Il botulismo equino è una grave malattia neurologica causata dalla tossina botulinica prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Si tratta di una delle tossine naturali più potenti conosciute e, nel cavallo, può provocare una paralisi flaccida progressiva che, nei casi più gravi, conduce all'insufficienza respiratoria e alla morte.
Sebbene sia una malattia relativamente rara, il botulismo rappresenta un'emergenza veterinaria: una diagnosi e un trattamento precoci possono fare la differenza per la sopravvivenza dell'animale.
Come si sviluppa il botulismo?
La tossina botulinica blocca il rilascio dell'acetilcolina, il neurotrasmettitore che permette ai nervi di comunicare con i muscoli. Di conseguenza, i muscoli non riescono più a contrarsi normalmente e si instaura una paralisi progressiva.
Il cavallo è una delle specie domestiche più sensibili alla tossina botulinica.
Cause
Il botulismo può svilupparsi attraverso tre principali modalità.
Ingestione di tossina già presente negli alimenti
È la forma più frequente negli adulti.
Il cavallo ingerisce la tossina già prodotta dal batterio in alimenti contaminati, come:
fieno mal conservato;
insilati;
mangimi deteriorati;
acqua contaminata.
La contaminazione può verificarsi, ad esempio, quando piccole carcasse di roditori o uccelli rimangono accidentalmente nel foraggio durante la raccolta o lo stoccaggio.
Botulismo da ferita
Le spore di Clostridium botulinum penetrano attraverso una ferita profonda, dove trovano un ambiente povero di ossigeno favorevole alla produzione della tossina.
Questa forma è meno frequente ma può essere molto grave.
Botulismo del puledro
Conosciuto anche come "Shaker Foal Syndrome", interessa soprattutto i puledri di età inferiore ai sei mesi.
In questo caso il puledro ingerisce le spore del batterio, che colonizzano l'intestino e iniziano a produrre la tossina direttamente all'interno dell'organismo.
Quali tossine colpiscono i cavalli?
Esistono sette principali tipi di tossina botulinica (A-G).
Nei cavalli sono coinvolti soprattutto:
tipo B, il più frequente;
tipo C, spesso associato a foraggi contaminati da carcasse di piccoli animali;
tipo A, presente solo in alcune aree geografiche.
Sintomi
I segni clinici possono comparire da poche ore fino a diversi giorni dopo l'esposizione.
I sintomi comprendono:
debolezza muscolare progressiva;
difficoltà a camminare;
affaticamento marcato;
tremori;
difficoltà a masticare;
difficoltà a deglutire (disfagia);
eccessiva salivazione;
perdita di cibo dalla bocca;
rigurgito di acqua o alimenti dalle narici;
lingua flaccida;
abbassamento della testa;
diminuzione del tono della coda;
riduzione del riflesso palpebrale;
postura instabile;
incapacità di mantenersi in piedi;
paralisi respiratoria.
Nei puledri la malattia può manifestarsi inizialmente con difficoltà nella suzione del latte e debolezza generalizzata.
Diagnosi
La diagnosi è basata principalmente sulla visita clinica e sull'anamnesi.
Il veterinario può richiedere:
ricerca della tossina botulinica nel siero, nelle feci o nel contenuto intestinale;
analisi del foraggio sospetto;
esami di laboratorio per escludere altre malattie neurologiche;
valutazione neurologica completa.
Poiché i risultati degli esami possono richiedere tempo, il trattamento viene spesso iniziato sulla base del forte sospetto clinico.
Trattamento
Il botulismo rappresenta un'urgenza veterinaria.
La terapia comprende:
Antitossina botulinica
L'antitossina neutralizza esclusivamente la tossina ancora presente in circolo e non può riparare i danni neurologici già instaurati.
Per questo motivo deve essere somministrata il più precocemente possibile.
Terapia di supporto
Il cavallo può necessitare di:
fluidoterapia;
alimentazione assistita mediante sondino quando non riesce a deglutire;
supporto nutrizionale;
frequenti cambi di posizione per prevenire lesioni da decubito;
assistenza respiratoria nei casi più gravi.
Trattamento delle ferite
Nel botulismo da ferita è necessario rimuovere il tessuto infetto e trattare adeguatamente la lesione.
L'uso degli antibiotici viene valutato dal veterinario, poiché alcuni farmaci possono peggiorare il blocco neuromuscolare.
Prognosi
La prognosi dipende da:
quantità di tossina assorbita;
rapidità della diagnosi;
tempestività della terapia;
disponibilità di cure intensive.
Nei casi lievi o moderati il recupero è possibile, ma può richiedere settimane o mesi.
Nei casi con paralisi respiratoria avanzata la prognosi diventa riservata o sfavorevole.
Prevenzione
La prevenzione si basa soprattutto sulla corretta gestione degli alimenti e dell'ambiente.
È consigliabile:
utilizzare esclusivamente fieno e mangimi di buona qualità;
evitare alimenti ammuffiti o deteriorati;
controllare il foraggio prima della somministrazione;
eliminare immediatamente eventuali carcasse di roditori o uccelli dai luoghi di stoccaggio e dai pascoli;
mantenere puliti box, mangiatoie e abbeveratoi;
trattare tempestivamente le ferite profonde;
utilizzare con cautela gli insilati destinati ai cavalli.
Vaccinazione
Negli Stati Uniti è disponibile un vaccino contro il botulismo di tipo B, raccomandato nelle aree dove la malattia è endemica e nelle fattrici destinate a proteggere i puledri attraverso il colostro.
Attualmente non esiste un vaccino autorizzato per l'impiego routinario nei cavalli in Europa e in Italia, dove il botulismo è considerato una malattia rara.
Quando chiamare il veterinario
È necessario richiedere immediatamente assistenza veterinaria se un cavallo manifesta:
improvvisa debolezza;
difficoltà a deglutire;
incapacità di mangiare o bere;
perdita di cibo dalla bocca;
tremori;
difficoltà respiratoria;
progressiva incapacità a mantenersi in stazione.
Nel botulismo ogni ora è importante e un trattamento precoce aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza.
Fonti scientifiche
Merck Veterinary Manual – Botulism in Horses.
American Association of Equine Practitioners – Linee guida sulle malattie neurologiche del cavallo.
Reed S.M., Bayly W.M., Sellon D.C. Equine Internal Medicine, Elsevier.
World Organisation for Animal Health – Informazioni sulle malattie da Clostridium botulinum.
Divers T.J., Peek S.F. Equine Internal Medicine, Elsevier.
