Chi vive con i cavalli ha spesso l'impressione di riuscire a capire quando un animale è rilassato, soddisfatto o gradisce un'interazione. Ma esiste davvero un "sorriso" del cavallo?
Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, i cavalli manifestano una serie di espressioni facciali associate a uno stato emotivo positivo, osservabili soprattutto durante una toelettatura eseguita nel rispetto delle loro reazioni.
Naturalmente non si tratta di un sorriso identico a quello umano. Attribuire emozioni umane agli animali (antropomorfismo) può essere fuorviante. Tuttavia, gli studi di etologia dimostrano che alcune configurazioni del volto sono correlate a esperienze positive e a uno stato di benessere.
Lo studio
La ricerca è stata coordinata dall'etologa Léa Lansade, dell'Institut Français du Cheval et de l'Équitation e dell'INRAE (Institut National de Recherche pour l'Agriculture, l'Alimentation et l'Environnement).
L'obiettivo era individuare indicatori affidabili di emozioni positive nei cavalli, andando oltre i tradizionali studi che si concentrano quasi esclusivamente sul dolore, sullo stress o sul disagio.
Come sottolineano gli autori:
"Migliorare il benessere del cavallo non significa soltanto ridurre le emozioni negative, ma anche favorire quelle positive."
Due modi diversi di strigliare
I ricercatori hanno confrontato due modalità di toelettatura.
Toelettatura tradizionale
Il cavallo veniva spazzolato seguendo la normale routine, senza modificare il trattamento in base alle sue reazioni.
Toelettatura rispettosa
In questo caso la persona osservava continuamente il linguaggio del corpo del cavallo.
Quando comparivano segnali di disagio, la pressione o il movimento venivano modificati o interrotti.
Quando invece il cavallo mostrava segnali di gradimento, il trattamento veniva mantenuto.
L'intera seduta veniva filmata e successivamente analizzata da osservatori che non conoscevano quale tipo di toelettatura fosse stata effettuata, riducendo così il rischio di interpretazioni soggettive.
Com'è la "faccia felice" di un cavallo?
I ricercatori hanno individuato una combinazione di espressioni ricorrenti associate agli stati emotivi positivi.
Tra queste:
collo moderatamente sollevato;
occhi parzialmente chiusi;
labbro superiore leggermente protruso e rilassato;
muscolatura del muso morbida;
orecchie orientate all'indietro in posizione rilassata, senza tensione.
Si tratta di segnali molto discreti, che spesso sfuggono a chi non è abituato a osservare attentamente il linguaggio corporeo del cavallo.
I cavalli ricordano le esperienze positive
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda la memoria.
A distanza di circa un anno, gli stessi cavalli sono stati sottoposti a una nuova seduta di toelettatura.
Gli animali che avevano sperimentato la modalità rispettosa mostravano fin dall'inizio le stesse espressioni facciali positive osservate durante il precedente trattamento.
Questo suggerisce che i cavalli possano conservare un ricordo favorevole dell'esperienza e anticiparla con uno stato emotivo positivo.
Anche il disagio ha una sua espressione
Lo studio non si limita alle emozioni positive.
I ricercatori ricordano che esistono anche segnali molto precoci di fastidio, spesso ignorati dalle persone.
Tra questi:
irrigidimento degli angoli della bocca;
tensione delle labbra;
irrigidimento della muscolatura del muso;
piccoli cambiamenti nella posizione delle orecchie.
Riconoscere questi segnali permette di modificare immediatamente il modo di spazzolare o manipolare il cavallo, evitando che il disagio aumenti fino a provocare reazioni di difesa, come lo spostamento, il tentativo di allontanarsi o altri comportamenti di evitamento.
Perché è importante imparare a leggere il volto del cavallo?
Il benessere animale non consiste soltanto nell'evitare dolore, fame o malattia.
Le moderne conoscenze etologiche sottolineano l'importanza di offrire agli animali anche esperienze positive.
Imparare a osservare con attenzione il linguaggio del corpo e le espressioni facciali del cavallo consente di:
migliorare la qualità della toelettatura;
ridurre lo stress durante la manipolazione;
rafforzare la relazione tra persona e cavallo;
individuare precocemente segnali di disagio;
promuovere un approccio realmente orientato al benessere.
Più che chiedersi se un cavallo "sorride", la domanda corretta è quindi un'altra: siamo in grado di riconoscere quando un cavallo sta vivendo un'esperienza positiva?
La ricerca suggerisce che la risposta può essere sì, purché si impari a osservare quei piccoli dettagli che il cavallo utilizza quotidianamente per comunicare il proprio stato emotivo.
Fonti
Lansade L. et al. Facial expressions and oxytocin as possible markers of positive emotions in horses, Scientific Reports, Nature.
INRAE.
Institut Français du Cheval et de l'Équitation.
