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Il benessere dei cavalli appartenenti alle comunità Traveller e Gypsy nel Regno Unito e in Irlanda

Esistono gruppi di proprietari di cavalli sui quali si sono consolidate, nel tempo, rappresentazioni molto negative.

Tra questi ci sono le comunità Traveller e Gypsy del Regno Unito e dell'Irlanda, nelle quali il cavallo ha una particolare importanza culturale e familiare.

Ma quanto corrispondono queste rappresentazioni alla realtà osservabile?

Nel 2022 Marie Rowland e colleghi hanno pubblicato su Animals uno studio che ha cercato di rispondere alla domanda attraverso una valutazione diretta del benessere di 104 cavalli appartenenti a queste comunità. (MDPI)

La ricerca è particolarmente interessante perché, prima di questo lavoro, mancavano dati empirici sufficienti per descrivere in modo sistematico il benessere dei cavalli di proprietà di persone Traveller e Gypsy.

Perché era necessario uno studio?

Secondo gli autori, a queste comunità venivano spesso associate pratiche di gestione considerate potenzialmente problematiche per il benessere dei cavalli.

Il problema era che questa percezione non era accompagnata da una quantità equivalente di dati scientifici raccolti direttamente sugli animali.

Per questo i ricercatori hanno scelto di non partire dalla reputazione delle comunità, ma dal cavallo.

Hanno valutato salute, condizioni fisiche, risorse disponibili, modalità di gestione e comportamento, aggiungendo una valutazione dello stato emotivo attraverso il Qualitative Behaviour Assessment, o QBA. (PubMed Central (PMC))

È un'impostazione importante: invece di chiedersi se una determinata comunità "si prende cura bene dei cavalli", la ricerca osserva quali condizioni presentano concretamente gli animali.

104 cavalli valutati direttamente

Lo studio ha coinvolto 104 cavalli nel Regno Unito e in Irlanda.

Gli animali sono stati osservati in diversi contesti, compresi abitazioni e strutture dei proprietari, fiere equine e altre situazioni di gestione.

Il protocollo sviluppato per la ricerca comprendeva indicatori relativi sia all'animale sia alle risorse e alle pratiche di gestione.

È stata inoltre utilizzata la Qualitative Behaviour Assessment, una metodologia che valuta il linguaggio corporeo complessivo dell'animale attraverso descrittori comportamentali.

Non si tratta quindi semplicemente di chiedere ai proprietari se il loro cavallo sta bene.

Il benessere viene valutato osservando direttamente l'animale e l'ambiente nel quale vive. (MDPI)

Un quadro generale positivo

Il risultato più importante è che la maggior parte dei cavalli presentava condizioni di salute e benessere complessivamente buone.

L'81% dei cavalli aveva un Body Condition Score considerato ottimale.

Non è stato registrato alcun soggetto classificato come gravemente magro o gravemente grasso.

Il 95% non presentava condizioni patologiche agli arti e il 98% non mostrava secrezioni oculari, mentre il 93% non presentava secrezioni nasali. (MDPI)

Questi dati non descrivono una popolazione priva di problemi.

Mostrano però che il quadro generale era molto diverso dall'idea di una condizione di welfare sistematicamente compromessa.

Gli zoccoli erano la principale criticità

Il problema più frequentemente rilevato riguardava invece la cura degli zoccoli.

Nel 27% dei cavalli è stato rilevato un certo grado di trascuratezza degli zoccoli e nel 19% erano presenti crepe o rotture. (MDPI)

È probabilmente il dato più importante da non perdere nella riabilitazione dell'articolo.

Lo studio non conclude infatti che "i cavalli stavano tutti bene".

Individua una criticità concreta e relativamente frequente: la gestione del piede.

Questo è esattamente il tipo di informazione che una valutazione del welfare dovrebbe produrre: non una promozione o una bocciatura della comunità, ma l'identificazione dei punti di forza e delle aree nelle quali intervenire.

Il cavallo si avvicina spontaneamente alla persona?

Un altro test interessante riguardava la disponibilità del cavallo ad avvicinarsi volontariamente a una persona.

L'81% dei cavalli ha mostrato una risposta positiva al voluntary animal approach test. (MDPI)

Questo risultato non può essere tradotto semplicemente in "il cavallo è felice".

Il comportamento di avvicinamento può essere influenzato da numerosi fattori e non rappresenta da solo una misura completa dello stato emotivo.

Ma, inserito insieme agli altri indicatori, contribuisce a delineare un quadro nel quale la maggioranza degli animali non mostrava una risposta di evitamento generalizzata nei confronti delle persone.

E lo stato emotivo?

È qui che entra in gioco il QBA.

La valutazione qualitativa del comportamento ha rilevato una prevalenza di descrittori associati a stati emotivi positivirispetto a quelli negativi.

Gli autori hanno quindi considerato complessivamente positivo lo stato emotivo dei cavalli valutati. (MDPI)

Naturalmente il QBA non consente di "leggere la mente" del cavallo.

Valuta il modo in cui l'animale esprime globalmente il proprio stato attraverso postura, movimento, attenzione e altri elementi del comportamento.

Per questo è particolarmente utile quando viene utilizzato insieme agli indicatori fisici e gestionali, come avvenuto in questo studio.

