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Frusta, imboccature e tensione delle redini nel cavallo: cosa dice la ricerca scientifica

L'uso della frusta, delle imboccature e delle redini nelle discipline equestri è da tempo oggetto di discussione.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a utilizzare strumenti più precisi per misurare ciò che prima veniva valutato quasi esclusivamente attraverso l'osservazione: tensione delle redini, comportamento, variazioni della velocità, frequenza cardiaca e altri indicatori di risposta del cavallo.

Le evidenze non consentono ancora di trarre conclusioni definitive su tutti gli strumenti e su tutte le discipline. Tuttavia, alcuni risultati sono particolarmente interessanti per il trotto e sollevano domande importanti sul rapporto tra regolamento sportivo e benessere.

La frusta nel trotto: aumenta davvero la velocità?

Uno studio pubblicato nel 2024 ha analizzato l'utilizzo della frusta durante 16 corse di trotto.

Il numero di colpi ricevuti dai cavalli variava da 0 a 16, con una media di 5,6 colpi per cavallo.

I ricercatori hanno osservato che i colpi di frusta erano più frequentemente seguiti da una decelerazione piuttosto che da un'accelerazione.

Non è stata inoltre osservata una differenza nel numero di colpi ricevuti tra i cavalli arrivati nelle prime tre posizioni.

Gli autori concludono che l'utilizzo della frusta con l'obiettivo di aumentare la velocità del cavallo negli ultimi metri della corsa dovrebbe essere evitato dal punto di vista del welfare.

Lo studio ha però dimensioni limitate e gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche, anche sugli aspetti relativi alla sicurezza.

Tensione delle redini nei trottatori

La tensione delle redini è un altro parametro che può essere misurato oggettivamente.

Uno studio pubblicato nel 2022 ha misurato la tensione delle redini in trottatori durante il lavoro in pista.

La tensione aumentava con l'aumento della frequenza cardiaca e risultava superiore rispetto ai valori precedentemente riportati per alcune attività di equitazione.

Il dato è interessante perché dimostra che la gestione delle redini nel trotto può generare forze rilevanti e che queste possono essere misurate invece di essere lasciate alla sola valutazione soggettiva.

Tensione delle redini e comportamento

Un successivo studio pilota pubblicato nel 2024 ha analizzato proprio la relazione tra tensione delle redini, comportamento e bocca dei trottatori durante il lavoro in pista.

La ricerca ha evidenziato un'associazione tra maggiore tensione delle redini e alcuni comportamenti, tra cui una maggiore durata dell'apertura della bocca.

Si tratta di uno studio pilota, quindi i risultati non possono essere generalizzati automaticamente a tutti i trottatori.

Il dato è però importante perché mostra la possibilità di utilizzare contemporaneamente misure strumentali e indicatori comportamentali per valutare il rapporto tra modalità di conduzione e risposta del cavallo.

Cosa ci dicono i comportamenti?

L'apertura della bocca, i movimenti della testa e altri comportamenti durante il lavoro possono avere cause differenti.

Non è corretto interpretare automaticamente un singolo comportamento come prova di dolore.

Tuttavia, la ricerca sul welfare equino considera alcuni comportamenti potenziali indicatori di disagio o conflitto e suggerisce di valutarli insieme al contesto, alla modalità di lavoro e agli altri parametri disponibili.

Questo è particolarmente importante perché un comportamento che nel mondo sportivo viene considerato semplicemente “normale” può meritare una valutazione più approfondita quando compare con frequenza o intensità anomala.

Le imboccature

L'imboccatura permette di trasmettere segnali attraverso le redini, ma il suo effetto dipende da numerosi fattori:

  • conformazione della bocca;
  • caratteristiche dell'imboccatura;
  • adattamento;
  • tensione delle redini;
  • durata del contatto;
  • tecnica di conduzione;
  • esperienza del cavallo;
  • eventuali problemi dentali o orali.

La letteratura scientifica ha evidenziato che l'utilizzo dell'imboccatura può avere implicazioni per il welfare e che la sua valutazione non dovrebbe essere separata dal modo in cui viene utilizzata.

Per questo la semplice classificazione di un'imboccatura come “morbida” o “severa” non è sufficiente a descriverne l'effetto reale sul cavallo.

L'importanza dell'adattamento

Un'imboccatura non adeguata o utilizzata con una tensione elevata può aumentare il rischio di disagio.

Anche la qualità dell'adattamento dell'attrezzatura deve quindi essere considerata.

La ricerca recente sottolinea infatti l'importanza della competenza nella scelta e nell'adattamento di briglia e imboccatura, riconoscendo che l'attrezzatura deve essere valutata in relazione al singolo cavallo e al binomio.

Regolamento e welfare non sono la stessa cosa

Un'attrezzatura può essere ammessa dal regolamento e allo stesso tempo essere utilizzata in modo inappropriato.

