Il cavallo durante l'esercizio intenso porta il proprio sistema respiratorio vicino ai suoi limiti funzionali. A differenza di molte altre specie, è un respiratore esclusivamente nasale: durante l'attività fisica non può compensare un'eventuale difficoltà delle vie respiratorie passando alla respirazione orale.
Per questo motivo, qualsiasi fattore capace di aumentare la resistenza al passaggio dell'aria può diventare rilevante, soprattutto durante esercizio intenso.
Ma che ruolo hanno realmente morso, redini e posizione della testa?
La questione è più complessa di quanto possa sembrare e la ricerca degli ultimi anni invita a distinguere l'effetto del morso in sé dall'effetto della tensione sulle redini e della posizione testa-collo.
Il punto di partenza: lo studio del 2017
Nel 2017 David Mellor e Ngaio Beausoleil pubblicarono su Animals una revisione dedicata alla respirazione, alla dispnea e all'impiego delle briglie durante l'esercizio.
Gli autori partirono da un dato fisiologico fondamentale: durante l'esercizio intenso il cavallo aumenta enormemente la ventilazione e qualsiasi aumento della resistenza delle vie respiratorie può compromettere la risposta respiratoria.
La revisione analizzò in particolare il ruolo della posizione della testa e dell'incollatura, dell'uso delle redini, del morso e delle patologie delle vie respiratorie superiori.
Secondo gli autori, una marcata riduzione dell'angolo mandibolare può contribuire a ridurre lo spazio disponibile nelle vie respiratorie superiori. La modificazione della pressione nelle vie aeree può inoltre avere conseguenze sulla funzione delle vie respiratorie inferiori.
Il lavoro discuteva anche la possibilità che alcune condizioni possano produrre nel cavallo esperienze respiratorie avversive riconducibili a tre componenti della dispnea: sforzo respiratorio spiacevole, fame d'aria e costrizione toracica.
Tuttavia, c'è una precisazione fondamentale che spesso viene persa quando questo studio viene citato.
Nel 2017 non esistevano ancora confronti diretti tra la funzione cardiorespiratoria di cavalli esercitati con morso e senza morso nelle stesse condizioni sperimentali. Gli autori stessi indicavano questi confronti come una necessità per la ricerca futura.
Per questo lo studio del 2017 deve essere considerato soprattutto una revisione fisiologica e un'ipotesi di ricerca, non la dimostrazione che il morso provochi direttamente dispnea nei cavalli.
Il ruolo della posizione della testa sembra particolarmente importante
Uno studio pubblicato nel 2023 ha fornito dati sperimentali particolarmente interessanti.
I ricercatori hanno studiato 40 cavalli di alto livello, 20 impegnati nel dressage e 20 nel salto ostacoli.
Ogni cavallo è stato sottoposto a due prove montate di 40 minuti, nelle quali venivano confrontate due diverse posizioni della testa e dell'incollatura con una differenza di soli 15° nell'angolo misurato rispetto al terreno: circa 85° nella prima condizione e 100° nella seconda.
Durante le prove sono stati valutati diversi parametri, tra cui:
comportamento;
dinamica delle vie respiratorie superiori mediante endoscopia durante l'esercizio;
diametro faringeo;
pressione intratoracica;
ossigenazione arteriosa;
lattato;
frequenza cardiaca e respiratoria.
I risultati hanno mostrato differenze significative.
Con la posizione a 100° sono stati osservati più frequentemente comportamenti di conflitto e alterazioni delle vie respiratorie superiori, oltre a una maggiore pressione intratoracica e a un diametro faringeo inferiore.
Nella condizione a 85°, invece, sono stati osservati più frequentemente comportamenti classificati come rilassati.
È importante sottolineare che lo studio non dimostra che ogni forma di flessione dell'incollatura provochi una patologia respiratoria. Dimostra però che una differenza relativamente piccola nella posizione della testa può essere associata a modificazioni misurabili della funzione respiratoria e del comportamento.
Ma il morso è davvero il responsabile?
Qui arrivano dati più recenti e particolarmente interessanti.
