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Il parto indotto nella cavalla è sicuro? Cosa dice uno studio italiano sull'uso dell'ossitocina

Nella cavalla il parto è generalmente rapido e difficile da prevedere. Quando insorgono complicazioni (distocia) il tempo disponibile per intervenire è spesso limitato e la salute della fattrice e del puledro può essere seriamente compromessa.

In alcune situazioni il veterinario può decidere di indurre il parto mediante la somministrazione di basse dosi di ossitocina, ma questa pratica è sicura? E altera il normale svolgimento del parto?

Uno studio italiano pubblicato nel 2023 sulla rivista PLOS ONE ha cercato di rispondere a questa domanda analizzando l'attività del sistema nervoso autonomo durante il parto spontaneo e quello indotto.


Che cos'è l'ossitocina?

L'ossitocina è un ormone prodotto naturalmente dall'organismo che svolge un ruolo fondamentale durante il travaglio, favorendo le contrazioni dell'utero e l'espulsione del puledro.

In medicina veterinaria può essere utilizzata anche come farmaco, ma solo in situazioni ben precise e sotto stretto controllo veterinario.

L'induzione del parto non è una pratica di routine e richiede un'attenta valutazione della maturità del puledro e delle condizioni della fattrice.


Perché è stato condotto questo studio?

Negli anni diversi studi avevano già suggerito che un protocollo con basse dosi di ossitocina potesse essere sicuro.

Restava però una domanda importante:

l'induzione modifica la normale risposta fisiologica della cavalla durante il parto?

Per rispondere, i ricercatori hanno studiato il funzionamento del sistema nervoso autonomo, cioè il sistema che regola automaticamente funzioni come frequenza cardiaca, respirazione e risposta allo stress.


Come è stata svolta la ricerca?

Lo studio ha coinvolto 14 cavalle a termine, suddivise in due gruppi:

  • cavalle con parto spontaneo;
  • cavalle con parto indotto mediante basse dosi di ossitocina.

Durante le diverse fasi del parto le cavalle sono state monitorate con un elettrocardiogramma registrato tramite una cintura elastica dotata di elettrodi tessili.

I ricercatori hanno analizzato la variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability, HRV), un parametro utilizzato per valutare l'equilibrio tra il sistema nervoso simpatico (attivazione) e quello parasimpatico (rilassamento).


Cos'è la variabilità della frequenza cardiaca (HRV)?

La frequenza cardiaca non è perfettamente regolare: l'intervallo tra un battito e l'altro varia continuamente.

Questa variabilità, chiamata HRV, è un indicatore del funzionamento del sistema nervoso autonomo e viene utilizzata sia nella medicina umana sia in quella veterinaria per valutare la risposta allo stress e l'adattamento fisiologico dell'organismo.


Cosa hanno scoperto i ricercatori?

I risultati sono rassicuranti.

Le cavalle che hanno partorito spontaneamente e quelle sottoposte a induzione hanno mostrato un comportamento fisiologico molto simile.

Durante il parto e l'espulsione della placenta, in entrambi i gruppi, predominava l'attività del sistema parasimpatico, indice di un normale adattamento fisiologico.

L'unica differenza osservata riguardava il periodo immediatamente precedente al parto nelle cavalle trattate con ossitocina, probabilmente dovuta alle manipolazioni necessarie per la somministrazione del farmaco piuttosto che all'effetto dell'ormone stesso.


I limiti dello studio

Come sottolineano gli stessi autori, lo studio presenta alcuni limiti:

  • il numero di cavalle era ridotto (14 soggetti);
  • il monitoraggio elettrocardiografico copriva un intervallo temporale limitato;
  • saranno necessari studi più ampi per confermare definitivamente questi risultati.

Per questo motivo i dati devono essere interpretati con prudenza.


Cosa possiamo concludere?

Le evidenze raccolte indicano che, quando eseguito con un protocollo appropriato e sotto controllo veterinario, il parto indotto con basse dosi di ossitocina sembra preservare la normale fisiologia del parto.

Lo studio non ha evidenziato differenze significative nel funzionamento del sistema nervoso autonomo tra parto spontaneo e parto indotto, confermando quanto già suggerito da altre ricerche.


Il punto di vista di Horse Angels

Questo studio non significa che il parto debba essere indotto più frequentemente.

Al contrario, conferma che l'induzione del parto è un atto medico da riservare a situazioni in cui il veterinario ritiene che i benefici superino i possibili rischi.

L'uso dell'ossitocina richiede esperienza, una corretta valutazione della maturità fetale e un monitoraggio continuo della cavalla. L'autosomministrazione o l'impiego senza indicazione veterinaria possono avere conseguenze gravi.

La ricerca aggiunge però un elemento rassicurante: quando il protocollo è corretto, la fisiologia del parto sembra essere sostanzialmente preservata.


Cosa dice la ricerca

Tipo di studio: Studio sperimentale.

Animali coinvolti: 14 cavalle a termine.

Obiettivo: Valutare se il parto indotto con basse dosi di ossitocina altera il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Risultato principale: Non sono emerse differenze significative rispetto al parto spontaneo, salvo una lieve variazione nel periodo pre-parto attribuita alle manipolazioni necessarie per la somministrazione del farmaco.

Livello di evidenza: Promettente, ma da confermare con studi su campioni più numerosi.


Riferimento scientifico

Felici M., Sgorbini M., Baragli P., Lanatà A., Marmorini P., Camillo F.

Autonomic nervous system balance in parturient mares: Spontaneous vs induced delivery.

PLOS ONE, 2023.

DOI: 10.1371/journal.pone.0283116

 

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