Allo stesso modo, il fatto che una determinata modalità di conduzione sia prevista dalle regole sportive non significa automaticamente che ogni suo utilizzo abbia lo stesso effetto sul cavallo.

Questa distinzione è importante.

La ricerca scientifica può contribuire a valutare gli effetti delle pratiche sportive; il regolamento stabilisce invece ciò che è consentito all'interno della competizione.

Sono due piani diversi che dovrebbero dialogare tra loro.

La tecnologia può aiutare a controllare il welfare

Uno degli sviluppi più interessanti della ricerca riguarda proprio la possibilità di trasformare elementi soggettivi in dati misurabili.

Esistono già strumenti in grado di registrare:

  • tensione delle redini;
  • movimento;
  • frequenza cardiaca;
  • parametri respiratori;
  • carico di lavoro;
  • irregolarità dell'andatura.

Nel 2025 una revisione sul welfare negli sport equestri ha evidenziato proprio il ruolo crescente di metodi oggettivi di valutazione e la necessità di integrare le conoscenze scientifiche nei sistemi di controllo dello sport.

Cosa ancora non sappiamo

La ricerca è in evoluzione.

Molti studi hanno:

  • campioni relativamente piccoli;
  • protocolli differenti;
  • discipline diverse;
  • condizioni sperimentali non direttamente comparabili.

Per questo è importante evitare conclusioni assolute.

Uno studio condotto sui trottatori non può essere automaticamente esteso al galoppo o all'equitazione.

Allo stesso modo, un'associazione statistica non dimostra necessariamente un rapporto causale.

La corretta interpretazione scientifica richiede quindi prudenza.

Cosa possiamo già dire

Le ricerche più recenti permettono però di affermare alcuni punti con maggiore solidità.

La tensione delle redini può essere misurata.

Nei trottatori è stata osservata un'associazione tra tensione delle redini e alcuni comportamenti legati alla bocca.

L'utilizzo della frusta durante il trotto non ha mostrato, nello studio considerato, un effetto di accelerazione coerente con il suo utilizzo come stimolo alla velocità; i colpi sono stati più frequentemente seguiti da una decelerazione.

La qualità dell'attrezzatura e il modo in cui viene utilizzata devono essere considerati insieme.

E la ricerca sta progressivamente sviluppando strumenti che consentono di valutare il welfare con dati più oggettivi.

Il ruolo della ricerca scientifica

La ricerca non dovrebbe essere utilizzata per dimostrare a priori che una disciplina è “buona” o “cattiva”.

Il suo ruolo è molto più utile:

misurare ciò che accade al cavallo e verificare quali pratiche producono quali effetti.

Questo permette anche allo sport di migliorarsi.

Se una determinata pratica non produce il risultato sportivo atteso ma aumenta il rischio di disagio, la domanda dovrebbe essere se sia davvero necessario mantenerla.

Se invece una determinata attrezzatura può essere utilizzata correttamente e senza effetti negativi rilevanti, la ricerca può contribuire a definirne modalità di utilizzo più sicure.

Il punto di vista di Horse Angels

Per Horse Angels il confronto tra regolamenti nazionali è interessante, ma la ricerca scientifica offre uno strumento ancora più importante.

Non basta chiedersi:

“È consentito?”

È necessario chiedersi anche:

“Che cosa succede al cavallo quando viene utilizzato?”

Regole, controlli e sanzioni sono indispensabili.

Ma possono evolvere proprio grazie alla conoscenza scientifica.

L'obiettivo dovrebbe essere costruire regolamenti sempre più basati su evidenze e capaci di ridurre dolore, disagio e rischi evitabili durante l'attività sportiva.

In sintesi

La ricerca scientifica sta rendendo sempre più misurabili aspetti che per lungo tempo sono stati valutati soprattutto attraverso l'esperienza degli operatori.

Frusta, imboccature e redini non sono semplicemente elementi dell'attrezzatura sportiva.

Sono strumenti attraverso i quali vengono trasmessi segnali al cavallo e il loro effetto dipende da caratteristiche, modalità, intensità e contesto di utilizzo.

Le evidenze disponibili non hanno ancora risposto a tutte le domande.

Ma una cosa è già chiara:

più siamo capaci di misurare ciò che accade al cavallo, meno possiamo affidarci soltanto all'abitudine o alla tradizione.

Studi e approfondimenti scientifici

  • Sandberg A. et al., Whip use in trotting racing – effects on speed change and finishing position — 2024/2025.
  • Egenvall A. et al., Rein tension in harness trotters during on-track exercise — 2022.
  • Tuomola K. et al., Is rein tension associated with horse behaviour and mouth characteristics in trotters? — 2024.
  • Holmes T.Q. et al., Champing at the Bit for Improvements: A Review of Equine Welfare — 2022.
  • Uldahl M. et al., Regulatory Integrity and Welfare in Horse Sport — 2025.

Aggiornamento: agosto 2026

 

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