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Equidi impiegati nel turismo: le raccomandazioni europee per tutelarne il benessere

Cosa dovrebbe essere garantito a un cavallo, un asino o un mulo impiegato nelle attività turistiche? Quante ore può lavorare? Quanto peso può trasportare? Quando dovrebbe essere escluso dal lavoro?

Nel 2022, nell'ambito della Piattaforma europea sul benessere degli animali, la Voluntary Initiative on Responsible Ownership and Care of Equidae ha elaborato una guida specificamente dedicata al benessere degli equidi impiegati nel turismo.

Il documento, intitolato Guidance for competent authorities and tourism operators to ensure the welfare of working equids in tourism, è rivolto alle autorità competenti e agli operatori turistici e individua una serie di raccomandazioni minime per proteggere cavalli, asini e muli utilizzati nelle attività turistiche. La guida non costituisce una norma giuridicamente vincolante e non sostituisce la legislazione nazionale o locale eventualmente applicabile. (Food Safety)

La sua importanza, tuttavia, è significativa: il documento riconosce che gli equidi impiegati nel turismo possono trovarsi in una situazione di tutela frammentata e che, in assenza di regole specifiche, il loro benessere può essere maggiormente esposto a rischi.

Quali sono gli equidi impiegati nel turismo?

La guida considera diverse attività turistiche nelle quali possono essere utilizzati equidi da lavoro, tra cui:

  • carrozze trainate da cavalli;

  • trekking con asini e pony;

  • passeggiate a cavallo;

  • pony utilizzati nelle fiere;

  • fattorie didattiche e strutture con animali;

  • maneggi temporanei;

  • strutture assimilabili a zoo o petting zoo.

Il documento sottolinea che gli equidi possono essere utilizzati nel turismo in modi differenti e che non tutte le attività presentano necessariamente gli stessi rischi. Il principio centrale è quindi quello della valutazione delle condizioni individuali dell'animale e delle caratteristiche del lavoro svolto. (Food Safety)

Quali rischi per il benessere?

Secondo la guida, alcune condizioni possono aumentare il rischio di problemi di salute e benessere, tra cui zoppia, disidratazione, malnutrizione, lesioni, malattie, paura, comportamenti stereotipati ed esaurimento.

Tra i fattori di rischio vengono indicati una formazione insufficiente delle persone che gestiscono gli animali, pratiche di gestione inadeguate, assistenza veterinaria o podologica insufficiente, carichi eccessivi, lavoro eccessivo, condizioni climatiche estreme e inquinamento ambientale.

Particolare attenzione viene posta anche alla qualità della gestione: un finimento o una bardatura non adeguatamente adattati all'anatomia dell'animale possono provocare lesioni, mentre una gestione inadeguata degli zoccoli può contribuire a dolore e zoppia. (Food Safety)

L'idoneità al lavoro dovrebbe essere valutata individualmente

Uno degli aspetti più interessanti della guida è il principio secondo cui non dovrebbe essere sufficiente stabilire se un equide appartiene genericamente a una determinata categoria: occorre valutare la sua effettiva idoneità al lavoro.

La raccomandazione indica, in generale, un'età minima di 4 anni per l'impiego lavorativo, considerando che prima di questa età lo sviluppo fisico non è ancora completo. Per gli equidi anziani, la guida indica invece che quelli di età superiore a circa 20 anni non dovrebbero essere utilizzati nelle attività turistiche.

Si tratta comunque di indicazioni generali e non di un automatismo basato esclusivamente sull'età. La guida precisa che l'idoneità deve essere valutata caso per caso, tenendo conto anche della razza, delle condizioni individuali e del tipo di attività richiesta. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata anche alle fattrici negli ultimi tre mesi di gravidanza e nei tre mesi successivi al parto. (Food Safety)

Orari di lavoro e pause

La guida propone limiti precisi per gli equidi impiegati nel turismo.

Gli animali idonei al lavoro dovrebbero essere impiegati per un massimo di 6 giorni alla settimana e 8 ore al giorno, esclusi i periodi di riposo.

Dovrebbero inoltre essere previste pause almeno ogni 4 ore di lavoro, della durata minima di 30 minuti, durante le quali l'equide dovrebbe poter essere alimentato, abbeverato e lasciato riposare in condizioni protette dalle intemperie e, quando possibile, da rumore eccessivo.

La guida sottolinea inoltre l'importanza di disporre di un numero sufficiente di animali per coprire il lavoro complessivo, organizzando eventualmente turni in modo da evitare che il carico di lavoro ricada sempre sugli stessi soggetti. (Food Safety)

Acqua e alimentazione

Gli equidi da lavoro dovrebbero avere accesso ad acqua potabile pulita almeno ogni 4 ore.

