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Trasporto dei cavalli: più spazio, migliore equilibrio e meno stress

Cosa ci dicono gli studi scientifici sul modo in cui trasportiamo i cavalli

Il trasporto è una delle situazioni che possono sottoporre i cavalli a stress fisico e comportamentale.

Durante un viaggio l'equide deve mantenere l'equilibrio all'interno di un veicolo in movimento, spesso in uno spazio limitato, affrontando accelerazioni, frenate, curve, rumori, vibrazioni, cambiamenti ambientali e, in alcuni casi, isolamento da altri cavalli.

La ricerca scientifica ha mostrato che lo spazio disponibile, la posizione durante il viaggio, la durata del trasporto e le modalità di gestione possono influenzare il benessere dell'equide.

Uno studio particolarmente interessante è quello pubblicato nel 2020 da Barbara Padalino e Sharanne L. Raidal sulla rivista Animals. La ricerca ha confrontato diverse condizioni di trasporto, analizzando comportamento, parametri fisiologici, esami ematici e gastroscopia.

Più spazio per mantenere l'equilibrio

Lo studio ha coinvolto 26 cavalle, sottoposte a 12 ore di trasporto oppure, per il confronto, a 12 ore di confinamento.

Durante il trasporto sono stati registrati molti più comportamenti legati al mantenimento dell'equilibrio e allo stress rispetto al confinamento.

Il dato particolarmente interessante riguarda lo spazio.

Le cavalle trasportate in stalli più ampi (“wide bays”) hanno mostrato meno appoggio alle pareti, meno perdite di equilibrio e meno movimenti associati al mantenimento dell'equilibrio rispetto alle cavalle trasportate in stalli singoli più stretti.

Gli animali trasportati negli stalli singoli hanno inoltre mostrato una maggiore frequenza complessiva di comportamenti e alcuni comportamenti associati a maggiore attivazione, come masticare o interagire con la corda di legatura.

Questo risultato è coerente con ciò che sappiamo sulla postura del cavallo durante il trasporto: per stabilizzarsi, l'equide può avere bisogno di modificare la posizione degli arti, allargare la base di appoggio e utilizzare lo spazio disponibile.

Più spazio non significa semplicemente “più comodità”: può significare una maggiore possibilità di adottare posture utili a mantenere l'equilibrio.

Viaggiare rivolti all'indietro può favorire l'equilibrio

La ricerca ha analizzato anche la direzione di viaggio.

Le cavalle trasportate rivolte verso la parte posteriore del veicolo hanno mostrato meno comportamenti complessivi legati all'equilibrio rispetto a quelle rivolte nella direzione di marcia.

Al contrario, le cavalle rivolte in avanti hanno mostrato più movimenti all'indietro, in avanti e laterali.

Lo studio suggerisce quindi che la posizione rivolta all'indietro potrebbe facilitare il mantenimento dell'equilibrio, anche se gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio le preferenze dei cavalli e gli effetti della direzione di viaggio.

È quindi importante non trasformare questo risultato in una regola assoluta: la ricerca indica un possibile vantaggio, non dimostra che ogni cavallo debba necessariamente viaggiare rivolto all'indietro.

Trasporto e ulcere gastriche

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il rapporto tra comportamento durante il viaggio e salute gastrica.

Dopo il trasporto sono stati osservati aumenti dei punteggi delle ulcere della mucosa squamosa dello stomaco.

La gravità delle lesioni squamose è risultata associata a diversi comportamenti osservati durante il viaggio, tra cui:

  • appoggio alle pareti;

  • perdita di equilibrio;

  • comportamenti di stress;

  • comportamenti complessivi di equilibrio e movimento.

In particolare, la perdita di equilibrio è risultata associata alla probabilità di sviluppare una condizione di ulcera gastrica clinicamente significativa nel modello statistico utilizzato dagli autori.

Questo non significa che ogni viaggio provochi necessariamente ulcere gastriche.

Significa invece che il trasporto può rappresentare uno dei fattori di rischio, soprattutto quando si combinano durata del viaggio, digiuno e stress.

Una conferma importante sulla gestione dell'alimentazione

Le ricerche successive hanno aggiunto un altro elemento importante.

Nel 2023 Gharehaghajlou, Raidal, Freccero e Padalino hanno studiato gli effetti del trasporto di 12 ore e di tre diverse strategie di alimentazione prima della partenza: alimentazione 1 ora, 6 ore o 12 ore prima del viaggio.

Nove cavalli hanno sviluppato ulcerazione clinicamente significativa della mucosa squamosa al termine del viaggio.

