sistema.

Le tre F: friends, forage, freedom

Il titolo dello studio riassume tre dimensioni considerate particolarmente importanti.

Friends, cioè la possibilità di interagire con altri cavalli.

Forage, cioè l'accesso a una fonte di foraggio adeguata.

Freedom, cioè la possibilità di movimento, in particolare attraverso l'accesso al turnout.

Non si tratta di tre nuove regole universali per la gestione dei cavalli.

I ricercatori hanno utilizzato queste dimensioni per individuare differenti stili di gestione tra le persone che hanno partecipato allo studio.

Ed è proprio questo il punto interessante.

1.501 risposte e tre diversi modelli di gestione

Attraverso un'analisi statistica chiamata Divisive Analysis (DIANA), i ricercatori hanno identificato tre gruppi principali.

Il più numeroso è stato definito Horse Centred Management Cluster (HCMC) e comprendeva 956 risposte.

Un secondo gruppo, il Combined Management Cluster (CMC), comprendeva 434 risposte.

Il terzo, chiamato Owner Centred Management Cluster (OCMC), comprendeva 111 risposte.

I gruppi non rappresentano tre categorie assolute di proprietari.

Sono piuttosto tre configurazioni statistiche emerse dalle risposte relative alle modalità di gestione.

Le differenze maggiori riguardavano soprattutto tempo di turnout, permanenza in box individuale e accesso al foraggio.

Il gruppo "Horse Centred"

Nel gruppo HCMC erano più frequenti alcune caratteristiche:

  • turnout per 24 ore;

  • accesso a una fonte di foraggio;

  • interazione con almeno altri due cavalli.

Questo gruppo comprendeva 956 delle 1.501 risposte analizzate.

I cavalli appartenenti a questo gruppo risultavano inoltre, sulla base delle risposte fornite da chi li gestiva, meno frequentemente associati a problemi gastrointestinali, problemi di zoppia, difficoltà nella gestione e comportamenti antisociali rispetto ai cavalli degli altri due gruppi.

È un risultato interessante, ma va interpretato correttamente.

Lo studio non dimostra che lasciare un cavallo 24 ore al pascolo elimini il rischio di colica o zoppia.

Dimostra che, all'interno di questo campione, un determinato insieme di pratiche di gestione era associato a una frequenza inferiore degli esiti di salute e comportamento considerati.

Il gruppo "Combined"

Il secondo gruppo comprendeva 434 risposte.

Qui emergeva una combinazione di pratiche più variabile.

I cavalli tendevano a trascorrere periodi più lunghi in box individuale rispetto al gruppo HCMC, pur avendo comunque periodi significativi di turnout.

Il turnout era generalmente di almeno nove ore, quindi non si trattava necessariamente di una gestione caratterizzata da permanenza quasi continua in box.

È un dato importante perché mostra che la realtà delle strutture equestri non può essere divisa semplicemente in "cavallo sempre fuori" e "cavallo sempre in box".

Esistono molti modelli intermedi.

Il gruppo "Owner Centred"

Il terzo gruppo comprendeva 111 risposte.

Era caratterizzato da una gestione più restrittiva: turnout generalmente compreso fra 0 e 6 ore, frequente assenza di contatto con altri cavalli e accesso al foraggio più limitato, generalmente fra 0 e 10 ore.

Anche in questo caso il nome del gruppo non dovrebbe essere interpretato come un giudizio morale sulla persona che gestisce il cavallo.

"Owner Centred" è semplicemente l'etichetta attribuita dai ricercatori a una configurazione statistica di pratiche di gestione.

Il punto scientifico è confrontare le caratteristiche dei diversi modelli e i relativi indicatori di welfare.

Socialità: non soltanto "vedere" altri cavalli

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la socialità.

Nel campione, l'87,5% delle risposte indicava che il cavallo veniva messo al paddock con lo stesso gruppo di cavalli. Un altro 9,5% riferiva invece che il cavallo non veniva portato fuori con altri cavalli.

Questo è importante perché il semplice fatto che un cavallo possa vedere altri cavalli non equivale necessariamente alla possibilità di avere un'interazione sociale libera.

La ricerca distingue infatti fra la presenza visiva di conspecifici e la possibilità di interazione.

Nel campione, il 48,9% delle risposte riferiva che il cavallo aveva interazione libera con 1–3 altri cavalli durante una giornata media; il 17,2% con 4–6 e il 9,3% con sette o più.

La socialità, quindi, non è soltanto una questione di distanza fra due box.

Conta anche che tipo di interazione è realmente possibile.