Anche l'alimentazione dovrebbe essere adeguata alla specie, alla quantità di lavoro e alle caratteristiche individuali dell'animale.

Quando possibile, la gestione alimentare dovrebbe inoltre favorire comportamenti naturali come pascolamento, brucatura e ricerca del cibo, soprattutto durante i periodi nei quali l'animale non lavora. (Food Safety)

Il caldo è un fattore di rischio

Le condizioni climatiche rappresentano uno dei principali fattori di rischio individuati dalla guida.

Gli operatori dovrebbero evitare, quando necessario, le ore più calde o più fredde della giornata. La raccomandazione indica inoltre che gli equidi non dovrebbero lavorare quando la temperatura ambientale supera i 35 °C.

Durante le pause, in condizioni di temperatura elevata, gli animali dovrebbero poter accedere ad aree ombreggiate e ventilate. Dovrebbero inoltre essere disponibili ripari adeguati per proteggerli dalle condizioni meteorologiche estreme. (Food Safety)

Questo punto assume particolare rilevanza per le attività turistiche estive, soprattutto in contesti urbani o su percorsi caratterizzati da asfalto, scarsa ombreggiatura e forte esposizione al calore.

Quanto peso può trasportare un equide?

La guida non propone un unico limite valido indistintamente per tutti gli animali. Il carico massimo dovrebbe essere valutato individualmente considerando, tra gli altri fattori, dimensioni, condizione corporea, forma fisica, età, durata e intensità dello sforzo, pendenza e caratteristiche del terreno e condizioni meteorologiche.

Come indicazione generale, il documento raccomanda che un cavallo non trasporti più del 20% del proprio peso corporeo, considerando comunque intensità e durata dello sforzo.

Per asini e muli viene indicato come riferimento generale un limite del 33% del peso corporeo, anche in questo caso da interpretare considerando le circostanze specifiche. (Food Safety)

Il dato, quindi, non dovrebbe essere trasformato in una semplice formula commerciale del tipo “un cavallo di X kg può portare Y kg”: la stessa guida sottolinea la necessità di una valutazione individuale.

Zoccoli, finimenti e attrezzature

La cura degli zoccoli dovrebbe essere affidata a professionisti adeguatamente formati. La guida raccomanda, in generale, il pareggio e, quando necessario, il rinnovo della ferratura ogni 6-8 settimane.

Anche le attrezzature devono essere controllate attentamente.

Finimenti, bardature e altri strumenti dovrebbero essere puliti, asciutti, correttamente adattati all'animale e non provocare dolore, disagio o lesioni.

La guida raccomanda inoltre di rimuovere le attrezzature durante i periodi di riposo e, idealmente, anche durante l'alimentazione e l'abbeverata. (Food Safety)

Un equide malato o ferito dovrebbe essere escluso dal lavoro

Il documento stabilisce un principio particolarmente importante: un equide malato o ferito dovrebbe essere ritirato dall'attività lavorativa e sottoposto alle cure di un professionista qualificato.

L'animale dovrebbe tornare al lavoro soltanto dopo il recupero.

La salute e il benessere, quindi, dovrebbero essere valutati prima, durante e dopo la vita lavorativa dell'equide. La guida sottolinea anche che i costi necessari a garantire cure adeguate e assistenza sanitaria dovrebbero essere considerati nell'analisi economica dell'attività turistica. (Food Safety)

Formazione delle persone che lavorano con gli equidi

La competenza di chi gestisce gli animali viene considerata uno degli elementi fondamentali per la loro tutela.

Addestratori, conduttori, veterinari, professionisti della cura degli zoccoli e altre figure coinvolte dovrebbero possedere conoscenze adeguate sulle esigenze fisiche e comportamentali degli equidi.

La guida sottolinea anche l'importanza delle differenze tra cavalli, asini e muli: le esigenze di gestione non dovrebbero essere considerate identiche per tutte le specie. (Food Safety)

Il trasporto deve essere gestito correttamente

Anche il trasporto può rappresentare una fonte di stress e di rischio.

Gli equidi dovrebbero essere gestiti correttamente durante le operazioni di carico e scarico e la durata del viaggio dovrebbe essere mantenuta il più breve possibile, nel rispetto delle norme applicabili.

La guida considera inoltre il benessere dell'animale anche al termine della carriera lavorativa: il ritiro dal lavoro non dovrebbe tradursi in abbandono o in una perdita delle condizioni necessarie a garantirne salute e benessere. (Food Safety)

Non è una legge europea, ma un riferimento per le buone pratiche

È importante non confondere le raccomandazioni della guida con obblighi di legge.

