La frusta nelle corse di cavalli è da anni uno dei punti più controversi del rapporto tra esseri umani e animali nello sport.
Per chi la difende, è uno strumento di comunicazione utilizzato per incoraggiare il cavallo, correggerne la direzione o contribuire alla sicurezza durante la corsa.
Per chi ne contesta l'impiego, è invece uno strumento avversivo che non dovrebbe essere utilizzato per ottenere una prestazione atletica.
Ma il dibattito sulla frusta non riguarda soltanto la tecnica di monta.
Riguarda anche quali valori una società considera accettabili nel rapporto con gli animali impiegati nello sport e quanto l'opinione pubblica possa influenzare le regole di un settore.
È proprio questo il tema di uno studio pubblicato nel 2016 su Animals da Raewyn Graham e Phil McManus, della University of Sydney: Changing Human-Animal Relationships in Sport: An Analysis of the UK and Australian Horse Racing Whips Debates. (MDPI)
Uno studio sul dibattito, non sulla frusta
La ricerca aveva un obiettivo preciso: analizzare le diverse rappresentazioni dell'uso della frusta nelle corse al galoppo, osservando come il tema veniva raccontato dalla stampa tradizionale e dai social media.
Gli autori hanno esaminato tre periodi in due Paesi: l'Australia nel 2009, il Regno Unito nel 2011 e, successivamente, il periodo compreso tra agosto 2014 e agosto 2015 in entrambi i Paesi.
L'obiettivo era capire se l'introduzione di nuove regole avesse modificato anche il modo in cui la frusta veniva raccontata e percepita. (PubMed Central (PMC))
Il principale conflitto individuato dagli autori era molto netto.
Da una parte, la frusta veniva descritta come strumento necessario per sicurezza, correzione e incoraggiamento.
Dall'altra, veniva rappresentata come strumento di crudeltà e quindi come qualcosa da vietare, non semplicemente da regolamentare.
Questa contrapposizione non era scomparsa dopo l'introduzione delle nuove regole.
La stampa e i social raccontavano due dibattiti diversi
Uno dei risultati più interessanti riguardava proprio le fonti di informazione.
La stampa tradizionale tendeva a dare maggiore spazio alle persone appartenenti al settore delle corse, in particolare giornalisti e operatori legati all'industria.
I social media offrivano invece uno spazio più accessibile alle posizioni critiche, compresi i gruppi e le persone impegnate nella tutela degli animali.
Gli autori osservavano quindi una differenza significativa tra i due ecosistemi informativi: chi contestava l'uso della frusta aveva maggiori probabilità di esprimersi attraverso i social media rispetto alla stampa tradizionale. (PubMed Central (PMC))
La trasformazione è importante perché modifica anche chi può partecipare alla costruzione della narrazione.
Prima dei social, la capacità di raggiungere un pubblico molto ampio dipendeva in gran parte dall'accesso ai media tradizionali.
Con i social, anche persone esterne all'industria possono documentare episodi, diffondere immagini, commentare le pratiche sportive e costruire una narrazione alternativa.
Il cambiamento delle regole
Nel frattempo, il dibattito non è rimasto soltanto mediatico.
Nel Regno Unito, la British Horseracing Authority ha avviato nel 2022 una revisione approfondita delle regole sulla frusta, che ha prodotto un pacchetto di 20 raccomandazioni.
Le nuove regole sono entrate in vigore nel 2023.
Inizialmente era stato proposto di consentire l'uso della frusta per incoraggiamento soltanto in posizione backhand. Dopo ulteriori consultazioni, questa parte è stata modificata e la frusta può essere utilizzata sia in posizione forehand sia backhand, mentre è stato ridotto il numero massimo di utilizzi consentiti: sei nelle corse in piano e sette nelle corse a ostacoli. (Autorità ippica britannica)
La normativa britannica prevede inoltre che la frusta venga utilizzata solo per sicurezza e incoraggiamento e stabilisce condizioni precise: il cavallo deve avere tempo per rispondere, la frusta non deve essere usata con forza eccessiva, non deve essere utilizzata quando il cavallo è fuori competizione o quando sta chiaramente vincendo e non deve essere impiegata oltre il limite previsto. (Autorità ippica britannica)
Sono previste anche sanzioni più severe e, nei casi più gravi, la possibilità di squalificazione.
La situazione britannica oggi
La revisione non è rimasta una modifica teorica.
La BHA pubblica anche i dati relativi all'applicazione delle nuove regole.
