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Cortisolo nel crine e benessere: cosa ci dice il confronto tra cavalli liberi, da stalla e da lavoro?

Come possiamo capire se le diverse modalità di gestione influenzano lo stress e il benessere dei cavalli?

Una delle possibilità è osservare gli indicatori fisiologici associati alla risposta allo stress. Tra questi, il cortisolo può fornire informazioni interessanti, soprattutto quando viene misurato nel crine, perché la sua concentrazione può riflettere l'esposizione allo stress nel corso di un periodo più lungo rispetto a una singola misurazione nel sangue o nella saliva.

Uno studio italiano pubblicato nel 2022 ha confrontato tre gruppi di cavalli sottoposti a condizioni molto diverse:

  1. cavalli mantenuti in stalla e cavalcati frequentemente;

  2. cavalli impiegati nei servizi di ordine pubblico della Polizia di Stato italiana;

  3. cavalli che vivevano in condizioni di libertà.

La particolarità dello studio è che i ricercatori non hanno semplicemente confrontato cavalli "domestici" e cavalli "liberi". Prima dell'inclusione nella ricerca, tutti i soggetti sono stati sottoposti a una valutazione del benessere mediante il protocollo AWIN (Animal Welfare Indicators), selezionando esclusivamente animali con una valutazione positiva del benessere.

Questo elemento è fondamentale per interpretare correttamente i risultati.

Il risultato: più cortisolo nei cavalli liberi

Il cortisolo è stato misurato nel crine utilizzando la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa ad alta risoluzione con Orbitrap ibrido (LC-HRMS/MS).

Secondo gli autori, si trattava della prima applicazione di questa specifica tecnica per la quantificazione del cortisolo nel crine equino.

Il risultato più interessante è stato che i cavalli liberi presentavano concentrazioni di cortisolo nel crine significativamente più elevate rispetto sia ai cavalli mantenuti in stalla sia ai cavalli impiegati nel servizio di polizia.

A prima vista potrebbe sembrare un risultato sorprendente.

Se il cortisolo viene associato allo stress, perché i cavalli liberi dovrebbero presentare valori più elevati?

La risposta è che il cortisolo non può essere interpretato da solo come una misura del benessere complessivo.

I ricercatori non hanno infatti concluso che i cavalli liberi stessero peggio degli altri. Al contrario, tutti gli animali inclusi nello studio avevano superato positivamente la valutazione del benessere secondo il protocollo utilizzato.

Gli autori hanno quindi sottolineato che le differenze osservate potrebbero dipendere da una combinazione complessa di fattori ambientali, gestionali e comportamentali.

Stress non significa automaticamente scarso benessere

Questo studio è particolarmente interessante perché aiuta a distinguere due concetti che vengono spesso sovrapposti: stress fisiologico e benessere.

Un animale può incontrare numerose sfide ambientali e attivare il proprio sistema fisiologico di risposta senza che questo significhi necessariamente che il suo benessere sia compromesso.

Un cavallo che vive libero può, per esempio, essere esposto a variazioni climatiche, spostamenti più frequenti, competizione per le risorse, interazioni sociali, attività riproduttiva e altre pressioni ambientali.

Queste condizioni possono richiedere una maggiore attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e quindi contribuire a una maggiore presenza di cortisolo nel crine.

Ma questo non significa automaticamente che l'animale viva in condizioni peggiori.

Allo stesso modo, un livello più basso di cortisolo non dimostra da solo che un cavallo goda di un benessere migliore.

Per valutare il benessere è necessario considerare un insieme di indicatori: condizioni fisiche, comportamento, stato emotivo, ambiente, possibilità di esprimere comportamenti specie-specifici e qualità della gestione.

Perché il risultato è importante?

Il valore di questo studio sta quindi proprio nella sua complessità.

I tre gruppi vivevano in ambienti differenti e svolgevano attività differenti, ma tutti gli animali presentavano una valutazione positiva del benessere.

Nonostante ciò, il loro profilo di cortisolo nel crine non era uguale.

Questo dimostra quanto sia difficile utilizzare un singolo parametro biologico per stabilire se una determinata gestione sia migliore o peggiore per il cavallo.

Dimostra anche l'importanza di non interpretare automaticamente un aumento del cortisolo come prova di malessere.

La fisiologia dello stress è una risposta adattativa e deve essere interpretata nel contesto.

Una considerazione importante per i cavalli liberi

Il risultato assume particolare interesse se messo in relazione con gli studi sul comportamento sociale dei cavalli che vivono in condizioni libere.

Una maggiore concentrazione di cortisolo nei cavalli liberi non dimostra che la vita libera sia più stressante in senso negativo, né che la gestione in stalla sia preferibile.

Ma dimostra che le condizioni di vita producono profili fisiologici differenti anche quando gli animali presentano indicatori complessivamente positivi di benessere.

È quindi necessario evitare due conclusioni opposte e ugualmente semplicistiche:

"più cortisolo = cavallo che sta peggio"

oppure

"cavallo libero = cavallo che sta necessariamente meglio".

La ricerca scientifica suggerisce invece una lettura più prudente: il benessere è un fenomeno multidimensionale e deve essere valutato integrando indicatori fisiologici, comportamentali e ambientali.

Il cortisolo nel crine: uno strumento, non un verdetto

Il vantaggio della misurazione del cortisolo nel crine è la possibilità di ottenere informazioni relative a un periodo di tempo più esteso, rendendola potenzialmente utile per studiare l'esposizione cronica o prolungata a determinati fattori di stress.

Ma anche questo indicatore deve essere interpretato con cautela.

Il cortisolo non "misura il benessere".

Misura un parametro fisiologico che può contribuire alla valutazione del benessere insieme ad altri indicatori.

È proprio questa distinzione che rende lo studio particolarmente interessante: mostra che cavalli che vivono in condizioni molto diverse possono presentare differenti risposte fisiologiche allo stress pur ottenendo tutti una valutazione positiva del benessere.

La domanda scientifica, quindi, non dovrebbe essere soltanto quanto cortisolo produce un cavallo, ma perché lo produce, in quale contesto e come questa risposta si combina con gli altri indicatori di benessere.

Solo attraverso questa lettura integrata possiamo comprendere realmente l'effetto delle diverse modalità di gestione sulla vita dei cavalli.

Lo studio

Cerasoli F., Podaliri Vulpiani M., Saluti G., Conte A., Ricci M., Savini G., D'Alterio N. (2022). Assessment of Welfare in Groups of Horses with Different Management, Environments and Activities by Measuring Cortisol in Horsehair, Using Liquid Chromatography Coupled to Hybrid Orbitrap High-Resolution Mass Spectrometry. Animals, 12(14), 1739.

DOI: 10.3390/ani12141739.

PMID: 35883286. PMCID: PMC9312200.

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