Il documento elaborato dalla Voluntary Initiative non è un atto legislativo dell'Unione europea e non sostituisce le norme nazionali, regionali o locali. La stessa guida precisa che le sue raccomandazioni sono pensate come standard minimi soprattutto nei contesti nei quali la tutela normativa è limitata e che eventuali disposizioni locali possono essere più restrittive. (Food Safety)

Il suo valore sta quindi anche nel fornire un riferimento comune per autorità, operatori e professionisti.

Dal documento del 2022 alla futura legislazione europea

Il tema non si è fermato alla guida del 2022.

Nel 2024 è stata pubblicata una nuova scheda informativa destinata al pubblico sulle attività turistiche con equidi, con indicazioni rivolte a chi sceglie di partecipare a passeggiate, trekking o altre esperienze turistiche con cavalli, asini e pony. (Eurogroup per gli Animali)

Nel settembre 2024 il White Paper Good welfare for equids ha inoltre evidenziato il problema della frammentazione normativa che interessa gli oltre 7 milioni di equidi presenti in Europa, sottolineando come la classificazione dell'animale come animale da lavoro, da compagnia, da sport o destinato ad altri impieghi possa incidere sul livello di protezione ricevuto. (Eurogroup per gli Animali)

Nel 2025, un'indagine europea sul benessere degli equidi ha nuovamente evidenziato problemi quali condizioni di mantenimento inadeguate, sovraccarico di lavoro, criticità nel trasporto, abbandono e debolezza dei sistemi di controllo, chiedendo un quadro europeo maggiormente armonizzato e specifico per gli equidi. (Eurogroup per gli Animali)

Ancora più rilevante è il lavoro svolto nell'ambito della stessa Voluntary Initiative per fornire alla Commissione europea raccomandazioni sui possibili contenuti della futura legislazione sul benessere degli equidi. Il documento più recente riguarda animali detenuti, trasporto e macellazione e comprende temi quali alimentazione e acqua, ambiente, formazione delle persone responsabili, arricchimento, interazioni sociali, prevenzione delle malattie, cura degli zoccoli, idoneità fisica e mentale, gestione del fine vita e attrezzature. La Commissione precisa tuttavia che queste raccomandazioni non sono state adottate come conclusioni della Piattaforma e costituiscono materiale informativo destinato al proprio lavoro legislativo. (Food Safety)

La revisione della legislazione europea sul benessere animale è tuttora in corso. La Commissione europea ha confermato che il lavoro sulla futura normativa tiene conto anche delle raccomandazioni elaborate dalla Voluntary Initiative sul benessere degli equidi. (Food Safety)

Perché questa guida è importante

La guida europea sul turismo con equidi rappresenta quindi un documento di riferimento, non una legge.

Il suo interesse sta nell'aver individuato alcuni parametri concreti attraverso i quali valutare la compatibilità tra attività turistica e benessere dell'animale: idoneità individuale, età, condizioni fisiche, carico di lavoro, pause, accesso all'acqua, alimentazione, temperature, peso trasportato, cura degli zoccoli, adeguatezza dei finimenti, competenza delle persone e gestione del ritiro dal lavoro.

Sono criteri che possono essere utilizzati anche per una domanda più ampia: non soltanto se un'attività turistica con equidi è consentita, ma se le modalità con cui viene svolta sono compatibili con la tutela del loro benessere.

Fonti principali: Commissione europea, Guidance for competent authorities and tourism operators to ensure the welfare of working equids in tourism (2022); Commissione europea, EU Platform on Animal Welfare; Voluntary Initiative on the Welfare of Equids; Eurogroup for Animals, Good welfare for equids (2024) ed Equine survey report(2025).

Questa versione secondo me è molto più forte dell'originale per il sito: mantiene tutto ciò che era utile, elimina il rischio di far sembrare le raccomandazioni una legge, e soprattutto crea un ponte editoriale verso il lavoro europeo successivo.

E c'è un punto SEO interessante: non la terrei come articolo generico “turismo equestre”, ma la farei diventare un contenuto di riferimento per il cluster benessere degli equidi / equidi da lavoro / turismo con cavalli, asini e pony, collegandola poi agli articoli su caldo, peso trasportato, finimenti, lavoro del cavallo, cavallo anziano e welfare.

La pagina ufficiale della Commissione oggi raccoglie sia la guida del 2022 sia le nuove raccomandazioni sugli equidi per la futura legislazione. (Food Safety)

Guida ufficiale della Commissione europea sul benessere degli equidi impiegati nel turismo
Raccomandazioni della Voluntary Initiative per la futura legislazione europea sugli equidi

 

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