Il criptorchidismo è una condizione congenita nella quale uno o entrambi i testicoli non completano la normale discesa dalla cavità addominale allo scroto.
Durante lo sviluppo del puledro, i testicoli migrano attraverso il canale inguinale fino a raggiungere lo scroto. Questo processo può richiedere diversi mesi dopo la nascita e, nella maggior parte dei casi, entrambi i testicoli sono presenti nello scroto entro i 2 anni di età. Se uno o entrambi rimangono ritenuti nell'addome o nel canale inguinale, il cavallo viene definito criptorchide.
Il testicolo ritenuto continua generalmente a produrre testosterone, motivo per cui il cavallo può manifestare il tipico comportamento da stallone anche se i testicoli non sono visibili. Tuttavia, il testicolo non disceso è spesso più piccolo e meno sviluppato rispetto a quello normalmente posizionato.
Poiché il criptorchidismo è considerato una condizione con una probabile componente ereditaria, i soggetti affetti non dovrebbero essere destinati alla riproduzione.
Tipi di criptorchidismo
Criptorchidismo unilaterale
In questo caso un solo testicolo è ritenuto, mentre l'altro è normalmente disceso nello scroto.
Il cavallo:
presenta un solo testicolo visibile;
continua generalmente a essere fertile;
produce testosterone e mantiene il comportamento tipico dello stallone.
Criptorchidismo bilaterale
Entrambi i testicoli rimangono ritenuti.
Il cavallo:
appare esteriormente simile a un castrone, poiché non sono presenti testicoli nello scroto;
produce comunque testosterone;
manifesta spesso comportamento da stallone;
è generalmente infertile.
Cause
Il criptorchidismo è una patologia congenita dovuta a un'anomalia nello sviluppo o nella migrazione dei testicoli durante la crescita fetale e nei primi mesi di vita.
Sebbene il meccanismo non sia completamente chiarito, numerosi studi indicano una componente genetica, motivo per cui è consigliabile non utilizzare questi soggetti come riproduttori.
Sintomi
I principali segni clinici comprendono:
assenza di uno o entrambi i testicoli nello scroto;
comportamento tipico dello stallone (vocalizzazioni, aggressività, interesse sessuale);
fertilità conservata nei soggetti con criptorchidismo unilaterale;
infertilità nella maggior parte dei casi di criptorchidismo bilaterale.
Diagnosi
La diagnosi viene eseguita dal medico veterinario attraverso una visita clinica.
L'esame comprende:
palpazione dello scroto per verificare la presenza dei testicoli;
eventuale sedazione, se necessaria per eseguire la visita in sicurezza;
palpazione rettale per cercare di localizzare il testicolo ritenuto;
ecografia dell'addome e del canale inguinale per individuarne la posizione.
Quando un cavallo risulta apparentemente castrato ma continua a manifestare un marcato comportamento da stallone, possono essere utili anche esami del sangue per valutare la produzione di testosterone e confermare la presenza di tessuto testicolare funzionante.
Trattamento
L'unico trattamento definitivo è la rimozione chirurgica del testicolo ritenuto.
L'intervento varia in base alla posizione del testicolo:
se il testicolo è vicino al canale inguinale, l'intervento può essere relativamente semplice;
se è localizzato in profondità nella cavità addominale, è generalmente necessario l'intervento presso una clinica chirurgica equina, talvolta mediante laparoscopia.
Per evitare la persistenza del comportamento da stallone e impedire qualsiasi possibilità riproduttiva, è raccomandata la rimozione di entrambi i testicoli, compreso quello normalmente disceso.
Recupero post-operatorio
Dopo l'intervento il cavallo necessita di un periodo di riposo secondo le indicazioni del veterinario.
Durante la convalescenza è importante controllare:
gonfiore eccessivo della ferita chirurgica;
sanguinamento persistente;
secrezioni anomale;
febbre;
dolore marcato o comportamento insolito.
La comparsa di uno di questi segni richiede una rivalutazione veterinaria.
Prevenzione
Non esiste una prevenzione specifica del criptorchidismo, trattandosi di una condizione congenita.
La misura più importante consiste nel non utilizzare per la riproduzione i cavalli criptorchidi, anche quando il soggetto è fertile, poiché la patologia è ritenuta almeno in parte ereditaria.
L'identificazione precoce dei puledri affetti e la successiva castrazione consentono inoltre di evitare problemi comportamentali, ridurre il rischio di complicazioni chirurgiche future e prevenire la trasmissione della predisposizione genetica.
