La termografia potrebbe aiutare a individuare alcuni segnali associati al dolore del piede nel cavallo, anche quando la valutazione della temperatura dello zoccolo non mostra i cambiamenti che ci si potrebbe aspettare.
È quanto emerge da uno studio pilota pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Biology, dedicato alle variazioni della temperatura della superficie della suola nei cavalli con dolore palmare del piede.
Il dolore palmare interessa la parte posteriore del piede e può essere associato, tra le altre condizioni, a problematiche dell'apparato navicolare. La diagnosi richiede normalmente una valutazione clinica completa e l'integrazione di diversi elementi, tra cui esame della zoppia, test diagnostici e diagnostica per immagini.
La termografia non sostituisce questi strumenti, ma potrebbe fornire un'informazione aggiuntiva e non invasiva.
Perché osservare la temperatura dello zoccolo?
La termografia a infrarossi consente di visualizzare la distribuzione della temperatura sulla superficie corporea. Nel cavallo viene già utilizzata come strumento complementare per studiare alcuni processi associati a infiammazione, alterazioni della perfusione e problemi dell'apparato locomotore.
Nel caso del dolore palmare, tuttavia, l'interpretazione della temperatura della parte posteriore dello zoccolo può essere meno immediata.
La regione palmare del piede presenta infatti una vascolarizzazione particolare e, in presenza di determinate condizioni, un aumento della temperatura superficiale non è necessariamente evidente.
Per questo motivo i ricercatori hanno voluto verificare se fosse più utile osservare il modello complessivo della temperatura della suola e le sue variazioni dopo l'esercizio, piuttosto che cercare semplicemente un punto più caldo.
Come è stato condotto lo studio
La ricerca ha coinvolto otto cavalli con dolore palmare unilaterale a un arto anteriore.
Per ciascun cavallo è stato quindi possibile confrontare l'arto interessato con quello controlaterale, considerato non affetto. Sono stati inoltre inclusi quattro cavalli non zoppi come gruppo di controllo.
I cavalli con dolore palmare erano stati selezionati sulla base di diversi elementi clinici, tra cui:
zoppia cronica e progressiva di un solo arto anteriore;
risposta positiva ai test dello zoccolo e del fettone;
alterazioni degenerative dell'osso navicolare;
miglioramento della zoppia dopo anestesia diagnostica dei nervi digitali palmari.
Le temperature della superficie della suola sono state rilevate prima e dopo l'allenamento mediante una termocamera a infrarossi FLIR E50.
I ricercatori hanno analizzato in particolare la regione della punta e quella del fettone, confrontando gli arti doloranti con gli arti controlaterali e con quelli dei cavalli non zoppi.
Cosa è cambiato dopo l'esercizio?
Il risultato più interessante è emerso dopo l'allenamento.
Negli arti interessati dal dolore palmare è stato osservato un aumento della temperatura della superficie della suola, accompagnato da un aumento dell'area interessata dal cambiamento termico nella regione della punta.
Questo incremento non è risultato sovrapponibile a quello osservato negli arti non doloranti del gruppo di studio e nei cavalli del gruppo di controllo.
Il comportamento della regione del fettone è stato invece differente.
Nei cavalli con dolore palmare la temperatura del fettone non è aumentata dopo l'esercizio nella stessa misura osservata nelle altre aree e negli altri gruppi.
È proprio questa differenza nel comportamento termico delle diverse regioni dello zoccolo a rendere interessante la metodica.
Non sembra quindi sufficiente chiedersi se uno zoccolo sia semplicemente "caldo" o "freddo". Potrebbe essere più utile osservare come la temperatura si distribuisce sulla superficie del piede e come questo pattern cambia dopo l'esercizio.
Cosa ha mostrato l'analisi statistica?
I ricercatori hanno utilizzato anche l'analisi della curva ROC, una metodologia statistica utilizzata per valutare la capacità di un test di distinguere tra condizioni differenti.
I risultati hanno indicato un potenziale valore discriminante delle misurazioni termografiche, in particolare quando venivano considerate le variazioni della temperatura della superficie della suola dopo l'esercizio.
Questo suggerisce che la termografia potrebbe diventare uno strumento complementare interessante nell'indagine dei cavalli con dolore palmare.
Ma c'è una precisazione fondamentale.
Non è ancora un test diagnostico autonomo
Lo studio è stato esplicitamente concepito come studio pilota e il numero di cavalli coinvolti è molto ridotto: otto soggetti con dolore palmare e quattro controlli.
Per questo motivo i risultati non consentono ancora di stabilire che un determinato pattern termografico sia specifico del dolore palmare o che la termografia possa, da sola, formulare una diagnosi.
Gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per verificare se le caratteristiche osservate siano effettivamente tipiche dei cavalli con dolore palmare e per valutarne l'applicabilità su popolazioni più ampie.
Questo è particolarmente importante perché la temperatura cutanea può essere influenzata da numerosi fattori: ambiente, temperatura esterna, umidità, attività fisica, condizioni della superficie dello zoccolo, circolazione periferica e modalità di acquisizione delle immagini.
La termografia deve quindi essere interpretata all'interno di un protocollo standardizzato e, soprattutto, nel contesto della valutazione clinica del singolo cavallo.
Perché questa ricerca è interessante?
Il valore dello studio non sta nell'aver trovato un nuovo metodo per "diagnosticare" da solo il dolore del piede.
Sta nell'aver individuato un possibile pattern termico associato alla risposta della superficie della suola all'esercizio.
La termografia è una tecnica non invasiva e può essere ripetuta senza sottoporre il cavallo a procedure invasive. Se questi risultati saranno confermati da studi più ampi, potrebbe diventare un supporto utile per individuare variazioni che meritano ulteriori approfondimenti clinici.
Potrebbe inoltre contribuire al monitoraggio nel tempo, sempre senza sostituire l'esame veterinario e gli altri strumenti diagnostici disponibili.
Cosa ci insegna questo studio
La temperatura dello zoccolo non dovrebbe essere interpretata in modo semplicistico.
Un piede più caldo non significa automaticamente dolore e un piede che non mostra un evidente aumento della temperatura non può essere considerato automaticamente sano.
La termografia restituisce infatti una mappa della distribuzione termica, non una diagnosi.
Nel caso studiato dai ricercatori, la differenza più interessante è emersa osservando come questa mappa cambiava dopo l'esercizio, soprattutto nella regione della punta e del fettone.
È un esempio di come una tecnologia relativamente semplice possa fornire informazioni aggiuntive quando viene utilizzata all'interno di un percorso diagnostico strutturato.
Per ora, però, la conclusione più corretta è prudente: la termografia mostra un potenziale interessante nell'individuazione dei cavalli con dolore palmare del piede, ma sono necessari studi più ampi per stabilire quanto sia sensibile, specifica e generalizzabile questo approccio.
Riferimento scientifico
Zaha C., Schuszler L., Dascălu R., Nistor P., Florea T., Imre K., Rujescu C., Sicoe B., Igna C. (2023). Evaluation of Thermal Changes of the Sole Surface in Horses with Palmar Foot Pain: A Pilot Study. Biology, 12(3), 423.
DOI: 10.3390/biology12030423.
