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Asimmetrie del movimento nei cavalli: non sempre significano zoppia

Le asimmetrie del movimento sono uno degli strumenti utilizzati nella valutazione oggettiva della locomozione del cavallo. I sistemi basati su sensori inerziali permettono di misurare con precisione gli spostamenti verticali della testa e del bacino durante il movimento e possono evidenziare differenze che a occhio nudo sono difficili da riconoscere.

Ma c'è un punto fondamentale da chiarire: un'asimmetria misurata non equivale automaticamente a zoppia, dolore o patologia ortopedica.

La ricerca degli ultimi anni ha infatti mostrato che asimmetrie verticali possono essere riscontrate anche in cavalli considerati sani e, sorprendentemente, persino in puledri molto giovani.

Le asimmetrie sono presenti già nei puledri

Uno studio pubblicato nel 2023 su PLOS ONE da Ebba Zetterberg e colleghi ha analizzato il movimento di 54 puledri: 31 Swedish Warmblood e 23 Standardbred, di età compresa tra 4 e 13 settimane.

I puledri erano considerati sani dai rispettivi proprietari e sono stati valutati al trotto in linea retta utilizzando un sistema di analisi del movimento basato su sensori inerziali, l'Equinosis.

I ricercatori hanno misurato le differenze tra il movimento verticale del lato destro e quello del lato sinistro della testa e del bacino.

Utilizzando le soglie normalmente impiegate nell'analisi della zoppia — più di 6 mm per alcuni parametri della testa e più di 3 mm per quelli del bacino — il 83% dei puledri Standardbred e il 45% degli Swedish Warmbloodpresentava almeno un parametro oltre soglia.

Il risultato è particolarmente interessante perché si trattava di animali molto giovani, non ancora sottoposti alle sollecitazioni tipiche dell'allenamento atletico.

Questo dato non significa che l'83% dei puledri Standardbred fosse zoppo. Al contrario, lo studio mette in evidenza proprio la difficoltà di interpretare soglie sviluppate per la valutazione della locomozione dei cavalli adulti quando vengono applicate a una popolazione diversa.

Gli stessi autori hanno sottolineato che le soglie cliniche utilizzate per il confronto potrebbero non essere completamente appropriate come strumenti di screening nei puledri considerati sani.

Perché un'asimmetria non è una diagnosi

La misurazione oggettiva del movimento è estremamente utile, ma deve essere interpretata nel contesto clinico.

Un cavallo può presentare una differenza misurabile tra il movimento dei due lati senza che questo significhi necessariamente che esista una lesione dolorosa.

Le possibili spiegazioni sono molteplici e comprendono la normale variabilità biologica, caratteristiche individuali della locomozione, conformazione, superficie, velocità, condizioni di esercizio e altri fattori.

Il problema diventa particolarmente evidente quando si utilizzano valori soglia rigidi: superare una determinata soglia può identificare un'anomalia del movimento, ma non stabilisce da solo quale sia la causa.

Per questo motivo, un sistema di analisi del movimento non dovrebbe essere utilizzato come sostituto dell'esame veterinario, ma come uno strumento che può fornire informazioni aggiuntive.

Anche i cavalli sportivi di alto livello possono essere asimmetrici

La ricerca successiva ha rafforzato ulteriormente questo punto.

Nel 2024 Zetterberg, Persson-Sjodin, Lundblad, Hernlund e Rhodin hanno pubblicato uno studio su 123 cavalli sportivi di alto livello impegnati in salto ostacoli, dressage e completo.

Anche in questo caso è stato utilizzato un sistema basato su sensori inerziali e sono state applicate le stesse soglie di riferimento: oltre 6 mm per i parametri della testa e oltre 3 mm per quelli del bacino.

Il 70% dei 123 cavalli è stato classificato come asimmetrico secondo i criteri utilizzati nello studio. Nel trotto in linea retta su superficie dura, 79 dei 114 cavalli analizzati, pari al 69%, risultavano asimmetrici.

Ancora più interessante è il fatto che più di un terzo dei cavalli presentava valori di asimmetria di entità simile a quelli osservati nei cavalli clinicamente zoppi, pur trattandosi di soggetti che partecipavano ad attività sportive di alto livello e non erano considerati zoppi dai proprietari.

Lo studio non ha inoltre trovato una chiara relazione tra l'asimmetria verticale misurata e la percezione del lato "più difficile" o "più debole" da parte di chi montava il cavallo.

