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Criminalità, scommesse e reputazione: cosa è successo davvero alle corse di cavalli nei Paesi Bassi?

Le corse di cavalli sono spesso associate, nell'immaginario collettivo, a scommesse, denaro, imbrogli e persino criminalità organizzata.

Ma quanto c'è di vero in questa reputazione?

E soprattutto: la presenza della criminalità ha realmente contribuito al declino dell'ippica olandese?

Una ricerca pubblicata nel 2021 sulla rivista scientifica Trends in Organized Crime ha cercato di rispondere proprio a questa domanda, concentrandosi sul settore del trotto nei Paesi Bassi. (Springer)

Gli autori, Angelique Reuselaars e Frank Bovenkerk dell'Università di Utrecht, hanno esaminato la storia del settore, svolto osservazioni sul campo, raccolto interviste e analizzato episodi riportati dai media e dalle autorità.

Il risultato è meno scontato di quanto potrebbe sembrare.

Una reputazione criminale nata anche dalla storia delle scommesse

Nei Paesi Bassi le scommesse sulle corse di cavalli hanno una storia particolare.

Il bookmaker è stato vietato nel Paese dal 1911 al 1948. Durante questo periodo le corse continuarono a esistere, ma chi voleva scommettere doveva rivolgersi al mercato illegale.

Secondo gli autori, questa situazione contribuì a creare fin dall'inizio un'associazione tra corse di cavalli, scommesse clandestine e criminalità. Quando le corse tornarono a essere legali nel dopoguerra, il legame culturale con il mondo delle scommesse illegali non scomparve completamente. (Springer)

Negli anni successivi emersero inoltre episodi riguardanti scommesse clandestine, sospetti di manipolazione delle corse, doping dei cavalli e riciclaggio di denaro.

Ma una cosa è l'esistenza di questi fenomeni; un'altra è stabilire quanto fossero diffusi.

Ed è proprio qui che la ricerca diventa interessante.

La criminalità esisteva, ma non spiegava il declino

Gli autori identificano quattro principali modalità attraverso cui la criminalità poteva entrare in rapporto con le corse:

  1. l'organizzazione di scommesse illegali;

  2. la manipolazione delle competizioni o l'utilizzo di informazioni privilegiate;

  3. la somministrazione illecita di sostanze ai cavalli;

  4. l'utilizzo del settore per il riciclaggio di denaro di provenienza criminale. (Springer)

Il punto fondamentale è però un altro.

La ricerca non ha trovato prove sufficienti per attribuire alla criminalità un ruolo determinante nel declino delle corse olandesi.

Gli episodi criminali esistevano e il settore presentava effettivamente vulnerabilità, soprattutto per la sua relazione con le scommesse. Tuttavia, secondo gli autori, la cattiva reputazione del settore era molto più grande dell'evidenza empirica raccolta.

La conclusione è quindi piuttosto sorprendente: la reputazione “losca” dell'ippica olandese non sembra essere stata una causa significativa del suo declino. (Springer)

Perché allora le corse hanno perso popolarità?

Gli autori ricordano che il settore aveva raggiunto una grande popolarità soprattutto negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Successivamente l'interesse del pubblico diminuì.

Ma esistevano numerose possibili spiegazioni alternative: la crescita di altri sport, soprattutto il calcio, la trasformazione dell'intrattenimento, la diffusione della televisione e successivamente di Internet, oltre alla trasformazione delle modalità di gioco e scommessa.

In altre parole, non è possibile attribuire automaticamente il declino dell'ippica alla sua reputazione criminale.

Ed è proprio questa cautela a rendere interessante lo studio.

Il paradosso della reputazione

Gli autori arrivano persino a formulare un'ipotesi provocatoria: una certa reputazione “losca” potrebbe avere contribuito, almeno in parte, al fascino culturale delle corse.

È un'osservazione che va letta come interpretazione degli autori, non come risultato dimostrato.

La ricerca mostra infatti che il pubblico dell'ippica olandese era socialmente molto eterogeneo. Nei luoghi delle corse potevano incontrarsi persone appartenenti a classi sociali molto diverse, compresi imprenditori, appassionati comuni e persone con collegamenti con la criminalità. Gli autori sottolineano quanto la comunità ippica fosse capace di tollerare e integrare figure provenienti da ambienti molto differenti. (Springer)

E oggi?

Qui è necessario aggiornare il quadro rispetto al 2021.

L'ippica olandese non è scomparsa.

La Nederlandse Draf- en Rensport (NDR) continua a pubblicare nel 2026 il calendario ufficiale delle corse, con appuntamenti sia a Wolvega sia a Duindigt, oltre ad altri impianti e alle tradizionali corse di breve distanza. (ndr.nl)

Anche il sistema delle scommesse è cambiato.

