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Proprietà responsabile del cavallo: indagine IZS e risultati EquiNotio

Proprietà responsabile del cavallo: cosa ha rilevato l'indagine nazionale IZS e cosa è emerso dal progetto EquiNotio

L'indagine sulla proprietà responsabile degli equini sportivi in Italia, promossa dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise nell'ambito del progetto EquiNotio, è stata pubblicata nel 2024 su Large Animal Review. Nel febbraio 2026 sono stati inoltre presentati a Roma i risultati complessivi del progetto, che ha affrontato salute, benessere, biosicurezza, anagrafe equina, uso dei farmaci e gestione del cavallo non-DPA.

Dall'indagine alla costruzione di un modello di proprietà responsabile

Nel 2022 l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise (IZSAM), insieme ad altri enti e istituzioni del settore, ha realizzato una rilevazione nazionale sulle modalità di gestione degli equini sportivi in Italia.

L'indagine rientrava nel progetto EquiNotio, finanziato dal Ministero della Salute, dedicato allo sviluppo delle potenzialità informative dell'Anagrafe equina nazionale e, più in generale, alla tutela del cavallo non-DPA.

Il questionario è stato somministrato online dal 22 febbraio al 26 maggio 2022 e ha raccolto 855 questionari completati, provenienti da tutto il territorio nazionale. Circa 600 partecipanti erano tesserati FISE. (izs.it)

Lo studio è stato successivamente pubblicato nel 2024 su Large Animal Review, con il titolo “Indagine sulla proprietà responsabile di equini sportivi in Italia”. (largeanimalreview.com)

L'obiettivo non era soltanto fotografare chi possiede o gestisce un cavallo, ma raccogliere informazioni sulle pratiche di gestione e sul livello di conoscenza degli aspetti che possono influire direttamente o indirettamente sulla salute e sul benessere degli animali.


Cosa comprendeva il questionario

La rilevazione era articolata in diverse sezioni.

Sono state raccolte informazioni sul profilo dei partecipanti, sull'organizzazione e sulla logistica delle strutture che ospitano equini, sugli aspetti sanitari, sulla somministrazione di medicinali e sulla mascalcia.

Una sezione specifica era dedicata alla proprietà responsabile e alla gestione del cavallo al termine della carriera sportiva. (izs.it)

Quest'ultimo aspetto è particolarmente significativo.

La responsabilità nei confronti di un cavallo non riguarda infatti soltanto il periodo nel quale l'animale viene utilizzato per attività sportive o agonistiche.

La gestione deve continuare anche quando cambiano le condizioni di vita, le capacità fisiche o la destinazione dell'animale.

Il cosiddetto “fine carriera” è quindi uno degli aspetti che il progetto ha individuato come meritevoli di particolare attenzione.


855 risposte, ma non una fotografia perfetta dell'intero settore

Il numero di partecipanti è significativo, ma gli stessi autori invitano a interpretare i risultati con cautela.

Alcune discipline e alcuni settori non sono risultati statisticamente sufficientemente rappresentati.

Per questo gli autori auspicano ulteriori rilevazioni, utilizzando anche metodologie differenti di diffusione dei questionari, così da ottenere una rappresentazione più completa della realtà degli equini sportivi in Italia. (largeanimalreview.com)

È un elemento importante da ricordare quando si citano i risultati.

855 risposte costituiscono un patrimonio informativo rilevante, ma non equivalgono automaticamente a una fotografia statisticamente completa di tutti i proprietari e gestori di cavalli presenti in Italia.

L'indagine deve quindi essere letta soprattutto come uno strumento per individuare conoscenze, criticità e aree nelle quali sono necessari ulteriori approfondimenti e formazione.


Dall'indagine alla formazione

È proprio questo uno degli sviluppi più interessanti del progetto.

I dati raccolti hanno permesso di individuare diversi ambiti nei quali risultava necessario rafforzare informazione e formazione.

Tra i temi individuati da EquiNotio figurano:

  • tutela e gestione degli equidi;

  • salute e benessere del cavallo;

  • biosicurezza;

  • uso responsabile degli antimicrobici;

  • profilassi antiparassitaria e resistenza agli antielmintici;

  • arricchimento ambientale;

  • gestione del letame in un'ottica One Health;

  • controllo degli infestanti;

  • gestione del cavallo non-DPA a fine carriera. (izs.it)

Il progetto ha inoltre evidenziato il ruolo particolarmente importante di medici veterinari, tecnici, istruttori e allenatori come figure alle quali proprietari e gestori si rivolgono per ottenere informazioni.

Da qui la scelta di investire sulla formazione degli operatori e sulla produzione di strumenti divulgativi facilmente accessibili anche online. (izs.it)


Circa 5.000 persone coinvolte nella formazione

La fase successiva non è quindi rimasta confinata alla pubblicazione dei dati.

Nell'ambito del progetto sono stati organizzati quattro webinar, due dedicati al sistema di identificazione e registrazione degli equini e due al sistema nazionale della farmacosorveglianza, oltre a un corso FAD sul sistema I&R.

Complessivamente, secondo la documentazione ufficiale del progetto, sono stati coinvolti circa 5.000 beneficiari. (izs.it)

La comunicazione e la formazione sono state quindi considerate parte integrante del progetto e non una fase accessoria.