Nel 2024 Julia Schacht, Anna May e Heidrun Gehlen hanno pubblicato uno studio sull'influenza di diversi tipi di morso sulle vie respiratorie superiori.
Sono stati studiati 9 cavalli Warmblood, di età compresa tra 3 e 12 anni, utilizzando l'endoscopia durante l'esercizio.
I ricercatori hanno confrontato tre tipi di morso:
morso ad anelli sciolti;
morso a tre anelli;
Pelham;
con una condizione di controllo senza morso. I cavalli sono stati valutati a riposo, al trotto e al galoppo. Durante il lavoro alla longia veniva mantenuta una posizione relativamente aperta della testa e dell'incollatura, con un angolo mandibolare di almeno 90° e senza tensione sulle redini.
Il risultato è stato molto importante.
I tre tipi di morso non hanno prodotto differenze statisticamente significative nel comportamento della laringe tra le diverse condizioni.
Non è stata inoltre osservata una differenza significativa nell'area dell'apertura laringea tra i diversi morsi e la condizione senza morso. Al contrario, lo stato fisiologico — riposo, trotto o galoppo — ha avuto un effetto significativo sul comportamento laringeo.
Questo risultato non significa che il morso sia privo di effetti sul cavallo.
Significa qualcosa di più specifico: in quelle condizioni sperimentali, con cavalli lavorati alla longia, senza cavaliere e senza tensione sulle redini, il tipo di morso non ha mostrato un effetto significativo sulla dinamica laringea misurata.
Gli stessi autori sottolineano infatti che l'assenza del cavaliere costituisce una limitazione importante dello studio. Non è stato valutato l'effetto combinato di morso, tensione sulle redini, peso del cavaliere e posizione testa-collo durante il lavoro montato.
Morso e redini non sono quindi la stessa cosa
Questa distinzione è probabilmente uno degli elementi più importanti emersi dalla ricerca più recente.
Il morso può essere una fonte di stimolazione meccanica e disagio nella bocca. Esistono inoltre studi che documentano comportamenti di conflitto e lesioni associate all'utilizzo del morso.
Ma quando si parla specificamente di funzione respiratoria durante l'esercizio, bisogna distinguere il semplice fatto che un morso sia presente nella bocca dalla combinazione di:
morso + tensione sulle redini + posizione della testa e dell'incollatura.
Lo studio del 2024 conclude infatti che, sulla base dei risultati ottenuti, il morso in sé non sembra essere il principale fattore responsabile dell'ostruzione delle vie respiratorie superiori nelle condizioni esaminate. Gli autori attribuiscono un ruolo importante alla posizione testa-collo e all'azione del cavaliere.
Questo non significa che "il morso non faccia nulla"
Sarebbe altrettanto scorretto arrivare alla conclusione opposta.
La bocca del cavallo è una struttura molto sensibile alla stimolazione meccanica e il morso può provocare risposte comportamentali e lesioni quando viene utilizzato in modo inappropriato.
Inoltre, uno studio del 2023 ha trovato migliori indicatori di benessere e meno comportamenti iperreattivi nei cavalli montati senza morso rispetto a quelli montati con morso.
Anche studi precedenti avevano osservato differenze comportamentali e fisiologiche tra cavalli lavorati con e senza morso, mentre altri lavori hanno evidenziato che alcuni tipi di morso possono modificare la frequenza della deglutizione durante il galoppo.
Il quadro complessivo, quindi, non è quello di un semplice "morso sì/morso no".
E le briglie senza morso?
Nel 2017 Mellor e Beausoleil avevano ipotizzato che l'utilizzo di una briglia senza morso potesse favorire condizioni più favorevoli per la respirazione, ma sottolineavano che mancavano confronti sperimentali diretti sufficienti per dimostrare questo effetto.
La ricerca successiva ha permesso di ridimensionare alcune ipotesi, ma non ha chiuso la questione.
Uno studio sperimentale pubblicato nel 2021, condotto su soli 9 trottatori con collasso laringeo dinamico già diagnosticato, ha confrontato un filetto convenzionale con una specifica briglia senza morso. Solo 7 cavalli hanno fornito dati utilizzabili secondo i criteri dello studio.