Oggi le scommesse sulle corse di cavalli possono essere offerte legalmente in presenza di una specifica autorizzazione della Kansspelautoriteit, l'autorità olandese per i giochi d'azzardo. Le autorizzazioni riguardano sia le scommesse sulle corse sia quelle sulle competizioni di trotto. (kansspelautoriteit.nl)

Il settore è quindi molto diverso da quello descritto nella parte storica dello studio: non è più corretto parlare semplicemente di un sistema nel quale i bookmaker operano clandestinamente senza controllo.

La regolamentazione contemporanea prevede inoltre specifici requisiti relativi all'affidabilità degli operatori, alla prevenzione del riciclaggio e ai rischi di manipolazione delle competizioni. (kansspelautoriteit.nl)

La curiosità più sorprendente: le corse in mezzo alle città

Accanto agli ippodromi esiste nei Paesi Bassi una tradizione ancora più particolare: le kortebaandraverijen, le corse di trotto su brevi tratti di strada.

Invece di correre su un ippodromo ovale, due cavalli trainano ciascuno un sulky lungo un rettilineo di circa 300 metri, normalmente ricoperto di sabbia e delimitato per separare la pista dal pubblico.

I cavalli corrono a coppie e quello che conquista per primo due manche passa al turno successivo. Il sistema prosegue a eliminazione fino alla finale. (immaterieelerfgoed.nl)

È una tradizione profondamente radicata nella cultura locale. La più antica kortebaan ancora esistente, quella di Santpoort, risale al XVIII secolo. Oggi queste manifestazioni sono spesso il momento culminante di feste e settimane celebrative cittadine. (immaterieelerfgoed.nl)

Nel 2026, 14 kortebaandraverijen risultano rappresentate nell'Inventaris Immaterieel Erfgoed Nederland, dopo l'inserimento di Schagen. (kortebaanbond.nl)

Non si tratta quindi di un semplice residuo del passato: è una tradizione che continua a essere praticata e che le comunità locali cercano attivamente di trasmettere alle generazioni successive.

Sport, tradizione e benessere animale

Questa parte merita però una precisazione.

L'inserimento di una tradizione nell'inventario del patrimonio culturale immateriale non costituisce una certificazione del suo impatto sul benessere animale.

Significa che una comunità riconosce quella pratica come parte del proprio patrimonio culturale e mette in atto iniziative per conservarla e trasmetterla.

Alcune schede dell'inventario descrivono misure adottate durante le manifestazioni, come la presenza di veterinari e maniscalchi e l'evoluzione dei regolamenti. La scheda relativa alla kortebaandraverij di IJmuiden, per esempio, documenta la presenza di veterinario e maniscalco e segnala modifiche regolamentari, tra cui il divieto di portare la frusta durante la gara. (immaterieelerfgoed.nl)

Ma tradizione, regolamentazione e benessere animale sono tre concetti distinti.

Una pratica può essere antica e culturalmente importante e, allo stesso tempo, essere sottoposta a interrogativi sul trattamento degli animali coinvolti.

Per questo il riconoscimento culturale non dovrebbe essere interpretato come una conclusione scientifica sulla sua accettabilità dal punto di vista del benessere.

Cosa ci insegna questo studio?

La ricerca olandese offre una lezione interessante anche al di fuori dei Paesi Bassi.

Quando un'attività viene associata per lungo tempo a criminalità, scommesse o comportamenti controversi, è facile trasformare una reputazione in un fatto.

La ricerca scientifica impone invece di distinguere:

ciò che è accaduto realmente, quanto fosse diffuso e quale effetto abbia avuto.

Nel caso studiato dagli autori, episodi criminali nel mondo delle corse esistevano. Ma le prove raccolte non sono sufficienti per affermare che siano stati la causa principale del declino dell'ippica olandese.

E oggi il settore continua a esistere, con un sistema di corse e scommesse regolamentato e con tradizioni locali che sono state persino inserite nell'inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale. (Springer)

Una reputazione può essere potente. Ma non è necessariamente una prova.

Riferimenti

Reuselaars, A.; Bovenkerk, F. A tainted reputation it deserves? Crime in the trotting sector of Dutch horse racing.Trends in Organized Crime, 24, 547–562 (2021). DOI: 10.1007/s12117-021-09419-w. (Springer)

Kenniscentrum Immaterieel Erfgoed Nederland, Kortebaandraverijen. (immaterieelerfgoed.nl)

Nederlandse Draf- en Rensport, calendario e attività ufficiali 2026. (ndr.nl)

Kansspelautoriteit, normativa e autorizzazioni per le scommesse sulle corse di cavalli nei Paesi Bassi. (kansspelautoriteit.nl)

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