Il foraggio non è soltanto una questione di calorie

Anche l'accesso al foraggio emerge come una delle dimensioni centrali.

Nel campione, il 68,4% delle risposte indicava 24 ore di accesso a una fonte di foraggio, mentre una quota molto più piccola riferiva un accesso compreso fra zero e sei ore.

Il foraggio può naturalmente essere valutato dal punto di vista nutrizionale: quantità, qualità, energia, fibra e adeguatezza rispetto alle esigenze individuali.

Ma nel cavallo la modalità di alimentazione ha anche una dimensione comportamentale.

L'accesso prolungato a foraggio e la possibilità di dedicare tempo alla sua assunzione possono contribuire a rendere l'ambiente più compatibile con il repertorio alimentare della specie.

Per questo nello studio il foraggio viene considerato insieme a socialità e movimento, e non come una variabile completamente separata.

E il movimento?

Il dato forse più evidente riguarda il turnout.

Nel campione complessivo, il 51,1% delle risposte indicava 24 ore di turnout giornaliero. Il 16,6% indicava invece 9–12 ore e il 9,6% 5–8 ore.

Anche qui, però, il numero di ore non racconta tutto.

La dimensione dell'area varia enormemente: il 23% delle risposte indicava meno di un acro, il 32% fra uno e due acri, il 26% fra due e cinque acri e il 16,4% più di cinque acri.

Due cavalli possono quindi avere entrambi "24 ore di turnout" ma vivere esperienze ambientali molto diverse.

La quantità di tempo fuori dal box è una variabile importante, ma deve essere interpretata insieme a spazio, qualità dell'ambiente, possibilità di movimento, accesso al foraggio e socialità.

Il dato più interessante: la gestione è un sistema

È probabilmente questa la lezione più importante dello studio.

Non emerge una singola pratica capace di spiegare il benessere.

Il gruppo associato agli esiti più favorevoli non era semplicemente quello con più turnout.

Era caratterizzato contemporaneamente da movimento, accesso al foraggio e interazione con altri cavalli.

Questo si collega molto bene alla ricerca sull'agency.

Nel recente articolo di Goodale, pubblicato anch'esso nel 2026, l'agency viene analizzata come possibilità per il cavallo di esercitare scelta, controllo e interazione con l'ambiente.

Il lavoro di Watson, MacKay e Dwyer porta questa prospettiva su un terreno più concreto: mostra come differenti combinazioni di gestione siano associate a differenti indicatori di salute e comportamento.

Sono due studi diversi, ma complementari.

Un cavallo può avere tutto "a norma" e avere comunque poche opportunità

Un sistema di gestione può soddisfare le necessità fondamentali e offrire contemporaneamente poche possibilità di movimento, socialità o interazione con l'ambiente.

Per esempio, un cavallo può ricevere una dieta nutrizionalmente adeguata ma avere accesso al foraggio per poche ore.

Può essere mantenuto in un box pulito e sicuro ma avere limitate opportunità di movimento.

Può vedere altri cavalli senza poter interagire con loro.

Queste situazioni non sono equivalenti a un maltrattamento e non possono essere giudicate semplicemente sulla base di una fotografia.

Ma possono essere analizzate dal punto di vista del welfare.

È proprio questo che rende utile il concetto delle tre F.

E la salute?

Gli autori hanno confrontato i tre gruppi anche rispetto a diversi problemi riferiti da chi gestiva i cavalli.

Nel gruppo HCMC sono state osservate associazioni significative con una minore frequenza di problemi gastrointestinali, problemi di zoppia, difficoltà nella gestione e comportamenti antisociali rispetto agli altri due gruppi.

È un risultato importante, ma non deve essere trasformato in una relazione causale.

Lo studio è basato su un questionario e sulle informazioni riportate dalle persone che gestiscono i cavalli.

Non si tratta quindi di una sperimentazione nella quale i ricercatori hanno assegnato casualmente i cavalli a tre diversi sistemi di gestione e poi misurato gli effetti.

Gli stessi autori utilizzano infatti il linguaggio delle associazioni.

Questo significa che altri fattori potrebbero contribuire alle differenze osservate.

Un limite importante: chi ha partecipato allo studio?

Le 1.501 risposte sono state raccolte attraverso i social media nel Regno Unito e in Irlanda.

È quindi necessario evitare di generalizzare automaticamente i risultati a tutti i cavalli domestici del mondo.

Il campione riguarda soprattutto cavalli da diporto e riflette le caratteristiche delle persone che hanno risposto al questionario.