La briglia senza morso non ha dimostrato di prevenire o ridurre chiaramente il collasso laringeo dinamico. Gli autori hanno indicato invece la posizione della testa e dell'incollatura, determinata dalla tensione sulle redini, come possibile fattore chiave. Lo studio aveva comunque un campione molto piccolo e riguardava cavalli già affetti da una specifica patologia.
Questo è un punto importante perché impedisce di trasformare la ricerca in uno slogan:
"senza morso = respirazione sempre migliore" non è una conclusione dimostrata dalla letteratura disponibile.
Cosa possiamo dire oggi
La ricerca dal 2017 a oggi permette di formulare una conclusione molto più precisa.
Durante l'esercizio, la posizione della testa e dell'incollatura può avere un'influenza rilevante sulle vie respiratorie superiori.
Una maggiore flessione può essere associata a una riduzione del diametro faringeo, aumento della pressione intratoracica e maggiore frequenza di alcune alterazioni dinamiche delle vie respiratorie, oltre a modificazioni del comportamento.
Il morso, contemporaneamente, può essere una fonte di disagio e può modificare il comportamento del cavallo, ma non è corretto attribuire automaticamente al solo morso tutte le alterazioni respiratorie osservate durante l'esercizio.
Gli studi più recenti suggeriscono infatti che il rapporto tra morso, tensione sulle redini e posizione testa-collo sia molto più complesso.
Anche il tipo di morso sembra avere importanza: lo studio del 2024 non ha rilevato differenze significative nella dinamica laringea tra tre diversi morsi e la condizione senza morso quando i cavalli erano lavorati senza tensione sulle redini e con un angolo mandibolare aperto.
Quello che emerge con maggiore chiarezza è quindi la necessità di non separare l'attrezzatura dalla modalità con cui viene utilizzata.
Una valutazione scientifica della respirazione durante l'esercizio dovrebbe considerare contemporaneamente posizione testa-collo, tensione sulle redini, intensità dell'esercizio, conformazione individuale, eventuali patologie delle vie respiratorie e caratteristiche dell'attrezzatura.
Una questione ancora aperta
Il lavoro di Mellor e Beausoleil del 2017 si concludeva auspicando confronti diretti tra cavalli con morso e senza morso durante esercizio.
La ricerca successiva ha fornito alcune risposte, ma non tutte.
Abbiamo oggi evidenze più solide sul ruolo della posizione testa-collo e della tensione sulle redini, mentre rimane più difficile isolare l'effetto del solo morso durante il lavoro montato.
Per questo motivo, la domanda scientificamente più corretta non è semplicemente:
"Il morso impedisce al cavallo di respirare?"
La domanda è piuttosto:
"In quali condizioni l'interazione tra morso, redini, posizione testa-collo e intensità dell'esercizio modifica la funzione respiratoria e il benessere del cavallo?"
È una domanda più complessa, ma è anche quella alla quale la ricerca sta progressivamente cercando di dare una risposta.
Fonti scientifiche
Mellor DJ, Beausoleil NJ. Equine Welfare during Exercise: An Evaluation of Breathing, Breathlessness and Bridles. Animals. 2017;7(6):41. DOI: 10.3390/ani7060041.
Tilley P, Simões J, Sales Luis JP. Effects of a 15° Variation in Poll Flexion during Riding on the Respiratory Systems and Behaviour of High-Level Dressage and Show-Jumping Horses. Animals. 2023;13(10):1714. DOI: 10.3390/ani13101714.
Schacht J, May A, Gehlen H. Impact of bit types on equine upper airways – implications for performance and welfare. Pferdeheilkunde – Equine Medicine. 2024;40(5):482–488. DOI: 10.21836/PEM20240507.
Fretheim-Kelly Z et al. A bitless bridle does not limit or prevent dynamic laryngeal collapse. Equine Veterinary Journal. 2021. DOI: 10.1111/evj.13287.
Luke KL, McAdie T, Warren-Smith AK, Smith BP. Bit use and its relevance for rider safety, rider satisfaction and horse welfare in equestrian sport. Applied Animal Behaviour Science. 2023;259:105855. DOI: 10.1016/j.applanim.2023.105855.