L'obiettivo dichiarato è quello di favorire nel lungo periodo un cambiamento culturale nella gestione degli equini, attraverso la collaborazione tra istituzioni, professionisti, proprietari e altri soggetti coinvolti. (izs.it)


Il progetto è arrivato alla fase conclusiva nel 2026

Un passaggio importante è avvenuto il 4 febbraio 2026, quando all'Auditorium Biagio d'Alba del Ministero della Salute, a Roma, sono stati presentati i risultati del progetto EquiNotio durante la giornata formativa “Verso un modello integrato di tutela del cavallo non-DPA in Italia”. (izs.it)

L'incontro ha affrontato non soltanto i risultati della ricerca, ma anche il quadro normativo e gli strumenti necessari per una gestione più strutturata del cavallo non-DPA.

Tra gli argomenti affrontati:

  • Regolamento europeo 2016/429;

  • caratteristiche degli stabilimenti che ospitano equini;

  • cavallo atleta e responsabilità;

  • visita veterinaria di idoneità;

  • sicurezza, salute e benessere nelle manifestazioni;

  • reati a danno dei cavalli;

  • antidoping;

  • maltrattamento animale;

  • Anagrafe equina;

  • biosicurezza;

  • gestione dei medicinali. (izs.it)

La giornata ha quindi rappresentato il passaggio dalla raccolta dei dati alla discussione di strumenti concreti di tutela e governance del cavallo non-DPA.


Anagrafe, biosicurezza e farmaci

Tra i risultati presentati nel 2026 figurano anche proposte di linee guida per la gestione e la biosicurezza degli stabilimenti che ospitano cavalli non-DPA.

È stato inoltre presentato un prototipo di passaporto elettronico, denominato SLID, destinato a migliorare tracciabilità e controllo, insieme all'analisi dei dati relativi alle prescrizioni farmacologiche nei cavalli non-DPA. (izs.it)

Questi elementi mostrano come la proprietà responsabile non possa essere ridotta alla semplice relazione tra una persona e il proprio cavallo.

Coinvolge anche un sistema più ampio fatto di identificazione, registrazione, prevenzione sanitaria, biosicurezza, uso dei medicinali, gestione delle strutture e formazione.


Anche il benessere comportamentale entra nella discussione

Il percorso formativo sviluppato da EquiNotio comprende anche aspetti che riguardano direttamente il comportamento e le condizioni di vita degli equini.

Nel webinar del dicembre 2025 dedicato alla proprietà responsabile erano previsti interventi su arricchimento ambientale, gestione e addestramento del cavallo e utilizzo di E-BARQ, uno strumento sviluppato per la valutazione del comportamento equino. (formazione.izs.it)

Questo è un passaggio significativo perché amplia il concetto di proprietà responsabile oltre gli adempimenti amministrativi e sanitari.

Una gestione responsabile comprende anche la capacità di riconoscere i bisogni dell'animale, considerare il suo comportamento e creare condizioni di vita compatibili con il suo benessere.


Una responsabilità che continua oltre lo sport

Uno dei temi più importanti emersi dal progetto è quello del cavallo non-DPA a fine carriera.

La conclusione della carriera sportiva non coincide necessariamente con la conclusione della vita del cavallo.

Quando un animale non è più idoneo all'attività per la quale era stato impiegato, diventa necessario affrontare una nuova fase gestionale: mantenimento, eventuale ricollocazione, nuove attività compatibili con le sue condizioni oppure altre soluzioni che garantiscano continuità di tutela.

È proprio in questa fase che il concetto di proprietà responsabile assume una particolare rilevanza.

La responsabilità non dovrebbe terminare quando termina l'utilità sportiva dell'animale.


Cosa ci dice oggi questa ricerca

L'indagine del 2022, pubblicata nel 2024, non rappresenta un punto di arrivo.

È diventata uno degli elementi di un percorso più ampio che nel 2026 ha portato alla presentazione dei risultati conclusivi di EquiNotio.

Il valore del progetto sta anche in questo passaggio:

raccogliere dati → individuare criticità → sviluppare formazione → produrre strumenti → verificare e migliorare il sistema.

Per la tutela dei cavalli, questo approccio è particolarmente importante.

La proprietà responsabile non può essere definita soltanto dalla presenza di un proprietario formalmente identificato o dal rispetto degli adempimenti burocratici.

Richiede conoscenza, capacità gestionale, prevenzione, attenzione al comportamento e al benessere, responsabilità sanitaria e consapevolezza delle esigenze dell'animale lungo tutte le fasi della sua vita.

E soprattutto richiede che questa conoscenza continui ad aggiornarsi.


Fonti scientifiche e istituzionali

Podaliri Vulpiani M. et al. (2024). Indagine sulla proprietà responsabile di equini sportivi in Italia. Large Animal Review, 30(5), 215–222. (largeanimalreview.com)

Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise – EquiNotio. Documentazione ufficiale del progetto e attività di comunicazione e disseminazione. (izs.it)

Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, 4 febbraio 2026. Presentati a Roma i risultati del progetto EQUINOTIO. (izs.it)

Ministero della Salute, 4 febbraio 2026. Verso un modello integrato di tutela del cavallo non-DPA in Italia. (salute.gov.it)

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