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Personalità e genetica nei cavalli: 18 geni candidati nel Purosangue

Uno studio pubblicato nel 2023 su Animals ha utilizzato un approccio bioinformatico per individuare possibili geni associati ai tratti di personalità nei cavalli Purosangue da corsa. I ricercatori hanno identificato 18 geni candidati e 55 varianti genetiche potenzialmente in grado di modificare le proteine codificate. Il risultato è preliminare: le associazioni tra questi geni e il comportamento dei cavalli dovranno essere verificate attraverso studi che mettano in relazione dati genetici e osservazioni comportamentali.

Perché studiare la personalità dei cavalli da corsa?

Temperamento, reattività, ansia, socievolezza e altre caratteristiche comportamentali possono influenzare il modo in cui un cavallo interagisce con l'ambiente, con gli altri cavalli e con le persone.

Nel cavallo da corsa questi aspetti possono avere rilevanza anche pratica, perché la gestione quotidiana, l'allenamento e il successivo impiego dell'animale richiedono modalità di interazione adeguate alle caratteristiche del singolo soggetto.

Gli autori dello studio sottolineano inoltre l'importanza di comprendere meglio queste caratteristiche durante la riqualificazione dei cavalli dopo la carriera agonistica, quando un Purosangue può essere destinato a una seconda attività e trovarsi a interagire con persone che hanno livelli differenti di esperienza.

Ma come si può studiare scientificamente la personalità di un cavallo?

Ed è proprio qui che nasce il problema affrontato dalla ricerca.

La difficoltà: misurare la personalità nel cavallo

Negli esseri umani esiste una vasta letteratura scientifica sulla personalità e sono stati sviluppati modelli relativamente strutturati per descriverne le caratteristiche.

Uno dei più utilizzati è il modello dei Big Five, che descrive la personalità attraverso cinque grandi dimensioni.

Nei cavalli la situazione è molto diversa.

Gli studi genetici sulla personalità sono ancora limitati e soprattutto manca una metodologia universalmente condivisa per definire e misurare questi tratti in modo comparabile tra popolazioni e studi differenti.

Yokomori e collaboratori hanno quindi scelto una strada indiretta.

Invece di partire da un grande gruppo di cavalli caratterizzati individualmente dal punto di vista comportamentale, hanno utilizzato le conoscenze disponibili sulla genetica della personalità umana per cercare geni ortologhi nel cavallo.

Dal genoma umano al genoma del cavallo

Il concetto fondamentale dello studio è quello di ortologia.

Due geni sono considerati ortologhi quando derivano da un gene ancestrale comune e si trovano in specie differenti.

I ricercatori hanno quindi preso i geni umani precedentemente associati ai tratti dei Big Five e hanno cercato i corrispondenti geni nel genoma equino.

Per farlo hanno utilizzato il Thoroughbred Whole-Genome Variant Database, costruito a partire dai dati genomici di 101 cavalli Purosangue.

L'analisi è stata condotta utilizzando come riferimento il genoma equino EquCab3.0.

Il procedimento non dimostra che un determinato gene controlli un comportamento.

Permette piuttosto di formulare una domanda scientifica:

se un gene è stato associato a un determinato tratto della personalità nell'essere umano, esistono nel cavallo varianti dello stesso gene che potrebbero meritare di essere studiate in relazione al comportamento?

18 geni candidati

L'analisi ha portato all'identificazione di 18 geni candidati potenzialmente correlati a caratteristiche della personalità nel cavallo.

All'interno di questi geni sono state individuate complessivamente 55 varianti non sinonime, cioè varianti del DNA che comportano una sostituzione di un amminoacido nella proteina prodotta dal gene.

Questo tipo di variante è particolarmente interessante perché può, in alcuni casi, modificare la struttura o la funzione della proteina.

I ricercatori hanno quindi analizzato anche la possibile rilevanza funzionale delle sostituzioni, considerando caratteristiche come il peso molecolare e l'idrofobicità degli amminoacidi coinvolti.

Quindici geni non erano mai stati associati alla personalità equina

Un risultato particolarmente interessante è che 15 dei 18 geni candidati non erano stati precedentemente collegati alla personalità nei cavalli.