Lo studio ha inoltre rilevato che il trasporto era associato a modificazioni dei parametri legati allo stress ossidativo e che la strategia alimentare prima della partenza poteva influenzare la risposta ossidativa.

Gli autori concludono che un digiuno prolungato di 12 ore prima del viaggio non è raccomandabile e che sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio il rapporto tra alimentazione, trasporto, stress ossidativo e ulcere gastriche.

Questo risultato è particolarmente importante perché dimostra che il benessere durante il trasporto non dipende soltanto dal veicolo.

Anche ciò che avviene prima della partenza può influenzare la risposta dell'animale al viaggio.

Il comportamento può dirci più degli esami del sangue

Uno degli aspetti più interessanti dello studio di Padalino e Raidal è il confronto tra comportamento e parametri fisiologici e di laboratorio.

Gli autori hanno rilevato che i parametri comportamentali e fisiologici erano più sensibili degli indicatori ematologici, biochimici ed endocrini nel riconoscere gli effetti dello stress da trasporto.

Per questo gli autori raccomandano l'osservazione del comportamento degli animali durante il viaggio, anche attraverso sistemi di videosorveglianza.

Questo è un punto di grande interesse anche dal punto di vista pratico.

Un cavallo che perde ripetutamente l'equilibrio, si appoggia frequentemente alle pareti, presenta movimenti ripetitivi o mostra comportamenti di stress sta fornendo informazioni che non dovrebbero essere ignorate.

Cosa è cambiato con le evidenze successive?

Nel 2022 l'EFSA ha pubblicato una valutazione scientifica specifica sul benessere degli equidi durante il trasporto, prendendo in esame la letteratura disponibile e individuando 13 conseguenze negative per il benessere considerate altamente rilevanti.

Tra queste figurano:

  • stress da manipolazione;

  • sovrastimolazione sensoriale;

  • limitazione dei movimenti;

  • stress da movimento;

  • lesioni;

  • stress da isolamento;

  • problemi respiratori;

  • problemi gastrointestinali;

  • fame e sete prolungate;

  • problemi di riposo;

  • stress da separazione;

  • stress termico.

L'EFSA ha inoltre sottolineato che maggiore spazio, temperature più basse e durata del viaggio ridotta rispetto alle pratiche e alle regole attuali possono contribuire a ridurre le conseguenze negative del trasporto.

Quanto spazio serve?

L'EFSA ha proposto specifici criteri dimensionali per gli stalli individuali.

Secondo le raccomandazioni scientifiche, la larghezza dello stallo dovrebbe essere almeno 40 cm superiore alla larghezza massima del cavallo, mentre la lunghezza dovrebbe essere almeno 40 cm superiore alla lunghezza corporea dell'animale, misurata dalla coda al naso con il collo parallelo al terreno.

L'obiettivo è permettere al cavallo di assumere posture che favoriscano l'equilibrio e di abbassare la testa sotto l'altezza del garrese per favorire la normale clearance delle vie respiratorie.

Sono raccomandazioni scientifiche dell'EFSA, non devono essere confuse automaticamente con requisiti di legge applicabili in ogni situazione.

Anche la ventilazione e la temperatura sono importanti

Il trasporto non riguarda soltanto lo spazio.

L'EFSA ha stimato una temperatura critica superiore di circa 25 °C a bulbo secco per gli equidi durante il trasporto e ha evidenziato il rischio associato alle condizioni microclimatiche all'interno dei veicoli.

L'aumento della temperatura può diventare particolarmente problematico durante viaggi lunghi, nelle soste e in condizioni di scarsa ventilazione.

Per questo la gestione del microclima del veicolo è una componente essenziale del benessere durante il trasporto.

La testa non dovrebbe essere immobilizzata troppo in alto

Il cavallo utilizza la posizione della testa e del collo anche per mantenere l'equilibrio e per le normali funzioni respiratorie.

L'EFSA raccomanda che gli equidi possano abbassare la testa al di sotto dell'altezza del garrese e segnala come problematico il mantenimento della testa eccessivamente vincolata verso l'alto.

Questo è particolarmente rilevante durante i viaggi prolungati.

Il trasporto di gruppo non è automaticamente migliore

La ricerca sullo spazio non deve essere interpretata come un invito a trasportare indiscriminatamente tutti i cavalli liberi insieme.

L'EFSA distingue infatti le situazioni.

Per cavalli non abituati al trasporto, l'EFSA raccomanda piccoli gruppi costituiti da animali compatibili, liberi di muoversi, con una densità inferiore a 200 kg/m².

La compatibilità tra gli animali è quindi fondamentale.

Un maggiore spazio disponibile non compensa necessariamente il rischio di aggressioni, conflitti o stress sociale quando gli animali non sono compatibili.

