effetti sulla funzione immunitaria e sui parametri di salute
Uno studio pubblicato nel 2023 su Veterinary Immunology and Immunopathology ha valutato gli effetti della somministrazione orale di cannabidiolo (CBD) sulla funzione immunitaria e su alcuni parametri di salute in cavalli anziani. I risultati hanno evidenziato una riduzione dell'espressione di alcune citochine infiammatorie, ma non modifiche significative degli altri principali parametri immunitari e di salute valutati. Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per stabilire l'effettiva utilità del CBD nel cavallo.
Perché studiare il CBD nel cavallo?
Il cannabidiolo (CBD) è un composto derivato dalla cannabis che negli ultimi anni ha suscitato interesse per i suoi possibili effetti antinfiammatori e analgesici.
La maggior parte delle evidenze disponibili riguarda però altre specie, soprattutto l'essere umano. Per questo motivo sono necessari studi specifici sugli equini prima di poter stabilire se e in quali condizioni il CBD possa avere un'utilità clinica nel cavallo.
Lo studio condotto da Shelley Turner e collaboratori ha affrontato in particolare il possibile effetto del CBD sulla funzione immunitaria dei cavalli anziani.
L'obiettivo era verificare se la somministrazione prolungata di CBD potesse modificare la produzione di mediatori dell'infiammazione, la risposta immunitaria a una vaccinazione e alcuni parametri ematologici e metabolici.
Come è stato condotto lo studio
Sono stati coinvolti 27 cavalli anziani, suddivisi in due gruppi:
- 13 cavalli hanno ricevuto CBD;
- 14 cavalli hanno ricevuto olio di soia come controllo.
Il CBD è stato somministrato per via orale alla dose di 2 mg/kg al giorno per 90 giorni.
Il trattamento si è svolto tra luglio e novembre 2021.
I ricercatori hanno raccolto campioni di sangue nei giorni 0, 30, 60 e 90, prima della somministrazione del trattamento.
Al termine dei 90 giorni, tutti i cavalli sono stati vaccinati contro l'influenza equina e sono stati effettuati ulteriori prelievi nei giorni 14 e 21 dopo la vaccinazione.
Questo ha permesso di valutare non soltanto eventuali modificazioni dell'attività infiammatoria, ma anche se il CBD potesse influenzare la risposta anticorpale alla vaccinazione.
Cosa è stato misurato?
La ricerca ha utilizzato diverse metodologie per valutare la risposta immunitaria.
Sono state analizzate le concentrazioni plasmatiche di CBD e dei suoi metaboliti, in particolare 7-OH-CBD e 7-COOH-CBD.
Sono stati inoltre eseguiti:
- emocromo;
- profilo biochimico;
- analisi dell'espressione di diverse citochine;
- valutazione di IFN-γ e TNF-α;
- analisi della proteina C-reattiva;
- misurazione dell'antagonista del recettore dell'interleuchina-1;
- misurazione della prostaglandina E2;
- valutazione della risposta anticorpale alla vaccinazione contro l'influenza;
- test di stimolazione con ormone di rilascio della tireotropina;
- test orale dello zucchero.
Le cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) sono state inoltre stimolate in laboratorio e analizzate mediante citometria a flusso e RT-PCR per valutare l'espressione di geni associati alla risposta infiammatoria.
Cosa hanno trovato i ricercatori?
Il risultato più evidente ha riguardato alcune citochine coinvolte nei processi infiammatori.
Nei cavalli trattati con CBD è stata osservata una diminuzione significativa dell'espressione di:
IFN-γ al giorno 60
e di
IL-6 ai giorni 60 e 90
rispetto al gruppo di controllo.
Si tratta di un risultato che suggerisce che il CBD, alla dose utilizzata nello studio, possa avere un effetto sulla produzione di alcuni mediatori della risposta infiammatoria.
Ma questo risultato deve essere interpretato con cautela.
