Le lesioni tendinee rappresentano una delle principali cause di sospensione dell'attività sportiva nei cavalli. Possono determinare un periodo di inattività di molti mesi e, nei casi più gravi, il ritiro definitivo dalle competizioni. Saltatori, cavalli da corsa al galoppo, trottatori e soggetti impiegati in discipline ad alta intensità sono particolarmente esposti, ma una lesione tendinea può verificarsi in qualsiasi cavallo.
Il recupero richiede tempo, pazienza e una gestione accurata: accelerare il ritorno al lavoro aumenta significativamente il rischio di recidive.
Cosa sono i tendini?
I tendini sono robuste strutture costituite prevalentemente da fibre di collagene che collegano i muscoli alle ossa, trasmettendo la forza necessaria al movimento.
Sono progettati per sopportare elevate forze di trazione, ma hanno una limitata elasticità e una scarsa vascolarizzazione. Questa caratteristica rende la guarigione particolarmente lenta: il tessuto lesionato viene sostituito da una cicatrice fibrosa che, anche quando ben organizzata, raramente possiede le stesse proprietà biomeccaniche del tendine originario.
Quali tendini si lesionano più frequentemente?
Le lesioni interessano soprattutto:
tendine flessore digitale superficiale (SDFT), la sede più comune nei cavalli sportivi;
tendine flessore digitale profondo (DDFT);
legamento sospensore del nodello;
nei trottatori possono essere relativamente frequenti anche le lesioni dei flessori degli arti posteriori.
Le cause
Le lesioni tendinee sono quasi sempre multifattoriali.
Tra i principali fattori predisponenti vi sono:
sovraccarico durante allenamenti o gare;
incremento troppo rapido dell'intensità del lavoro;
affaticamento muscolare;
terreni troppo duri, troppo profondi o irregolari;
traumi diretti;
conformazione degli arti sfavorevole;
ferratura non adeguata;
età avanzata;
precedenti lesioni tendinee;
eccesso di peso.
Anche una preparazione atletica insufficiente può aumentare il rischio, perché il tendine necessita di tempo per adattarsi progressivamente ai carichi di lavoro.
I sintomi
La gravità dei sintomi varia in funzione dell'entità della lesione.
I segni clinici più frequenti sono:
zoppia di grado variabile;
dolore alla palpazione;
aumento della temperatura locale;
gonfiore lungo il decorso del tendine;
ispessimento del tendine;
riluttanza ad appoggiare l'arto nei casi più gravi.
Nelle prime ore il tendine può apparire caldo e aumentato di volume; successivamente il gonfiore tende a localizzarsi nella sede della lesione.
Come si effettua la diagnosi?
La visita veterinaria comprende:
osservazione del cavallo in stazione e in movimento;
palpazione dei tendini;
test di flessione quando indicati.
L'esame fondamentale è l'ecografia, che permette di valutare:
sede della lesione;
estensione del danno;
percentuale di fibre coinvolte;
presenza di emorragie o raccolte fluide;
evoluzione della guarigione nel tempo.
Nei casi più complessi possono essere utilizzati anche risonanza magnetica o altre tecniche di diagnostica per immagini.
Il trattamento
La terapia dipende dal tendine interessato, dalla gravità della lesione e dall'attività futura prevista per il cavallo.
Fase acuta
Nelle prime 48-72 ore l'obiettivo principale è limitare il danno secondario.
Il veterinario può raccomandare:
riposo;
applicazione di freddo (crioterapia);
docciature fredde;
bendaggi compressivi;
farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), quando indicati.
Fase di guarigione
Terminata la fase acuta inizia un lungo percorso riabilitativo.
A seconda del caso possono essere utilizzati:
esercizio controllato e progressivo;
fisioterapia;
onde d'urto extracorporee;
laserterapia;
ultrasuoni terapeutici.
In alcuni casi selezionati il veterinario può proporre terapie rigenerative, come:
plasma ricco di piastrine (PRP);
aspirato concentrato di midollo osseo;
cellule mesenchimali (cellule staminali).
Questi trattamenti hanno l'obiettivo di favorire una riparazione del tessuto tendineo più ordinata, ma non garantiscono il completo ripristino delle caratteristiche originarie del tendine.
Chirurgia
L'intervento chirurgico è riservato a situazioni particolari, come:
gravi rotture tendinee;
alcune lesioni del legamento sospensore;
procedure specifiche indicate dal veterinario ortopedico.
Quanto tempo serve per guarire?
La guarigione dei tendini è lenta.
Indicativamente:
lesioni lievi: diversi mesi;
lesioni moderate: 6-9 mesi;
lesioni gravi: fino a 12 mesi o più.
Il programma di riabilitazione viene adattato in base ai controlli ecografici periodici.
La convalescenza
Il recupero non consiste semplicemente nel tenere il cavallo fermo.
Dopo un primo periodo di riposo assoluto, il veterinario può prescrivere un programma di esercizio controllato, generalmente iniziando con brevi passeggiate al passo e aumentando progressivamente il carico di lavoro in funzione dell'evoluzione della guarigione.
Una gestione che permetta movimento spontaneo in sicurezza, quando compatibile con la fase clinica, può contribuire al benessere psicofisico del cavallo, ma deve sempre essere concordata con il veterinario.
Anticipare il ritorno all'attività aumenta il rischio di una nuova lesione, spesso più grave della precedente.
La prognosi
Molti cavalli tornano a una buona qualità di vita e a un'attività ricreativa.
Il ritorno all'agonismo dipende da numerosi fattori:
tipo di tendine lesionato;
estensione del danno;
disciplina praticata;
qualità della riabilitazione;
presenza di recidive.
Anche nei casi con buon recupero, il tessuto cicatriziale mantiene caratteristiche biomeccaniche differenti rispetto al tendine sano, motivo per cui il rischio di nuove lesioni rimane più elevato.
Si può prevenire?
Non tutte le lesioni sono evitabili, ma il rischio può essere ridotto attraverso una gestione attenta.
Le principali misure preventive comprendono:
programmi di allenamento progressivi;
adeguato riscaldamento prima del lavoro intenso;
periodi di recupero sufficienti;
mantenimento di una corretta condizione corporea;
ferratura regolare ed equilibrata;
controllo della conformazione degli zoccoli;
scelta di fondi di lavoro idonei;
monitoraggio veterinario dei cavalli con precedenti lesioni.
Il benessere prima della prestazione
Le lesioni tendinee richiedono tempi biologici che non possono essere abbreviati oltre un certo limite. Il desiderio di riportare rapidamente un cavallo all'attività agonistica non dovrebbe mai prevalere sulla tutela della sua salute.
Quando un tendine ha subito un danno importante, l'obiettivo principale deve essere quello di garantire al cavallo una buona qualità di vita e una funzionalità duratura, anche se questo significa ridimensionarne l'impiego sportivo. Una riabilitazione rispettosa dei tempi di guarigione rappresenta il miglior investimento per il futuro dell'animale.
Fonti scientifiche
American Association of Equine Practitioners (AAEP). Superficial Digital Flexor Tendon Injuries.
American College of Veterinary Surgeons (ACVS). Equine Tendon and Ligament Injuries.
Dyson SJ, Genovese RL. Diagnosis and Management of Lameness in the Horse.
Equine Veterinary Journal ed Equine Veterinary Education: revisioni sulle lesioni tendinee e sulle terapie rigenerative.
