Le fratture degli arti rappresentano una delle emergenze più gravi nella medicina equina. In passato una frattura importante significava quasi sempre eutanasia, mentre oggi, grazie ai progressi della chirurgia ortopedica, dell'anestesia, degli impianti e della riabilitazione, molte fratture possono essere trattate con successo.
La possibilità di recupero dipende da numerosi fattori, tra cui il tipo di frattura, l'età del cavallo, l'arto interessato, il peso dell'animale, le condizioni generali e la rapidità con cui viene prestata assistenza.
Perché le fratture sono così problematiche nel cavallo?
Il cavallo è un animale di grande massa corporea che sostiene quasi tutto il proprio peso su quattro arti relativamente sottili.
A differenza di altre specie, non può rimanere a lungo sdraiato senza sviluppare gravi complicazioni. Inoltre, se un arto non può sostenere il peso, gli altri arti vengono sovraccaricati, aumentando il rischio di sviluppare una grave infiammazione dello zoccolo chiamata laminite dell'arto controlaterale, una delle complicanze più temibili.
Cause
Le fratture possono essere causate da:
- cadute;
- calci ricevuti da altri cavalli;
- collisioni contro ostacoli o recinzioni;
- incidenti durante il trasporto;
- incidenti in paddock o al pascolo;
- esercizio intenso o ripetitivo che favorisce fratture da stress;
- traumi durante gare o allenamenti;
- indebolimento dell'osso dovuto a infezioni, tumori o altre patologie.
Le microfratture da stress sono relativamente frequenti nei cavalli sportivi e possono precedere una frattura completa se non vengono riconosciute in tempo.
Sintomi
I segni clinici dipendono dalla gravità della lesione.
Possono comprendere:
- improvvisa zoppia grave;
- impossibilità di appoggiare l'arto;
- dolore intenso;
- gonfiore;
- deformazione dell'arto;
- mobilità anomala dell'osso;
- ferita con esposizione dell'osso nelle fratture esposte;
- riluttanza a muoversi.
In presenza di una sospetta frattura è fondamentale evitare qualsiasi spostamento non necessario.
Diagnosi
La diagnosi viene effettuata dal medico veterinario attraverso:
- visita clinica;
- esame ortopedico;
- radiografie;
- ecografia in alcuni casi;
- tomografia computerizzata (TC) nelle strutture specializzate;
- scintigrafia ossea per individuare microfratture o fratture da stress non evidenti alle radiografie.
La classificazione della frattura permette di stabilire la prognosi e il trattamento più appropriato.
Trattamento
La terapia dipende dal tipo di frattura.
Le possibilità comprendono:
- immobilizzazione temporanea;
- fissazione interna con placche, viti o chiodi;
- fissazione esterna in casi selezionati;
- trattamento conservativo per alcune piccole fratture;
- chirurgia ortopedica specialistica.
Molte fratture semplici, soprattutto se interessano segmenti ossei al di sotto del carpo o del garretto, oggi possono essere trattate con buone probabilità di successo.
Al contrario, alcune fratture molto complesse, come quelle comminute del femore, dell'omero, del bacino o le fratture articolari gravemente scomposte, continuano ad avere una prognosi riservata o sfavorevole.
Riabilitazione
La convalescenza può durare diversi mesi.
Durante questo periodo il cavallo necessita di:
- riposo controllato;
- box adeguatamente dimensionato;
- gestione del dolore;
- alimentazione bilanciata;
- controlli radiografici periodici;
- fisioterapia e riabilitazione quando indicate.
L'obiettivo non è soltanto la consolidazione dell'osso, ma anche prevenire la perdita di massa muscolare e le complicazioni legate all'immobilità.
Le protesi sono possibili?
Nei pony e negli asini sono stati descritti alcuni casi di amputazione con applicazione di protesi.
Nei cavalli adulti questa soluzione rimane eccezionale perché il peso corporeo elevato rende estremamente difficile ottenere un buon risultato funzionale e garantire il benessere dell'animale nel lungo periodo.
Cosa fare se un cavallo si frattura un arto
Una frattura rappresenta sempre un'emergenza veterinaria.
È importante:
- mantenere il cavallo il più possibile fermo;
- evitare che cammini inutilmente;
- chiamare immediatamente il veterinario;
- immobilizzare l'arto solo se si è in grado di farlo correttamente e senza aumentare il dolore;
- organizzare il trasporto verso una clinica equina specializzata, se il veterinario lo ritiene opportuno.
L'immobilizzazione provvisoria mediante stecche o bendaggi può ridurre ulteriori danni ai tessuti durante il trasporto, ma deve essere eseguita da personale esperto.
Quando si rende necessaria l'eutanasia?
Non tutte le fratture possono essere curate.
L'eutanasia può rappresentare la scelta più compassionevole quando:
- la frattura è incompatibile con il recupero;
- il dolore non può essere controllato;
- il rischio di complicazioni è estremamente elevato;
- il cavallo non avrebbe realisticamente una qualità di vita accettabile.
La decisione viene presa dal veterinario insieme al proprietario, valutando sempre il benessere dell'animale.
Prevenzione
Non tutte le fratture sono evitabili, ma alcune misure possono ridurne il rischio.
È consigliabile:
- programmare allenamenti progressivi;
- rispettare i tempi di recupero dopo il lavoro intenso;
- riconoscere precocemente eventuali zoppie;
- trattare tempestivamente le microfratture da stress;
- mantenere una corretta ferratura o un corretto pareggio;
- utilizzare superfici di lavoro adeguate;
- evitare il sovrallenamento;
- garantire box sicuri e di dimensioni adeguate;
- introdurre gradualmente nuovi cavalli nel branco, preferibilmente in spazi ampi.
Quando possibile, durante le prime fasi dell'inserimento sociale alcuni gestori preferiscono mantenere gli equidi sferrati, poiché un calcio inferto senza ferri può ridurre il rischio di lesioni gravi, pur senza eliminarlo completamente.
Prognosi
Negli ultimi decenni la prognosi delle fratture equine è migliorata notevolmente grazie ai progressi della chirurgia ortopedica. Molti cavalli possono tornare a una buona qualità di vita e, in alcuni casi, anche all'attività sportiva.
Il successo dipende soprattutto dalla rapidità dell'intervento, dal tipo di frattura e dalla comparsa o meno di complicazioni, in particolare della laminite dell'arto controlaterale, che rappresenta ancora oggi una delle principali cause di insuccesso dopo una grave frattura.
In sintesi
Una frattura dell'arto nel cavallo non equivale più automaticamente a una condanna. Sebbene alcune lesioni rimangano purtroppo incompatibili con il recupero, molte altre possono essere trattate con successo se il cavallo riceve rapidamente assistenza veterinaria specialistica. Per questo motivo, di fronte a una sospetta frattura, ogni minuto è importante: limitare i movimenti dell'animale e contattare immediatamente un veterinario può fare la differenza tra una prognosi favorevole e una sfavorevole.