La riduzione di alcune citochine non equivale automaticamente a dimostrare un miglioramento clinico del cavallo.
Lo studio non ha infatti dimostrato che il CBD abbia curato una malattia, ridotto il dolore o migliorato in modo misurabile il benessere degli animali.
Nessun effetto significativo sulla risposta vaccinale
Un'altra domanda importante riguardava la possibilità che il CBD modificasse la risposta immunitaria alla vaccinazione.
I titoli anticorpali contro l'influenza equina sono stati quindi misurati prima e dopo la vaccinazione.
Non sono state osservate differenze significative nella risposta anticorpale alla vaccinazione tra i due gruppi.
Questo significa che, nelle condizioni dello studio, il trattamento con CBD non ha mostrato un effetto significativo sulla risposta immunitaria umorale alla vaccinazione.
E gli altri parametri di salute?
Anche per gli altri parametri analizzati non sono emerse differenze significative attribuibili al trattamento con CBD.
In particolare, non sono state osservate alterazioni significative dell'emocromo o dei profili biochimici utilizzati per monitorare lo stato generale di salute.
Gli autori riferiscono quindi che, alla dose di 2 mg/kg somministrata quotidianamente per 90 giorni, non sono stati rilevati effetti avversi attraverso i parametri ematologici e biochimici valutati.
Questo dato è interessante per la sicurezza, ma non deve essere interpretato come dimostrazione della sicurezza del CBD in qualsiasi dose, durata o condizione clinica.
Cosa non dimostra questo studio
È probabilmente questo il punto più importante.
Lo studio non dimostra che il CBD sia un trattamento efficace per il dolore nel cavallo.
Non dimostra neppure che possa essere utilizzato per trattare malattie infiammatorie o immunitarie.
La ricerca ha osservato una modificazione di alcuni marcatori dell'attività infiammatoria in cavalli anziani trattati con CBD, ma non ha stabilito che questa modificazione produca un beneficio clinico.
Inoltre, il numero di animali coinvolti era relativamente contenuto: 27 cavalli complessivamente.
Per questo i risultati devono essere considerati come una delle prime evidenze sperimentali sul CBD nel cavallo e non come una prova definitiva della sua efficacia terapeutica.
Un dato importante: il CBD è stato rilevato nel sangue
Lo studio ha anche fornito informazioni sulla presenza del CBD e dei suoi metaboliti nel plasma dopo la somministrazione orale.
Tra i metaboliti misurati, 7-COOH-CBD è risultato quello maggiormente rilevante nei cavalli trattati.
Questi dati farmacocinetici sono importanti perché contribuiscono a comprendere cosa accade al CBD dopo la somministrazione nell'equino.
Per sviluppare eventualmente un uso terapeutico occorrono però ulteriori informazioni sulla farmacocinetica, sulle dosi, sulla durata del trattamento, sulle possibili interazioni con altri medicinali e sugli effetti a lungo termine.
Un primo passo, non una risposta definitiva
Lo studio di Turner e collaboratori rappresenta quindi un contributo iniziale alla conoscenza degli effetti del CBD nel cavallo anziano.
Il risultato più interessante è la riduzione dell'espressione di IFN-γ e IL-6 in determinati momenti del trattamento, mentre non sono stati osservati effetti significativi sugli altri principali parametri immunitari, sulla risposta anticorpale alla vaccinazione o sui parametri ematologici e biochimici valutati.
Gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere pienamente l'efficacia e le possibili applicazioni del CBD nella salute del cavallo.
Per ora, quindi, la conclusione più corretta è semplice:
il CBD mostra alcuni effetti biologici misurabili sulla risposta infiammatoria del cavallo anziano, ma non abbiamo ancora evidenze sufficienti per considerarlo un trattamento clinico efficace.
Riferimento scientifico
Turner S. et al. (2023). Effects of cannabidiol on immune function and health parameters in aged horses.
Veterinary Immunology and Immunopathology.
DOI: 10.1016/j.vetimm.2023.110549