Nel 2024 sono state registrate 89.005 corse, con 597 rinvii al Whip Review Committee e 545 violazioni accertate, pari allo 0,61% delle corse.
La maggioranza delle violazioni riguardava il superamento del numero massimo consentito di utilizzi. Sono state inoltre registrate violazioni per uso senza lasciare sufficiente tempo di risposta, uso nel punto sbagliato, uso quando il cavallo era fuori competizione e altri comportamenti vietati.
Nel 2024 sono state quattro le squalifiche associate a violazioni della normativa sulla frusta. (Autorità ippica britannica)
Questi numeri mostrano un cambiamento significativo rispetto alla situazione descritta nello studio del 2016: oggi il controllo dell'utilizzo della frusta è accompagnato da un sistema di monitoraggio e sanzioni molto più strutturato.
Ma le nuove regole hanno risolto il problema?
Non necessariamente.
Hanno modificato ciò che è consentito dalle regole, ma non hanno eliminato il conflitto di fondo.
La stessa BHA riconosce che il tema continua a essere controverso e afferma che la scienza sull'impatto della frusta sul cavallo è ancora inconclusiva. (Autorità ippica britannica)
Questo è un punto importante.
Una regola che stabilisce quante volte una frusta può essere utilizzata non risponde automaticamente alla domanda biologica:
che cosa percepisce il cavallo quando viene colpito e quale effetto ha questo sulla sua condizione?
Il limite numerico è uno strumento regolatorio. Non è una misura diretta del benessere.
La ricerca sull'efficacia della frusta si è evoluta
Dal 2016 a oggi sono comparsi ulteriori studi che permettono di aggiungere un elemento importante alla discussione.
Uno studio pubblicato nel 2025 su Frontiers in Animal Science ha analizzato l'uso della frusta nel trotto svedese, osservando i video di 16 corse e 48 cavalli arrivati nei primi tre posti.
Sono state registrate 268 frustate. Il numero per cavallo variava da zero a 16, con una media di 5,6.
Non è stata osservata una differenza significativa nel numero di frustate ricevute dai cavalli arrivati primo, secondo o terzo.
Ma il risultato più interessante riguarda la velocità: le frustate erano più frequentemente seguite da una decelerazionepiuttosto che da un'accelerazione, soprattutto negli ultimi 100 metri della corsa. (Frontiers)
Gli autori concludono che, in quel campione, utilizzare la frusta per incoraggiare il cavallo ad aumentare la velocità nella parte finale della corsa appare inefficace e dovrebbe essere evitato dal punto di vista del benessere.
È importante sottolineare che si tratta di uno studio piccolo e relativo al trotto svedese, quindi non può essere automaticamente esteso a tutte le discipline o a tutte le corse.
Ma aggiunge un dato concreto alla discussione sull'efficacia della frusta.
E la sicurezza?
La sicurezza è uno degli argomenti più frequentemente utilizzati a favore della frusta.
Secondo la posizione dell'industria britannica, la frusta rappresenta uno strumento di comunicazione e sicurezza e il suo utilizzo regolamentato può essere giustificato. (Autorità ippica britannica)
Tuttavia, la letteratura scientifica non consente di considerare questa affermazione come definitivamente dimostrata.
Una revisione della letteratura citata nella discussione contemporanea sulla frusta evidenzia che non esiste una prova conclusiva che l'uso della frusta aumenti la sicurezza nelle corse. Anche studi precedenti hanno messo in relazione determinati utilizzi della frusta o segnali di accelerazione con il rischio di caduta o lesioni, ma il rapporto causale è complesso e dipende dal contesto. (Frontiers)
Lo studio del 2025 sul trotto, inoltre, conclude esplicitamente che gli aspetti legati alla sicurezza necessitano di ulteriori ricerche. (Frontiers)
La frusta “non fa male”?
Anche questa affermazione va trattata con cautela.
Le corse britanniche utilizzano oggi fruste imbottite e ad assorbimento di energia. La BHA sottolinea che il modello attuale è stato sviluppato anche con il contributo della RSPCA e che il suo impiego è sottoposto a limiti e controlli. (Autorità ippica britannica)
Questo, però, non equivale a dimostrare che qualsiasi colpo sia necessariamente indolore.
Già nel 2015 una revisione critica della letteratura aveva evidenziato quanto fossero limitate le evidenze scientifiche disponibili sull'effetto della frusta: mancavano dati sufficienti per stabilire con certezza come progettare la frusta, quale forza utilizzare, quante volte, in quale punto del corpo e quali fossero le conseguenze sul benessere del cavallo. (MDPI)
Oggi la situazione scientifica è più ricca, ma non è ancora possibile trasformare una determinata caratteristica della frusta o un limite regolamentare in una prova generale di assenza di dolore.