Acqua e stato emotivo

Uno dei risultati più interessanti è stata l'associazione tra alcuni indicatori di gestione e la valutazione comportamentale.

Una migliore disponibilità di acqua era associata a un profilo comportamentale più positivo. (MDPI)

Questo dato è importante perché mostra come una risorsa apparentemente elementare possa essere collegata a diversi aspetti del benessere.

Il welfare non riguarda quindi soltanto l'assenza di malattia.

Comprende anche la possibilità di accedere in modo adeguato alle risorse necessarie alla vita quotidiana.

Il risultato più importante è forse quello che lo studio non ha trovato

La ricerca non ha confermato l'idea che i cavalli appartenenti alle comunità Traveller e Gypsy presentino necessariamente un welfare scarso.

Gli autori concludono che i risultati contrastano le precedenti percezioni negative sullo stato di benessere dei cavalli appartenenti a queste comunità. (MDPI)

Questo non significa che ogni cavallo appartenente a una comunità Traveller o Gypsy riceva cure adeguate.

Sarebbe una conclusione altrettanto ingiustificata.

Significa che l'appartenenza del proprietario a un determinato gruppo non può essere utilizzata come indicatore affidabile del welfare del singolo cavallo.

Il cavallo deve essere valutato per ciò che è e per le condizioni nelle quali vive.

Non tutte le criticità possono essere ignorate

Il dato sugli zoccoli dimostra proprio perché sia importante evitare una lettura ideologica dello studio.

Un quarto circa degli animali presentava problemi legati alla cura dei piedi.

Questa è una criticità reale e merita attenzione indipendentemente dal fatto che il quadro generale sia positivo.

Allo stesso modo, una valutazione positiva non significa che non esistano singoli animali con problemi importanti.

Una fotografia del gruppo non sostituisce la valutazione del singolo soggetto.

Un risultato interessante anche sul coinvolgimento dei proprietari

La ricerca ha avuto anche una conseguenza metodologica interessante.

Le comunità coinvolte vengono talvolta descritte nella letteratura come gruppi difficili da raggiungere per la ricerca.

Gli autori sono invece riusciti a sviluppare il progetto coinvolgendo direttamente i proprietari e costruendo, tra le altre cose, una lista di termini QBA specifica per i cavalli appartenenti a queste comunità.

Secondo gli autori, questo suggerisce che i proprietari coinvolti fossero interessati al benessere dei propri cavalli. (PubMed Central (PMC))

È un elemento importante perché la ricerca non si è limitata a osservare gli animali dall'esterno.

Ha cercato di coinvolgere le persone che se ne prendevano cura.

Un limite fondamentale: 104 cavalli non sono tutti i cavalli

È importante non trasformare questo risultato in una generalizzazione.

Lo studio ha valutato 104 cavalli appartenenti alle comunità raggiunte dalla ricerca.

Non permette quindi di stabilire quale sia il livello di welfare di tutti i cavalli di proprietà Traveller e Gypsy nel Regno Unito e in Irlanda.

Inoltre, si tratta di uno studio osservazionale: può descrivere associazioni tra condizioni di gestione e indicatori di welfare, ma non dimostrare automaticamente rapporti di causa-effetto.

Questo vale anche per l'associazione tra disponibilità dell'acqua e QBA positivo.

È un risultato interessante, ma non dimostra da solo che una determinata modifica della disponibilità d'acqua produca necessariamente un miglioramento dello stato emotivo.

Perché questa ricerca è importante anche oltre il suo oggetto

Lo studio solleva una questione metodologica più generale.

Quando una determinata comunità, professione o categoria di proprietari viene associata a una reputazione negativa, è facile che la reputazione venga utilizzata come sostituto dei dati.

Ma il welfare animale richiede un'altra procedura.

Si osserva l'animale. Si valutano le risorse. Si analizza la gestione. Si identificano i problemi.

Questo approccio permette anche di riconoscere contemporaneamente ciò che funziona e ciò che deve essere migliorato.

Nel caso studiato da Rowland e colleghi, il risultato è stato un quadro complessivamente positivo, ma con una criticità significativa nella cura degli zoccoli.

È molto più informativo di un giudizio generale sulla comunità.

La lezione per il benessere equino

Il messaggio più interessante della ricerca non è che "i Traveller e gli Gypsy trattano bene i cavalli".

È più preciso:

in questo campione, l'appartenenza del proprietario a queste comunità non era associata al quadro di scarso welfare che le precedenti percezioni lasciavano immaginare.

La maggioranza dei cavalli presentava buone condizioni fisiche, un profilo comportamentale prevalentemente positivo e una risposta generalmente amichevole all'avvicinamento umano. (MDPI)

Allo stesso tempo, il 27% presentava problemi di cura degli zoccoli.

Quindi il risultato scientificamente più corretto non è una promozione né una condanna.

È una riabilitazione del dato empirico.

Il benessere deve essere valutato sul cavallo, non dedotto dall'identità del proprietario.

Lo studio

Rowland M., Hudson N., Connor M., Dwyer C., Coombs T. (2022). The Welfare of Traveller and Gypsy Owned Horses in the UK and Ireland. Animals, 12(18), 2402. DOI: 10.3390/ani12182402. Lo studio è open access. (MDPI)

Leggi lo studio completo su Animals

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