I cavalli adulti sani sono in grado di mantenere la temperatura corporea entro un intervallo relativamente ristretto, generalmente compreso tra 37,5 e 38,5 °C, quando si trovano nella zona termoneutrale, indicata in una recente revisione della letteratura tra circa 5 e 25 °C. Questo equilibrio dipende dalla capacità dell’organismo di bilanciare la produzione e la dissipazione del calore.
Quando la produzione di calore supera la capacità di dissipazione, la temperatura corporea aumenta. Il rischio diventa particolarmente rilevante durante l’esercizio fisico intenso, soprattutto in presenza di temperature elevate e umidità elevata. Lo stress da calore può compromettere la termoregolazione e, nei casi più gravi o prolungati, essere associato ad anidrosi, colpo di calore e danni neurologici.
La capacità di dissipare il calore non dipende però esclusivamente dalla temperatura dell’aria. Umidità, movimento dell’aria, radiazione solare, intensità e durata dell’esercizio, livello di allenamento e condizioni individuali possono modificare considerevolmente il carico termico a cui è sottoposto il cavallo.
Come si rileva lo stress da calore
Il monitoraggio della temperatura corporea rappresenta uno degli strumenti più importanti per individuare un aumento eccessivo del carico termico. La temperatura rettale è tradizionalmente il metodo più utilizzato, ma presenta limiti pratici quando si cerca di effettuare un monitoraggio frequente o durante l’attività fisica.
La ricerca sta quindi valutando metodi meno invasivi, tra cui sensori termici, microchip per il rilevamento della temperatura e termometria a infrarossi. La termografia e altri parametri fisiologici possono inoltre essere utilizzati insieme alla temperatura per descrivere la risposta dell’animale al caldo.
Uno studio pubblicato nel 2024 su cavalli sottoposti a condizioni di elevato carico termico ha confrontato diversi parametri fisiologici e tecniche di rilevamento, compresa la termografia, evidenziando l’utilità di una valutazione integrata della risposta termica.
Il principio importante è quindi che non dovrebbe essere utilizzato un singolo parametro in isolamento quando si valuta un possibile stress da calore: temperatura corporea, frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, sudorazione, comportamento e condizioni ambientali possono contribuire alla valutazione complessiva.
Il raffreddamento deve essere tempestivo
Quando un cavallo presenta segni compatibili con un eccessivo accumulo di calore, la rapidità dell’intervento è importante. La revisione di Kang e colleghi indica l’applicazione di acqua fresca, il movimento dell’aria mediante ventilatori oppure la combinazione delle due strategie tra i principali sistemi di raffreddamento.
L’efficacia del raffreddamento dipende dal contesto e dall’entità del carico termico. In particolare, il raffreddamento mediante acqua associato al movimento dell’aria può aumentare la dissipazione del calore favorendo gli scambi termici e l’evaporazione.
La ricerca ha inoltre iniziato a valutare strategie alternative. Uno studio sperimentale su 20 cavalli mantenuti in condizioni calde e umide ha rilevato che una coperta refrigerante progettata per raffreddare diverse aree del dorso era associata a una riduzione della temperatura superficiale, della frequenza respiratoria, della frequenza cardiaca e del cortisolo plasmatico. Gli autori hanno quindi proposto questa soluzione come possibile strategia complementare per ridurre il carico termico durante la permanenza in stalla.
Questo risultato non significa che una coperta refrigerante possa sostituire il raffreddamento attivo nei casi di ipertermia importante: si tratta di una strategia studiata in condizioni specifiche e il suo impiego deve essere distinto dalla gestione di un’emergenza da colpo di calore.
Anche la gestione ambientale conta
La prevenzione dello stress da calore non riguarda soltanto il momento in cui la temperatura corporea è già aumentata. Ombra, disponibilità di acqua, ventilazione e possibilità di ridurre l’esposizione al calore rappresentano elementi fondamentali della gestione preventiva.
Il problema diventa particolarmente importante quando il caldo si combina con elevata umidità, esercizio fisico, trasporto o permanenza in ambienti scarsamente ventilati.
L’esperienza maturata nella gestione delle competizioni internazionali mostra inoltre come il monitoraggio ambientale e fisiologico possa essere integrato nei protocolli di tutela. Durante le Olimpiadi di Parigi 2024, per esempio, la FEI ha adottato un protocollo specifico per le condizioni di caldo, comprendente monitoraggio dei dati climatici, termocamere, sistemi di raffreddamento e particolare attenzione all’idratazione.
Cosa sappiamo oggi
La ricerca più recente rafforza quindi alcuni concetti fondamentali:
• lo stress da calore deriva da uno squilibrio tra produzione e dissipazione del calore;
• il rischio aumenta durante l’esercizio intenso e in condizioni calde e umide;
• la temperatura corporea è un parametro fondamentale, ma la valutazione può essere migliorata combinandola con altri indicatori fisiologici;
• termografia e tecnologie di rilevamento non invasivo sono promettenti, ma non tutti i sistemi disponibili hanno ancora lo stesso livello di validazione per il monitoraggio routinario;
• il raffreddamento tempestivo è fondamentale quando il cavallo presenta un significativo aumento della temperatura corporea;
• acqua e movimento dell’aria rappresentano strumenti importanti per favorire la dissipazione del calore;
• la prevenzione attraverso ombra, ventilazione, disponibilità di acqua e gestione dell’esercizio rimane essenziale.
Lo stress da calore non dovrebbe quindi essere considerato semplicemente una conseguenza del “sentire caldo”. È una condizione fisiologica nella quale la capacità di dissipare il calore non è più sufficiente a compensarne l’accumulo. Individuare precocemente questa situazione permette di intervenire prima che l’ipertermia diventi grave.
Riferimenti scientifici
Kang H, Zsoldos RR, Sole-Guitart A, Narayan E, Cawdell-Smith AJ, Gaughan JB. “Heat stress in horses: a literature review”. International Journal of Biometeorology. 2023;67:957–973. DOI: 10.1007/s00484-023-02467-7. PMID: 37060454; PMCID: PMC10267279.
Ojima Y, Torii S, Maeda Y, Matsuura A. “Effect of Cooling Blanket on the Heat Stress of Horses in Hot and Humid Environments”. Animals. 2022;12(19):2505. DOI: 10.3390/ani12192505. PMID: 36230247.
“Thermal exchange, physiological variables and thermography in creole horse under heat stress”. 2024. DOI: 10.1016/j.atech.2024.100565.
