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Ergotismo nel cavallo: sintomi, cause, diagnosi e prevenzione

L'ergotismo è un'intossicazione provocata dall'ingestione di alcaloidi prodotti da alcuni funghi che infestano cereali e graminacee.

Nell'uomo era conosciuto fin dal Medioevo con il nome di "Fuoco di Sant'Antonio", poiché poteva causare gravi alterazioni neurologiche e la morte dei tessuti delle estremità.

Anche i cavalli possono sviluppare questa intossicazione, sebbene oggi sia relativamente rara grazie ai controlli sulla qualità dei mangimi. Rimane tuttavia un rischio da conoscere, soprattutto nei pascoli e nei foraggi contaminati.

Da cosa è causato?

L'ergotismo è provocato dagli alcaloidi dell'ergot, sostanze tossiche prodotte principalmente da funghi del genere Claviceps, come Claviceps purpurea, che infestano cereali e alcune erbe.

Nella medicina equina moderna assume particolare importanza anche l'ergovalina, un alcaloide prodotto da funghi endofiti (Epichloë spp.) che vivono in simbiosi con alcune varietà di festuca alta (tall fescue).

Questi composti possono alterare il sistema nervoso, provocare una marcata vasocostrizione e interferire con la produzione di alcuni ormoni.

Come agiscono?

Gli alcaloidi dell'ergot restringono i vasi sanguigni, riducendo l'afflusso di sangue ai tessuti.

Se l'esposizione è intensa o prolungata possono verificarsi:

  • ischemia;

  • necrosi delle estremità;

  • alterazioni neurologiche;

  • problemi riproduttivi.

La gravità dipende dalla quantità ingerita, dalla durata dell'esposizione e dalla sensibilità individuale del cavallo.

Sintomi

I segni clinici possono comparire rapidamente oppure svilupparsi nel tempo.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • perdita dell'appetito;

  • debolezza;

  • tremori;

  • incoordinazione;

  • riduzione delle prestazioni;

  • zoppia;

  • estremità fredde;

  • dolore agli arti.

Nei casi più gravi possono comparire:

  • necrosi e cancrena di orecchie, coda o arti;

  • convulsioni;

  • collasso;

  • morte.

Fattrici gravide

Le fattrici rappresentano la categoria più a rischio.

L'ingestione di foraggi contaminati, soprattutto festuca infetta da endofiti produttori di ergovalina nelle ultime settimane di gravidanza, può provocare:

  • gestazione prolungata;

  • parto difficile;

  • placenta ispessita o trattenuta;

  • ridotta produzione di latte (agalassia);

  • nascita di puledri deboli;

  • aumento del rischio di aborto o morte neonatale.

Per questo motivo si raccomanda di evitare la festuca infetta durante gli ultimi mesi della gestazione.

Diagnosi

La diagnosi si basa su diversi elementi.

Il veterinario eseguirà:

  • visita clinica completa;

  • valutazione neurologica e vascolare;

  • esami del sangue per escludere altre patologie;

  • analisi del foraggio e dei mangimi;

  • valutazione del pascolo.

Oggi è possibile analizzare campioni di alimenti per ricercare gli alcaloidi dell'ergot mediante tecniche di laboratorio specializzate.

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico.

La prima misura consiste nell'eliminare immediatamente la fonte di contaminazione.

La terapia è principalmente di supporto e può comprendere:

  • fluidoterapia;

  • controllo del dolore;

  • trattamento delle lesioni cutanee;

  • medicazioni delle aree necrotiche;

  • terapia antibiotica solo se si sviluppano infezioni secondarie;

  • assistenza alle fattrici e ai puledri nei casi ostetrici.

Nei casi di necrosi avanzata può essere necessario rimuovere chirurgicamente il tessuto non vitale.

Prognosi

La prognosi dipende dalla quantità di tossina ingerita e dalla rapidità con cui viene eliminata la fonte di esposizione.

Le forme lievi possono risolversi completamente.

Le lesioni ischemiche gravi, invece, possono lasciare danni permanenti o compromettere la sopravvivenza del cavallo.

Come prevenire l'ergotismo

La prevenzione è fondamentale.

È consigliabile:

  • utilizzare mangimi e foraggi di qualità controllata;

  • ispezionare regolarmente cereali e pascoli;

  • evitare alimenti ammuffiti o contaminati;

  • falciare i prati prima della formazione delle spighe infestate;

  • utilizzare sementi certificate;

  • evitare il pascolo su festuca alta infetta da endofiti nelle fattrici gravide, soprattutto negli ultimi 60-90 giorni di gestazione;

  • far analizzare i foraggi in caso di sospetta contaminazione.

Quando chiamare il veterinario

È opportuno richiedere una visita urgente se un cavallo presenta:

  • tremori o incoordinazione improvvisi;

  • zoppia senza una causa evidente;

  • estremità fredde o doloranti;

  • lesioni sospette a coda, orecchie o arti;

  • parto ritardato o mancata produzione di latte in una fattrice.

Un intervento tempestivo e la rapida rimozione della fonte di tossine possono fare la differenza nel limitare i danni e migliorare la prognosi.

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