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Impianti dopo l’enucleazione: migliorano l’aspetto, ma possono aumentare il rischio di infezione

Quando un cavallo deve subire un’enucleazione, cioè la rimozione chirurgica dell’occhio, esiste la possibilità di inserire contestualmente un impianto orbitario per ridurre l’aspetto infossato dell’orbita e ottenere un risultato estetico più simile a quello di un occhio integro.

Ma l'impianto non è una scelta puramente estetica: essendo materiale estraneo inserito nell'orbita, può diventare un punto favorevole alla persistenza di un'infezione. Per questo il vantaggio cosmetico deve essere valutato insieme ai possibili rischi chirurgici.

Cosa aveva rilevato lo studio dell'Università di Utrecht

Uno studio retrospettivo pubblicato nel 2017 su BMC Veterinary Research ha analizzato 107 cavalli sottoposti a enucleazione transpalpebrale presso l'Università di Utrecht, nei Paesi Bassi. In 49 casi era stato inserito un impianto orbitario.

Nel complesso, 8 cavalli su 107, pari al 7,5%, svilupparono un'infezione del sito chirurgico.

Il dato più importante riguardava proprio l'impianto: il suo utilizzo era associato a un aumento di 7,5 volte delle probabilità di infezione (OR 7,5; P=0,04). Anche l'enucleazione eseguita con il cavallo in stazione risultava associata a un aumento del rischio, con un OR di 12,1.

Quando si verificava un'infezione in presenza di un impianto, il trattamento conservativo aveva scarse possibilità di successo: nei casi descritti, l'infezione persistente rese necessario aprire la ferita per consentire il drenaggio e, quando presente, rimuovere l'impianto.

Anche la causa che aveva portato alla rimozione dell'occhio sembrava avere un ruolo. I cavalli sottoposti a enucleazione per condizioni considerate più “pulite”, come uveite ricorrente, bulbi troppo piccoli o troppo grandi e tumori intraoculari, tendevano ad avere un rischio inferiore rispetto ai casi caratterizzati da perforazione o rottura corneale, ulcere infette o tumori extraoculari. Nei gruppi considerati più a rischio, il 17% dei cavalli con impianto sviluppò un'infezione che comportò la perdita dell'impianto.

Cosa è emerso dalle ricerche successive?

Le evidenze più recenti non permettono però di concludere che gli impianti debbano essere evitati in ogni caso.

Uno studio pubblicato nel 2021 ha seguito 20 cavalli sottoposti a enucleazione subcongiuntivale con inserimento di un impianto orbitario mentre erano in stazione. Con un protocollo standardizzato, le complicazioni riportate furono limitate: un caso presentò drenaggio dal sito chirurgico, risoltosi senza rimuovere l'impianto. A un anno, 19 cavalli erano disponibili per il follow-up e tutti i proprietari che avevano espresso una valutazione risultavano soddisfatti o molto soddisfatti del risultato estetico.

Questo studio è importante perché mostra che la presenza di un impianto non significa automaticamente che si svilupperà un'infezione. Il rischio dipende anche dal caso clinico, dalla contaminazione presente prima dell'intervento, dalla tecnica chirurgica e dalla gestione perioperatoria.

Un precedente studio retrospettivo su 37 cavalli aveva inoltre confrontato l'enucleazione con e senza una protesi a rete suturata. In quel campione non era stata rilevata una differenza statisticamente significativa nelle complicazioni postoperatorie tra i due gruppi, anche se un cavallo aveva dovuto rimuovere la rete per una fistola cronica. I cavalli che presentavano già infezione o infiammazione prima dell'intervento risultavano comunque più predisposti alle complicazioni.

La ricerca più recente punta anche sulla personalizzazione

La ricerca non si è fermata agli impianti tradizionali.

Nel 2023 è stato pubblicato uno studio pilota sulla possibilità di realizzare impianti orbitali personalizzati tramite stampa 3D. Il lavoro è stato condotto ex vivo su 12 teste equine e non dimostra ancora la sicurezza o l'efficacia dell'impianto in cavalli vivi, ma ha mostrato la fattibilità tecnica della produzione e del posizionamento di prototipi personalizzati.

Nel 2024 una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle soluzioni cosmetiche disponibili dopo la rimozione dell'occhio nel cavallo. Gli autori hanno concluso che gli impianti intraorbitali e le protesi intrasclerali possono offrire risultati cosmetici superiori, mentre le protesi a rete orbitale necessitano di ulteriori miglioramenti. La revisione sottolinea inoltre che, in casi selezionati, il ritorno al lavoro dopo l'enucleazione con impianto è possibile.

Quindi, cosa significa per il cavallo?

L'evidenza disponibile oggi porta a una conclusione più equilibrata rispetto a quella che si poteva trarre dal solo studio del 2017.

L'impianto può migliorare il risultato estetico, ma non è privo di rischi. Il dato più solido sul rischio infettivo rimane quello dello studio di Utrecht: in quella casistica l'inserimento dell'impianto era associato a un aumento significativo del rischio di infezione del sito chirurgico.

D'altra parte, studi successivi mostrano che con una selezione appropriata dei casi e protocolli chirurgici accurati è possibile ottenere buoni risultati anche utilizzando un impianto.

La domanda, quindi, non dovrebbe essere semplicemente “impianto sì o no?”, ma piuttosto: qual è il rapporto tra beneficio estetico e rischio chirurgico nel singolo caso?

Questo è particolarmente importante quando l'occhio viene rimosso in presenza di un'infezione, di un'ulcera perforata, di una rottura corneale o di una neoplasia extraoculare: proprio le condizioni in cui il campo chirurgico può essere maggiormente contaminato sembrano meritare maggiore prudenza nella scelta di inserire materiale protesico.

Per il cavallo, l'obiettivo primario dell'enucleazione rimane comunque la risoluzione della patologia o del dolore e il recupero della qualità di vita. Il miglioramento dell'aspetto esterno può essere un ulteriore obiettivo, ma dovrebbe essere valutato senza perdere di vista il possibile costo biologico di introdurre un corpo estraneo nell'orbita.

In altre parole: un risultato esteticamente migliore non è necessariamente un risultato clinicamente migliore.


Fonti:

Studio Utrecht 2017 – BMC Veterinary Research
Studio 2021 – orbital implant in standing horses
Review 2024 – Update on surgical cosmetic solutions in equine ophthalmology

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