Questo non significa che siano stati scoperti 15 nuovi “geni della personalità”.

Significa che lo studio ha individuato 15 nuovi candidati da sottoporre a verifica sperimentale.

È una distinzione fondamentale.

La bioinformatica può indicare una possibile associazione e aiutare a restringere il campo delle ipotesi, ma non può da sola stabilire che una variante genetica determini un particolare comportamento.

La genetica non determina da sola il comportamento

Il comportamento di un cavallo è il risultato dell'interazione di numerosi fattori.

La componente genetica può contribuire a determinate predisposizioni, ma intervengono anche ambiente, esperienza, apprendimento, gestione, condizioni di vita, interazioni sociali e stato fisico.

Per questo sarebbe scorretto trasformare i risultati dello studio in una formula del tipo:

“questo gene rende un cavallo ansioso”

oppure:

“questo gene determina il carattere del Purosangue”.

Lo studio non dimostra nulla di simile.

I 18 geni sono candidati, non geni definitivamente associati a specifici tratti comportamentali.

Il limite principale dello studio

Il limite più importante è esplicitato dagli stessi autori: mancano dataset comportamentali equini sufficientemente ampi e standardizzati con i quali confrontare le informazioni genetiche.

In altre parole, i ricercatori hanno identificato varianti interessanti nel DNA, ma per sapere se queste varianti siano realmente associate a differenze di comportamento bisogna studiare cavalli dei quali siano disponibili contemporaneamente:

dati genetici + valutazioni comportamentali standardizzate.

Solo attraverso questo confronto sarà possibile verificare le ipotesi generate dallo studio.

Perché questa ricerca è comunque interessante?

Perché propone un metodo per affrontare un problema che oggi limita fortemente la genetica comportamentale equina.

Se in futuro saranno disponibili database più ampi contenenti informazioni genetiche e comportamentali individuali, i 18 geni individuati potrebbero essere verificati direttamente.

Sarà allora possibile capire se alcune varianti siano effettivamente associate a caratteristiche come reattività, ansia, socievolezza o altri tratti comportamentali.

Lo studio rappresenta quindi soprattutto un punto di partenza per nuove ricerche.

Una possibile applicazione nella seconda carriera

Il tema della seconda carriera dei cavalli da corsa merita particolare attenzione.

Un Purosangue che esce dall'attività agonistica può trovarsi in un ambiente completamente diverso da quello nel quale è stato allevato e allenato.

Comprendere meglio le differenze individuali nel comportamento potrebbe, in futuro, aiutare a progettare percorsi di gestione e riqualificazione maggiormente adeguati alle caratteristiche del singolo animale.

Ma anche in questo caso la genetica non dovrebbe essere utilizzata come strumento per classificare preventivamente un cavallo.

Una variante genetica non può sostituire l'osservazione dell'individuo.

Prima di poter utilizzare informazioni genetiche con questo scopo saranno necessari studi molto più ampi e una validazione rigorosa.

Cosa sappiamo oggi

Lo studio di Yokomori e collaboratori non ha scoperto i geni che “determinano la personalità” del Purosangue.

Ha fatto qualcosa di più preliminare ma comunque interessante:

ha utilizzato la genetica umana come punto di partenza per individuare 18 geni equini candidati e 55 varianti potenzialmente funzionali.

Quindici di questi geni non erano stati precedentemente associati alla personalità nel cavallo.

Il passaggio successivo sarà verificare se le differenze genetiche individuate corrispondano effettivamente a differenze comportamentali osservabili nei cavalli.

La domanda, quindi, rimane aperta.

E proprio questa è la parte scientificamente interessante della ricerca: non una risposta definitiva sul carattere del cavallo, ma un nuovo insieme di ipotesi da mettere alla prova.

Riferimento scientifico

Yokomori T., Ohnuma A., Tozaki T., Segawa T., Itou T. (2023). Identification of Personality-Related Candidate Genes in Thoroughbred Racehorses Using a Bioinformatics-Based Approach Involving Functionally Annotated Human Genes. Animals, 13(4), 769.

Leggi lo studio completo su MDPI

DOI: 10.3390/ani13040769

 

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