Il viaggio dovrebbe durare il meno possibile

L'EFSA ha evidenziato che le conseguenze negative del trasporto possono accumularsi con la durata del viaggio.

Tra gli effetti individuati vi sono sete, fame, problemi respiratori, problemi gastrointestinali, fatica e difficoltà di riposo.

Secondo l'EFSA, gli equidi possono manifestare sete dopo circa 3 ore senza acqua; problemi respiratori clinici possono comparire dopo viaggi di 10–14 ore, mentre disturbi gastroenterici come l'ulcerazione gastrica possono essere osservati dopo 12 ore in cavalli non alimentati.

La raccomandazione generale è quindi chiara: la durata del viaggio dovrebbe essere mantenuta al minimo compatibile con la situazione.

Anche il trasporto aereo presenta criticità

Le problematiche di welfare non riguardano soltanto il trasporto stradale.

Uno studio pubblicato nel 2024 ha analizzato le pratiche di trasporto aereo commerciale di 118 cavalli, sottolineando che le evidenze scientifiche sul trasporto aereo degli equidi sono ancora relativamente scarse.

Questo conferma un punto importante: il trasporto degli equidi è un sistema complesso e non esiste una singola soluzione valida per ogni situazione.

Cosa possiamo imparare dalla ricerca?

Le evidenze disponibili non dicono semplicemente che “il cavallo deve stare libero” oppure che “deve viaggiare rivolto all'indietro”.

Dicono qualcosa di più interessante.

Il cavallo deve avere la possibilità di mantenere l'equilibrio, assumere posture adeguate, respirare correttamente, riposare, alimentarsi e idratarsi secondo le esigenze del viaggio e affrontare il minor livello possibile di stress e rischio.

Spazio, direzione di viaggio, durata, alimentazione, temperatura, ventilazione, compatibilità tra animali, qualità della guida e caratteristiche del veicolo devono quindi essere considerati insieme.

La ricerca scientifica invita a ripensare il trasporto

Lo studio di Padalino e Raidal del 2020 ha rappresentato un contributo importante perché ha mostrato che le condizioni fisiche dello spazio di trasporto possono modificare concretamente il comportamento e la capacità del cavallo di mantenere l'equilibrio.

Le evidenze successive, compreso il parere EFSA del 2022 e la ricerca sulla gestione dell'alimentazione pubblicata nel 2023, hanno ampliato il quadro.

Oggi sappiamo che il benessere durante il trasporto deve essere valutato considerando contemporaneamente spazio, equilibrio, movimento, temperatura, ventilazione, alimentazione, idratazione, durata del viaggio e condizioni individuali dell'animale.

Il trasporto non dovrebbe quindi essere considerato soltanto come il trasferimento di un animale da un punto A a un punto B.

È una fase della vita dell'equide che può avere conseguenze sulla sua salute e sul suo benessere.

In sintesi

Più spazio può facilitare il mantenimento dell'equilibrio.

La posizione rivolta all'indietro ha mostrato, nello studio del 2020, una riduzione dei comportamenti legati all'equilibrio, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

Il trasporto prolungato può essere associato a stress, problemi respiratori e gastrointestinali e difficoltà di riposo.

Il digiuno prolungato prima di un viaggio di 12 ore non è raccomandato sulla base delle evidenze dello studio del 2023.

Il comportamento durante il viaggio è un indicatore importante e può fornire informazioni utili sullo stato dell'animale.

La temperatura e la ventilazione sono componenti essenziali del benessere durante il trasporto.

La durata del viaggio dovrebbe essere ridotta al minimo possibile.


Fonti scientifiche

Padalino B., Raidal S.L. (2020). Effects of Transport Conditions on Behavioural and Physiological Responses of Horses. Animals, 10(1), 160. DOI: 10.3390/ani10010160.

Padalino B., Davis G., Raidal S.L. (2020). Effects of transportation on gastric pH and gastric ulceration in mares. Journal of Veterinary Internal Medicine, 34(2), 922–928.

Gharehaghajlou Y., Raidal S.L., Freccero F., Padalino B. (2023). Effects of Transport and Feeding Strategies Before Transportation on Redox Homeostasis and Gastric Ulceration in Horses. Journal of Equine Veterinary Science, 126, 104268. DOI: 10.1016/j.jevs.2023.104268.

EFSA Panel on Animal Health and Welfare (2022). Welfare of equine during transport. EFSA Journal.

Felici M., Cogger N., Nanni Costa L., Riley C.B., Padalino B. et al. (2024). Analysis of current methods and Welfare concerns in the transport of 118 horses by commercial air cargo companies. BMC Veterinary Research, 20, 158.

 

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