Questo è un altro elemento che invita alla prudenza: ciò che una persona percepisce come una differenza di lato non coincide necessariamente con il tipo di asimmetria rilevato strumentalmente.

Il terreno può modificare il risultato

Lo stesso studio del 2024 ha confrontato le prove effettuate su superfici dure e morbide.

Su 103 cavalli sottoposti a entrambe le condizioni, 60 — il 58,3% — sono stati classificati come asimmetrici sia sulla superficie dura sia su quella morbida. 26 cavalli, pari al 25,2%, risultavano invece asimmetrici su una delle due superfici ma non sull'altra.

Questo risultato ricorda che una misurazione del movimento non è indipendente dal contesto in cui viene effettuata.

La superficie, la velocità, il tipo di esercizio e le condizioni della prova devono quindi essere considerati quando si interpretano i dati.

La ricerca più recente sui puledri

Anche nel 2025 la tecnologia basata sui sensori inerziali è stata utilizzata per studiare la locomozione dei puledri.

Un lavoro pubblicato sul Journal of Equine Rehabilitation ha esaminato puledri Purosangue con deformità angolari degli arti anteriori prima e dopo un pareggio correttivo.

Lo studio era piccolo: sono stati utilizzati sensori inerziali su 10 puledri per valutare alcuni parametri del movimento corporeo e sensori sugli arti anteriori in 5 puledri per analizzare le caratteristiche del passo.

Dopo il pareggio correttivo sono state osservate modifiche nella durata di alcune fasi del passo e nella lunghezza della falcata. Non sono invece emerse differenze statisticamente significative nei parametri di asimmetria della locomozione o nel range di movimento di testa, garrese, tuberi coxae e sacro. Gli autori sottolineano comunque la necessità di studi più ampi e longitudinali.

Anche questo lavoro non dimostra quindi che una determinata asimmetria sia sinonimo di dolore: mostra piuttosto quanto sia complesso descrivere e interpretare la locomozione in animali giovani, nei quali crescita, conformazione e sviluppo degli arti sono ancora in evoluzione.

Cosa possiamo concludere?

La ricerca disponibile suggerisce una conclusione più prudente rispetto a quella che potrebbe sembrare leggendo soltanto i valori numerici.

Le asimmetrie del movimento sono comuni anche nei cavalli considerati sani e possono essere presenti fin dalle prime settimane di vita.

Questo non significa che le asimmetrie siano irrilevanti. Al contrario, sono strumenti importanti nella valutazione della locomozione e possono fornire informazioni utili quando vengono interpretate insieme alla storia del cavallo, all'esame clinico e agli altri dati disponibili.

Il punto è evitare un'equivalenza troppo semplice:

asimmetria ≠ automaticamente zoppia ≠ automaticamente dolore.

La stessa misurazione può avere significati diversi a seconda del soggetto e del contesto.

Per questo gli stessi ricercatori che hanno studiato i cavalli sportivi di alto livello hanno indicato come necessarie ulteriori ricerche longitudinali, associate a esami clinici completi e, quando appropriato, a test diagnostici che permettano di verificare l'origine delle asimmetrie.

L'analisi strumentale del movimento è quindi uno strumento prezioso, ma il dato strumentale non dovrebbe essere trasformato automaticamente in una diagnosi.

La domanda scientificamente più interessante non è soltanto "quanto è asimmetrico questo cavallo?", ma che cosa significa quella specifica asimmetria per quel determinato cavallo?

Fonti scientifiche

Zetterberg E, Leclercq A, Persson-Sjodin E, Lundblad J, Haubro Andersen P, Hernlund E, Rhodin M. Prevalence of vertical movement asymmetries at trot in Standardbred and Swedish Warmblood foals. PLOS ONE. 2023;18(4):e0284105. DOI: 10.1371/journal.pone.0284105.

Zetterberg E, Persson-Sjodin E, Lundblad J, Hernlund E, Rhodin M. Prevalence of movement asymmetries in high-performing riding horses perceived as free from lameness and riders' perception of horse sidedness. PLOS ONE. 2024;19(7):e0308061. DOI: 10.1371/journal.pone.0308061.

Horan K, Coburn J, Day P, Lanfear J, Warner SE, Pfau T, Bolt DM, Berner D. Exploring inertial sensing technology to quantify gait patterns in Thoroughbred foals before and after corrective trimming for angular limb deformities. Journal of Equine Rehabilitation. 2025;3:100034. DOI: 10.1016/j.eqre.2025.100034.

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