Inoltre, non tutte le domande hanno ricevuto risposta da tutte le 1.501 persone, per cui il numero effettivo di risposte varia a seconda della variabile analizzata.

Questi limiti non annullano il valore dello studio.

Al contrario, aiutano a capire esattamente che cosa possiamo concludere.

Cosa ci insegna davvero la ricerca?

La ricerca non dimostra che ogni cavallo debba vivere 24 ore al pascolo.

Non dimostra che il box sia necessariamente dannoso.

Non dimostra che ogni cavallo debba vivere in un gruppo numeroso.

E non dimostra che una gestione "Horse Centred" sia automaticamente migliore in ogni situazione individuale.

Dimostra qualcosa di più circoscritto e, proprio per questo, più utile:

nel campione studiato, determinati modelli di gestione caratterizzati da maggiore movimento, accesso al foraggio e interazione sociale erano associati a migliori indicatori riferiti di salute e comportamento.

È una conclusione sufficientemente prudente da essere scientificamente corretta e sufficientemente concreta da poter essere utile nella pratica.

Le tre F come domanda, non come ricetta

"Friends, forage, freedom" può essere letto quindi non come una nuova ricetta universale, ma come una serie di domande da porsi davanti a qualsiasi sistema di gestione.

Friends: il cavallo può avere interazioni sociali appropriate con altri cavalli?

Forage: ha un accesso adeguato al foraggio, anche considerando la durata e la modalità di assunzione?

Freedom: dispone di sufficienti opportunità di movimento e di interazione con l'ambiente?

E poi una quarta domanda, che collega questo studio a quello sull'agency:

quanto controllo e quante possibilità di scelta offre realmente l'ambiente?

Non tutte le risposte possono essere "sì" in ogni situazione.

Un cavallo anziano, convalescente, in terapia o con specifiche esigenze gestionali può avere necessità diverse da quelle di un cavallo sano.

Il welfare non consiste nell'applicare una formula identica a tutti gli individui.

Consiste nel valutare le esigenze dell'animale e l'ambiente nel quale vive.

Dal cavallo "gestito" al cavallo considerato nel suo ambiente

La ricerca sul benessere equino sta quindi spostando progressivamente l'attenzione.

Non basta più chiedersi se il box è pulito, se la razione è corretta o se il cavallo viene allenato regolarmente.

Bisogna considerare l'intero sistema di gestione.

Quanto movimento è possibile?

Quanto tempo è disponibile per alimentarsi?

Quali interazioni sociali sono possibili?

Quanto è variabile e stimolante l'ambiente?

Quali opportunità ha il cavallo di esplorare e agire?

Queste domande non sostituiscono la valutazione veterinaria o nutrizionale.

La completano.

Friends, forage, freedom

Il valore di questo studio non sta quindi nell'aver trovato un modello perfetto.

Sta nell'aver mostrato, su un campione molto ampio di cavalli da diporto, che le modalità di gestione tendono a formare configurazioni riconoscibili e che queste configurazioni sono associate a differenti indicatori di salute e comportamento.

E il modello che emerge più favorevolmente nello studio ha tre caratteristiche ricorrenti:

amici, foraggio, libertà.

Non è uno slogan.

È il modo sintetico con cui gli autori descrivono tre dimensioni della gestione che meritano di essere considerate insieme.

La domanda finale, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

"Il mio cavallo è ben gestito?"

Potremmo iniziare a chiederci:

"Quante opportunità offre realmente la sua gestione per muoversi, alimentarsi, interagire e agire?"

È una domanda semplice.

Ma la ricerca del 2026 suggerisce che potrebbe essere una domanda molto importante.

La ricerca

Watson W., MacKay J. R. D., Dwyer C. (2026). Friends, forage, freedom: A cluster analysis investigating horse management styles and welfare in the UK and Ireland. Animal Welfare, 35, e15, 1–15. DOI: 10.1017/awf.2026.10073. Pubblicato online il 24 febbraio 2026. Articolo open access.

Lo studio ha raccolto 1.501 risposte e ha identificato tre distinti modelli di gestione attraverso un'analisi statistica dei dati relativi a socialità, foraggio, turnout, stabulazione e altri fattori gestionali.

💳 Dona in sicurezza

  • Bonifico Bancario — IBAN: IT37C0760113200001000505063, BIC/SWIFT BPPIITRRXXX
  • Bollettino Postale — conto: 1000505063

🔗DONA ORA ONLINE

🧾 5×1000 a Horse Angels ODV

✍️ Codice 92169370928

Non ti costa nulla, basta la firma nella dichiarazione dei redditi.