Dalla regolamentazione alla domanda più ampia
È qui che lo studio di Graham e McManus conserva ancora il suo interesse.
La loro ricerca mostrava che il dibattito sulla frusta non era soltanto un conflitto tra due opinioni sulla tecnica.
Era anche un conflitto tra due modi diversi di concepire il rapporto tra esseri umani e cavalli nello sport.
Da una parte c'è una visione nella quale la frusta può essere uno strumento legittimo, purché utilizzato entro limiti considerati accettabili.
Dall'altra c'è chi ritiene che il problema non sia soltanto l'abuso dello strumento, ma l'utilizzo stesso di uno stimolo avversivo per ottenere una prestazione.
Le nuove regole possono ridurre gli utilizzi e punire gli eccessi, ma non eliminano questa differenza di valori.
I social media hanno cambiato il confronto
Su questo punto la ricerca del 2016 appare ancora sorprendentemente attuale.
I social media hanno ridotto la distanza tra ciò che accade in pista e ciò che il pubblico può vedere.
Un'immagine o un video possono diventare oggetto di discussione in pochi minuti, raggiungendo persone completamente estranee al mondo delle corse.
Questo significa che l'industria non dialoga più soltanto con i propri appassionati e con i media specializzati.
Deve confrontarsi anche con persone che non considerano scontato che l'utilizzo di un animale nello sport sia socialmente accettabile.
È quello che gli autori descrivevano come un cambiamento delle relazioni tra esseri umani e animali nello sport: i valori sociali cambiano e i nuovi mezzi di comunicazione rendono visibili prospettive che in precedenza avevano meno spazio. (PubMed)
Che cosa è cambiato dal 2016?
Molto, ma non tutto.
Nel Regno Unito esistono oggi fruste imbottite, limiti numerici più restrittivi rispetto al passato, controlli sistematici, un Whip Review Committee e sanzioni specifiche. (Autorità ippica britannica)
Nel frattempo, la ricerca ha continuato a interrogarsi non soltanto sulla quantità di utilizzo, ma anche sull'efficacia e sulle conseguenze del gesto.
E il dibattito pubblico è diventato ancora più visibile.
Ma la domanda centrale rimane:
se la frusta viene utilizzata per ottenere una risposta dal cavallo, quanto è necessario utilizzarla e quale costo comporta per l'animale?
La risposta non può essere affidata soltanto alla tradizione, alla percezione del pubblico o alle regole dell'industria.
Richiede ricerca indipendente, osservazione del comportamento, valutazione del benessere e confronto trasparente tra evidenze scientifiche e pratiche sportive.
La ricerca continua
Lo studio di Graham e McManus non aveva l'obiettivo di stabilire se la frusta fosse giusta o sbagliata.
Aveva mostrato piuttosto come il significato attribuito alla frusta fosse diventato terreno di confronto tra valori diversi e come i social media avessero dato maggiore visibilità alle posizioni critiche.
A distanza di anni, la questione è ancora aperta.
La differenza è che oggi disponiamo di nuove regole, di sistemi di controllo più strutturati e di nuove ricerche sull'efficacia dell'utilizzo della frusta.
Il passo successivo dovrebbe essere continuare a spostare la discussione dalla domanda “quante volte è consentito?” a domande più complete:
serve davvero? quale risposta produce? quali conseguenze ha sul cavallo? e possiamo ottenere lo stesso risultato con modalità meno avversive?
Sono domande che riguardano non soltanto la regolamentazione delle corse, ma il modo in cui una società decide di utilizzare gli animali nello sport.
Riferimenti scientifici
Graham R., McManus P. (2016). Changing Human-Animal Relationships in Sport: An Analysis of the UK and Australian Horse Racing Whips Debates. Animals, 6(5), 32. DOI: 10.3390/ani6050032. (MDPI)
Sandberg A., Melani M., Flöhr A., Yngvesson J. (2025). Whip use in trotting racing–effects on speed change and finishing position. Frontiers in Animal Science, 5, 1416503. DOI: 10.3389/fanim.2024.1416503. (Frontiers)
Jones B., Goodfellow J., Yeates J., McGreevy P. (2015). A Critical Analysis of the British Horseracing Authority's Review of the Use of the Whip in Horseracing. Animals, 5(1), 138–150. (MDPI)
